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ORFEO ED EURIDICE- LA SOPRAVVIVENZA NON RICHIESTA

by • 27 Ottobre 2015 • QuartaPareteComments (0)1347

 

orfeo ed euridice1 (FILEminimizer)Il mito, quando diventa attualità, si trasforma in interrogativi, inquietudini nuove, enigmi inediti.

Il mito, quando diventa realtà quotidiana, è solo apparentemente più semplice da raccontare, perché assume su di sé luci e ombre, sfumature mai viste, domande appese a un filo.

Questo è il caso dello spettacolo “Orfeo ed Euridice”, andato in scena sabato 24 e domenica 25 ottobre presso il Teatro Piccolo Orologio di Reggio Emilia, con cui il Centro Teatrale MaMiMò ha iniziato la propria stagione di prosa.

Due giovani ed eccellenti attori (Giacomo Ferraù e Giulia Viana), guidati dalla regia del celeberrimo César Brie, mettono in scena il noto mito della sposa perduta per sempre dal consorte, che, voltandosi, non è riuscito a salvarla dall’Ade, riportandola in vita.

Ciò cui lo spettatore assiste non è, tuttavia, né la messinscena della leggenda classica né una mera attualizzazione della stessa: César Brie e gli interpreti dialogano con lo stesso mito, con le volontà (mai interpellate )dei suoi protagonisti, con le dinamiche del forse, con le soluzioni alternative a una delle storie più conosciute di sempre.

Si parte da una vicenda quotidiana, calata nei nostri giorni, in cui si forma la coppia di innamorati per eccellenza, in cui tutto è armonia e battute condivise come nel migliore dei copioni teatrali, il cui equilibrio (ben rappresentato anche fisicamente) sembra invincibile. Eppure il tutto si incrina in un attimo: basta un incidente e il conseguente stato vegetativo per piombare in quegli infiniti interrogativi senza risposta, che ruotano intorno a termini quali “diritto”, “vita”, “volontà”, “accanimento terapeutico”.orfeo ed euridice ORIZZONTALE (FILEminimizer)

E se il “tunnel” di Euridice fosse una condanna e non una salvezza? E se la sposa innamorata avesse voluto riposare in pace e non essere condannata a una vita di paralisi totale? E se Orfeo, voltandosi, non avesse fatto altro che liberarla, per sempre, da una non-morte e non-vita umiliante? E se i veri nemici fossero “divinità goffe”, che non sanno salvare o far morire fino in fondo?

Lo spettacolo di Brie ruota intorno a fatti di estrema e pungente attualità, quale il celeberrimo caso di Eluana Englaro, ma non si limita a parlare di fatti, non si permette di dare freddi giudizi totalizzanti: “Orfeo ed Euridice” parla, soprattutto, di quell’amore che sa comprendere, che sa rinunciare a ciò che si vorrebbe egoisticamente, che accetta di soffrire per liberare.

Orfeo ed Euridice è fatto di passi dei due protagonisti lungo sentieri di stoffa sulla scena, lungo gli anni di calvario, lungo una strada che sembra sbarrata.

Orfeo ed Euridice si rincorrono per supplicare, per liberare, per ritrovare quell’armonia perduta.

Orfeo ed Euridice parla, infatti, soprattutto di equilibrio: fra la vita e la morte, fra ciò che si ama e ciò che si perde, fra condanna e comprensione di chi è fuori e può solo guardare ciò che accade.

Orfeo ed Euridice parla di foto da ricordare, di memorie che non ci saranno, di immagini da strappare all’oblío.

Tutto è costruito in maniera sapiente, dinamica, precisa: i due interpreti rivestono diversi personaggi con ritmo studiato, con efficacia eccellente.

Cambiano gli abiti e i ruoli, ma tutto è finalizzato a raccontare ciò che succede quando non si ha il potere su se stessi e su coloro che si sono affidati a noi.

Poco importa se Orfeo, qui, canta Battiato invece di suonare la cetra, perché il vero mito è sempre universale ed eterno: Orfeo siamo tutti noi quando dobbiamo combattere, Euridice siamo tutti noi quando non possiamo più scegliere.

Un immenso grazie va a tutti coloro che (sulla scena o fuori da essa) ci hanno regalato questa splendida occasione per riflettere, per commuoversi, per avere la possibilità di scegliere “l’amore e la lunga via”.

La lunga via di chi combatte per liberare, la lunga via di chi ama fino in fondo… e oltre.

Clizia Riva

Sabato 24 ottobre ore 21.00 e domenica 25 ottobre ore 17.00

Teatro Piccolo Orologio (RE)

 

ORFEO ED EURIDICE

testo e regia di César Brie

musiche Pietro Traldi

costumi Anna Cavaliere

disegno luci Sergio Taddo Taddei

produzione Teatro Presente / Eco di fondo

uno spettacolo di Teatro Presente e di Eco di Fondo

 

Fotografie: Centro Teatrale MaMiMò

 

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