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NBA WEEK 8: serratissima lotta per l’MVP della lega. Pacers sorprendenti, male Philadelphia

by • 11 dicembre 2017 • evidenza, news, TimeOut NbaComments (0)63

Una nuova settimana di NBA è passata e in concomitanza con alcune prestazioni altisonanti si sono tirate le prime somme per quanto riguarda la lotta per il titolo di MVP della lega.

parliamo di questo e di molto altro.

 

Se Questi Rockets non si fermano più è anche e soprattutto per merito delle continue super prestazioni da Mvp di James Harden. Il Barba non ha deluso neanche la scorsa notte, condannando i Blazers  con 48 punti (16/29 dal campo), 8 rimbalzi e 3 assist.

la stella dei Rockets  ha segnato almeno 20 punti in tutte le 23 partite giocate: il suo massimo sono i 56 punti (career high) del 5 novembre, il minimo i 20 messi a referto il 28 ottobre contro Memphis. Ha segnato almeno 25 punti in 20 gare su 23, salendo per 7 volte oltre quota 30.

Numeri da dominatore assoluto, soprattutto se a queste statistiche vengono aggiunte quelle che lo vedono, sempre al primo posto, sia per assist che per triple messe a segno dal campo.

nonostante un Barba in versione marziana però, per il titolo di MVP della lega la storia però non è per niente già scritta.

A sgomitare alle spalle di Harden infatti, oltre al solito Lebron James, quest’anno si sta manifestando in maniera onnipotente la vera, futura stella della NBA.

Giannis Antetokounmpo.

Assolutamente dominante, questo è il primo aggettivo che bisogna accostare al ragazzo greco.

Nell’ultima uscita dei suoi Bucks , 37 punti e 13 rimbalzi per il greco, prova che guida i suoi al sesto successo nelle ultime 7 uscite e al 4° posto a Est. Che stia succedendo qualcosa di speciale se ne accorge anche il pubblico, estasiato dal 2° tempo di Giannis. 22 punti nei 24’ conclusivi che permettono di chiudere con almeno 12’ d’anticipo sul cronometro del match la pratica Jazz .  Il punto esclamativo lo mette sempre lui con la poderosa schiacciata sulla testa di Gobert (NB uno dei migliori stoppatori della lega) a 1’ dalla fine.

giunti a questo punto ecco i migliori della stagione, con Harden e James sempre davanti a tutti e Antetokounmpo che, grazie a queste sue super prestazioni, si riprende il quarto posto da Steph Curry (ai box per le prossime due settimane).
1- James Harden (Rockets)
2- LeBron James (Cavs)
3- Kyrie Irving (Celtics)
4- Giannis Antetokounmpo (Bucks)
5- Steph Curry (Warriors)
6- DeMarcus Cousins (Pelicans)
7- LaMarcus Aldridge (Spurs)
8- Kevin Durant (Warriors)
9- Kristaps Porzingis (Knicks)
10- Russell Westbrook (Thunder)
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TOP INDIANA PACERS
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Al contrario di quello che si sarebbe potuto (e dovuto) pensare in estate, gli Indiana Pacers sono una squadra decisamente solida e ben definita quest’anno.
Victor Oladipo è già l’uomo della svolta in casa Indiana, anche più di Myles Turner, su cui il front office dei Pacers aveva deciso di puntare fortemente già all’inizio della scorsa regular season.
Oladipo, Arrivato nella trade che ha portato Paul George ai Thunder ,(comunque andrà OKC, e comunque andrà Oladipo, quello resterà un affare clamorosamente sbilanciato a favore di Oklahoma City), ha preso i mano i Pacers, sbocciando nella squadra votata all’attacco creata da Nate McMillan.
Viaggia a 23,3 punti di media, il massimo della sua carriera, e sta tirando bene come non mai sia dal campo (48,3%) che da tre (43,7%). il ragazzo ha passato l’estate a migliorare il fisico, decisamente più scolpito rispetto ai primi anni di carriera, ed è diventato determinante quando la palla scotta, come dimostrato nella rimonta contro Chicago.
La squadra di McMillan ha trovato in Oladipo un Leader tecnico e carismatico, cosa di cui aveva tanto bisogno dopo la trade e la conseguente ed inevitabile perdita di Paul George, uomo franchigia e talento cristallino a cui i Pacers degli ultimi anni si erano sempre affidati.
L’inserimento di giocatori come Lance Stephenson (grande talento ma dal carattere esplosivo) e Bojan Bogdanovic hanno fatto si che, in casa Pacers, ci sia una vera rotazione di squadra, (ricordiamo l’arrivo, grazie alla sopracitata Trade, di un altro giocatore che sta giocando un ottimo basket, Sabonis).
Tutto ciò ci consegna degli Indiana solidi, ordinati, con una buona rotazione ed un record positivo (16-11) ed una Oklahoma in seria difficoltà, sia dal punto di vista del gioco, che da quello dei risultati.
Sono queste le vere meraviglie del basket.
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FLOP PHILADELPHIA 76ERS
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Dopo un inizio di regular season sulle ali dell’entusiasmo per la costruzione, da parte del front office dei 76ers, di una squadra piena di giovani talentuosi i Philadelphia 76ers stanno andando incontro ad un periodo abbastanza complicato.
I rientri, ad inizio stagione, di tutti i giocatori infortunati ai servizi di coach Brett Brown dopo due stagioni in cui la franchigia era stata perseguitata dalla sfortuna e dagli infortuni avevano fatto ben sperare tutti, dai tifosi agli appassionati.
Il draft ha consegnato a phila l’ennesimo giovane estremamente talentuoso (Markelle Fulz) e le esplosioni Joel Embiid e di Ben Simmons  avevano lasciato intendere che il famoso “Process” si fosse finalmente avviato in maniera concreta, stabile soprattutto vincente in quel di Philadelphia.
Purtroppo però, non sempre è tutto oro quello che luccica.
Phila infatti sta trovando serie difficoltà nell’ultimo periodo.
L’ennesimo infortunio di un Rookie ( in questo caso proprio Markelle Fulz) e la volontà di far giocare solo determinati minutaggi e determinate partite, a scopo precauzionale, a Joel Embiid stanno consegnando tutte le pressioni e i compiti veri e propri nelle mani di Ben Simmons, che, al momento, non sembra ancora in grado di caricarsi sulle spalle, da solo, tutta la franchigia.
Il record al momento è di 13 vinte e 13 perse, nulla a che vedere con quello disastroso degli anni scorsi, tuttavia nelle ultime 4 uscite i Sixers hanno collezionato la bellezza di 4 sconfitte.
Non si può certo parlare di crisi, sopratutto visti gli anni precedenti, ma nonostante questo bisognerà far chiarezza sul vero ruolo in squadra di Embiid, che, a seconda del suo minutaggio e del suo utilizzo, può facilmente passare dall’essere un giocatore di rotazione ad essere uno dei centri più dominanti della lega ( infortuni permettendo).
Con il rientro di Fulz le cose dovrebbero tornare a rasserenarsi ma, dopo questo periodo di tempo, si ha la più che confermata certezza che il lavoro da fare per la dirigenza dei sixers non è per nulla finito e che la squadra ha biogno di rotazioni più solide per poter competere ad alti livelli nel futuro, ma soprattutto nell’immediato.
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