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NBA Week 8: Celtics e Lakers in risalita, Luka Doncic incanta

by • 11 Dicembre 2018 • news, TimeOut NbaComments (0)196

Un’altra caldissima settimana in NBA, e più la stagione avanza, più gli equilibri che ci aspettiamo tornano a ristabilirsi. Golden State ha infatti riconquistato il primato a Ovest, e nella partita della notte (vinta per 116-108 contro i Timberwolves) ha potuto schierare di nuovo Draymond Green (gli Hamptons Five non scendevano in campo tutti assieme da oltre un mese). Aver mantenuto la testa della Western Conference nonostante i molteplici infortuni è un risultato più che confortante per i ragazzi di Kerr, ma bisogna ammettere che in parte è grazie al “regalo” dei Nuggets, che hanno incassato due sconfitte consecutive contro Charlotte e Atlanta scivolando in terza posizione (piazzarli nei nostri TOP la settimana scorsa non ha portato fortuna, ma loro si sono già attrezzati per rimediare: è notizia di ieri sera che abbiano infatti messo sotto contratto Nick Young).

Nel caos della Western Conference, LeBron e soci stanno pian piano risalendo la china e ora paiono una squadra di pallacanestro (di tutto rispetto, per di più). Nelle ultime 10 partite, il loro rating difensivo è il secondo migliore della Lega: sebbene il loro attacco a metà campo infatti batta ancora in testa, la dimensione di squadra che difende e corre pare decisamente adatta quando schieri giocatori come Ball e LeBron, difensori intelligenti e bravi a convertire palloni rubati in contropiedi lampo (i 18.6 punti a partita delle ultime 10 gare valgono un secondo posto dietro agli Hawks in questa speciale classifica).

 

Tutt’altro discorso va fatto per i Rockets, che invece continuano a navigare in acque pessime: la loro difesa, aspetto sottovalutato di una squadra che l’anno scorso è andata ad un paio di possessi dall’eliminare i Warriors in finale di Conference, non è che l’ombra di quella della passata stagione: da questo punto di vista, le assenze di Ariza e Mbah a Moute pesano forse più del previsto.

Sulla sponda orientale, invece, cominciano a vedersi i lampi dei Celtics che ci aspettavamo quest’estate. Boston ha approfittato di un calendario che nelle ultime settimane è stato piuttosto facile per inanellare 5 vittorie consecutive e riportarsi nella parte alta della Eastern Conference. L’ultima mossa di Brad Stevens, ovvero rimuovere Jaylen Brown (al rientro da un infortunio) dal quintetto ha pagato dividendi: il giovane ha infatti segnato 43 punti nelle ultime due partite, l’ultima delle quali è stata la devastante vittoria sui Bulls per 133-77 (peggior sconfitta della storia per la franchigia di Chicago, che nonostante il licenziamento di Fred Hoiberg continua a collezionare figuracce in giro per la Lega).

Prima di chiudere, e passare ai TOP e FLOP, una breve nota sulla 1000esima partita di Dwyane Wade, perchè chi scrive ha un debole da sempre per la pantera in maglia 3 dei Miami Heat. Flash ha incantato ancora una volta l’American Airlines Arena mettendo a referto 25 punti, 6 rimbalzi e 6 assist. Come se non bastasse, strapperò una lacrima ai nostalgici informandoli che nella notte, con tutta probabilità, è andata in scena l’ultima partita che ha visto contemporaneamente in campo LeBron e Wade (partita su cui ha messo la firma LeBron nel finale a favore dei suoi Lakers). Feel old yet?

Passiamo ora alla nostra consueta rubrica di TOP e FLOP.

 

TOP

DALLAS MAVERICKS

 

La stagione dei Mavs, per ora, sta andando oltre ogni più rosea aspettativa. Luka Doncic, anche noto come il rookie veterano, sembra giochi in NBA da sempre, e ha trovato forse in Dallas la situazione a lui più congeniale. Rispetto ad altri rookie con parecchie aspettative sulle spalle, come Trae Young, e la prima scelta DeAndre Ayton, trovatisi in contesti di squadre ben più difficili, Doncic si è ritrovato come nuovo prezioso tassello di una squadra già rispettabile, guidata da un allenatore di altissimo livello, e con la possibilità di essere affiancato ad una leggenda del basket europeo quale Dirk Nowitzki. Il fit di Doncic ai Mavs è perfetto, per alleggerire le responsabilità in regia dell’ottimo Dennis Smith JR, per sgravare Harrison Barnes dall’essere la prima opzione offensiva della squadra (ruolo che, purtroppo, non gli si addice) e perchè la sua personalità gli ha permesso anche di mettere insieme prestazioni come quella che segue. Se Doncic rimane questo, possiamo già mettere il classico dollaro sul premio di Rookie Of The Year, e magari anche sulla qualificazione di questi Mavs ai playoff, dopo 4 anni di assenza.

FLOP

LOS ANGELES CLIPPERS

I Clippers sembrano tornati sulla Terra: dopo uno sfavillante Novembre, chiuso con un record di 11-3, coach Rivers e i suoi hanno perso 3 delle ultime 4 partite, vincendo contro New Orleans (129-126), e perdendo contro Dallas (110-114), Memphis (96-86), e Miami (121-98).

Ciò che balza subito all’occhio, rispetto alla stagione dei losangelini fin qui, sono i pochi punti segnati. La squadra del nostro Danilo Gallinari, infatti fin qui, non aveva ancora segnato meno di 115 punti per 3 gare consecutive, che è un dato soprendente se pensiamo alla mancanza di una star vera e propria.

Sebbene i Clippers siano un po’ una sorpresa, comunque, il loro modo di giocare, il loro essere una squadra ostica grazie alla combinazione di centimetri, QI cestistico e difesa, fà si che non siano ai vertici della Western Conference per caso. Era fisiologico aspettarsi un calo, ma questa squadra è in zona playoff per rimanervi.

 

Niccolò Battolla

immagini: Facebook, pagina ufficiale NBA, Twitter, pagine ufficiali delle squadre

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