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OZU 22: LA FINE?

by • 24 Novembre 2014 • ConcretaMovie, Ozu Film FestivalComments (0)1510

 

OZU 22Siamo così arrivati alla conclusione di un’altra edizione dell’Ozu Film Festival. Fare un bilancio della rassegna però, pare quest’anno più complesso che in passato. Quella terminata ieri è infatti una kermesse sottotono, priva dello slancio che negli ultimi anni aveva animato il Festival. Vuoi la mancanza di fondi o di supporto pubblico e privato, vuoi la stanchezza di un gruppo di organizzatori che nel Festival ha sempre creduto profondamente, l’aria che si respira all’Astoria di Fiorano è quella di un evento che sembra spegnersi piano, il termine di un lungo ciclo di vita che possiamo solo sperare rinasca con nuovo slancio l’anno venturo. Anche le parole del padre della rassegna, Enrico Vannucci, nelle vesti di patrono della serata, sembrano rimarcare disappunto risLa Reinapetto ad aspettative mancate per una risposta di pubblico (e di fondi, in primis) disattesa. Le premiazioni invece non lasciano spazio a molte sorprese, per una rassegna capace, al di là di ogni problematica, di presentare una selezione di corti di altissimo livello. Per quanto riguarda i premi collaterali: il Krakatorder viene vinto da ‘Sequence’ dello spagnolo Carles Torrens, ed il Queermaneki, per le tematiche LGBT, da ‘Yect-Pride’ di Pavel Vesnakov, coprodotto da Germania e Bulgaria, già reduce di una menzione speciale lo scorso anno al Festival del Cinema di Sarajevo e nominato invece nel 2014 allo  European Film Academy Short Film. Il premio Artemisia è aggiudicato dal tunisino ‘Selma’, di Mohammed Ben Attia, bandiera della giornata internazionale contro la violenza sulle donne allo scorso Karama Human Rights Film Festival. Il Tatamishot viene vinto da ‘Dondurma’, del turco Serhat Karaaslan, mentre una menzione speciale è assegnata al lituano ‘Neeuklidine Geometrija’, di Skirma Jakaite e Solveiga Masteikaite. Il Premio al Miglior Film Italiano è assegnato invece all’italo-iraniano ‘La Bambina’ di Alì Asgari, concorrente nella sezione Orizzonti alla scorsa Biennale di Venezia. L’Ozukids, che ha visto partecipare oltre 1500 studenti alla fortunata rassegna, ha premiato ‘The Smortlypacks’ dallo svizzero-cinese  Ted Sieger e Wouter Dierickx, mentre la fascia dagli 11 ai 14 anni ha incoronato  Vivian Briac-Warmon ed il suo ‘Partie de Peche’. L’Ozu2short, per i corti di durata inferiore ai 2 minuti, assegna una menzione speciale al ‘Professor Kliq’ di Victor Haegelin, ed il premio all’evocativo ‘Daddy Went. Daddy Did’ di Manuel AbramovichJoost Jansen e Thomas Ceulemans. Vincitore del concorso Ozu Animation è l’innovativo e pluripremiato ‘The Bigger Picture’, di Daisy Jacobs, mentre ‘The Missing Scarf’ di Eoin Duffy si aggiudica, meritatamente, la menzione speciale. Ozu Doc dedica invece una menzione speciale al toccante ‘America’ di Alessandro Stevanon, assegnando il premio all’olandese ‘Luis Van Het Reuzenrad’, di Tara Fallaux. Arriviamo infine ad i premi in concorso per questa 22esima edizione: si aggiudica il premio del pubblico ‘Welkom’ di Pablo Munoz Gomez, così come il premio alla miglior interpretazione, per il suo protagonista, Simon André. Il premio per la miglior sceneggiatura va invece ad ‘Arta’ del rumeno Adrian Sitaru, mentre il premio alla regia è assegnato a ‘En Aout’ della giovanissima Jenna Hasse. Infine, vince il Gran Premio della giuria ‘Castillo y el Armado’, del brasiliano Pedro Harres, e si aggiudica il Maneki Neko come miglior film, ‘La Reina’, dell’argentino Manuel Abramovich, per la grande capacità comunicativa, esercitata attraverso una brillante scelta stilistica, capace di riflettere sullo schermo le costrizioni fisiche ed emotive di una ragazzina intrappolata in un mondo di adulti, schiacciata dalle pressioni della propria famiglia. La redazione di Concretamente Sassuolo vuole infine cogliere l’occasione per augurare un buon proseguimento a tutto lo staff dell’Ozu, nella speranza che il Festival possa rinnovarsi e continuare con la passione e la grande qualità che lo ha sempre contraddistinto.

 

Marco Martinelli

 

 

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