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NBA Week 7: Raptors dominano ad Est, Nuggets e Clippers si contendono il primato ad Ovest

by • 4 dicembre 2018 • evidenza, news, TimeOut NbaComments (0)38

 

 

Eccoci qua, siamo giunti al punto in cui praticamente ogni squadra ha giocato un quarto delle partite della stagione regolare NBA e guardando la classifica possiamo dire che non è esattamente quella che si prospettava ad inizio stagione, in particolare ad Ovest. Nuggets, Clippers, Thunder, Lakers, Grizzlies e Mavericks sono nella top-8 mentre squadre come Pelicans, Jazz, Spurs, Timberwolves e Rockets che hanno fatto i playoff l’anno scorso, sono fuori.

In particolare, nell’ultima settimana i Lakers hanno fatto un salto in avanti, grazie al calendario favorevole che li ha contrapposti a squadre di medio-basso livello come Phoenix, Dallas e Indiana (priva del loro leader Victor Oladipo) permettendogli di mettere a referto tre vittorie con il solito LeBron James e un Brandon Ingram che inizia finalmente a carburare dopo un inizio di stagione sottotono rispetto alle aspettative.

Ad Est invece non ci sono troppe sorprese: Toronto domina la conference con un record 20-5 (migliore della Lega), battendo in settimana i Golden State Warriors di un super Kevin Durant (51 punti) che spinge la partita all’overtime a suon di triple, ma si deve arrendere ai Raptors capitanati da Kawhi Leonard (37 punti) e dall’arma segreta dei canadesi: Pascal Siakam (26 punti).

Il camerunense, al terzo anno NBA, si è guadagnato da quest’anno il posto in quintetto grazie alle sue caratteristiche uniche: un atleta d’elite di 206 cm che può difendere 5 posizioni, battere l’uomo dal palleggio ed essere davanti a tutti quando c’è da correre in contropiede. Siakam viaggia ad una media di 9.1 tiri tentati a partita, 5 dei quali dentro la restricted area, da dove tira un incredibile 78.9%: una spanna davanti a tutti per l’NBA Most Improved Player Award.

Male invece nelle ultime uscite i Chicago Bulls che licenziano l’Head Coach Fred Hoiberg (panchina affidata a Jim Boylen) e i Brooklyn Nets che sono reduci da sette sconfitte consecutive, inclusa l’incredibile debacle contro Memphis con doppio overtime (career high da 36 punti per il rookie dei Grizzlies Jaren Jackson).

Passiamo ora alla nostra consueta rubrica di TOP e FLOP

 

TOP

DENVER NUGGETS

 

La stagione 2018/2019 è stata piena di alti e bassi per i Nuggets: partiti forte con un sorprendente record di 9 vittorie e 1 sconfitta, hanno perso 6 delle successive 7 gare giocate, per tornare poi sulla cresta dell’onda con l’attuale streak di 6 vittorie (l’ultima stanotte a Toronto contro i Raptors detentori del miglior record della Lega e reduci da 8 vittorie consecutive), che garantisce a Denver il primato della Western Conference.

I fattori che garantiscono il successo alla squadra di coach Malone sono essenzialmente due: difesa solida e una panchina lunga e migliore rispetto alla maggior parte della Lega.

I Nuggets hanno infatti concesso nelle ultime due settimane soltanto 98.8 punti su 100 possessi (dato in contrapposizione a quello dell’anno scorso 109.9 punti per 100 possessi) e nelle serate in cui le stelle della squadra non producono come dovrebbero, possono pescare dalla panchina giocatori come Mason Plumlee, Monte Morris, Juancho Hernangomez, Trey Lyles, Malik Beasley, e Torrey Craig che possono contribuire con minuti di sostanza in campo e mantenere a galla la squadra.

Non sappiamo ancora quale sia il limite per questi Nuggets, finchè non rientreranno Will Barton e gli innesti dell’offseason (Isaiah Thomas e Michael Porter Jr.), ma sappiamo che malgrado l’assenza di due titolari e l’inefficienza al tiro da parte delle loro stelle in alcune serate, loro continuano a vincere.

Pick & roll tra Lyles e Morris, concluso con il floater di quest’ultimo

Isolamento di Lyles contro un ottimo difensore come Paul George, segna e subisce il fallo

FLOP

MILWAUKEE BUCKS

Non una buona settimana per i Bucks che portano a casa una sola vittoria su tre partite nonostante il calendario gli proponga avversari alla loro portata (Charlotte Hornets, Chicago Bulls e New York Knicks). L’unica vittoria arriva con i Bulls, ma solo nel finale, con una tripla decisiva di Middleton, mentre le due sconfitte sono di misura con Charlotte (110-107) e New York (136-134) dopo un supplementare.

Ultimamente tutte le gare di Milwaukee sono state decise nel finale e sembra che alla squadra di coach Mike Budenholzer manchi quel killer instinct per far proprie certe partite.

Il copione è lo stesso: i Bucks giocano bene, ma permettono agli avversari di restare in partita per troppo tempo e qualche volta la pagano. Come contro i Knicks, dove hanno tirato bene da tre (42,9%) con una prestazione mvp-like da parte di Giannis Antetokounmpo e una gara solida da parte di tutti i titolari escluso Middleton. Ma sono arrivati con le marce corte nel finale permettendo a New York, con un Mudiay sugli scudi, di portare la partita all’overtime e vincerla.

Da segnalare comunque che le recenti difficoltà dei Bucks non sono da attribuire alla loro star “The Greek Freak“: il greco, infatti, nelle ultime sei partite ha registrato una media di 31.8 punti (63.8 % dal campo), 14.5 rimbalzi, 7.3 assist, 2.0 rubate e 1.2 stoppate che gli hanno garantito il premio di miglior giocatore della Eastern Conference per il mese di Novembre e lanciato sempre più verso la vittoria del trofeo MVP.

Ultima nota relativa ad un episodio curioso avvenuto nell’ultima gara disputata dai Bucks a New York dove il buon Mario Hezonja ha pensato bene, dopo una schiacciata in contropiede e il contemporaneo tentativo di stoppata da parte di Giannis, di passargli sopra con il famoso step-over alla Allen Iverson su Tyronn Lue, come segno di superiorità e mancanza di rispetto.

Il greco non sembra averla presa benissimo, ma si può consolare con la recente investitura da parte di una leggenda di questo sport: l’Hall Of Famer Shaquille O’Neal ha deciso di incoronare la star dei Bucks, infatti Shaq ha scelto lui come erede per il suo soprannome “Superman”:

Non ho mai ceduto il mio soprannome, ma a lui voglio darlo. Lui è il nuovo Superman”, ha detto O’Neal allo Stephen A. Smith Show di ESPN. “Nemmeno lui sa tirare da 3 punti, eppure sta dominando. È questo quello che mi piace: sta facendo la differenza nel pitturato. E sapete una cosa? Non voglio incoraggiare i lunghi a tirare dalla media e lunga distanza. Tenete il vostro sedere in area e dominate come fa lui. Così io sono diventato Superman e ora lo è diventato anche il Greek Freak”.

 

 

Gianluca Manfredini

immagini: Facebook, pagina ufficiale NBA, Twitter, pagine ufficiali delle squadre

©2016 Concretamente Sassuolo Twitter Facebook

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