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Marco Faenza l'angolo del regolamento

Pallacanestro: L’ angolo del regolamento

by • 2 Novembre 2017 • L'angolo del regolamentoComments (0)386

Salve a tutti e bentornati al 5° appuntamento con L’ Angolo del Regolamento. La cosa peggiore in assoluto che può capitare alle squadre durante una gara non è avere una coppia arbitrale che commette tanti errori (anche se ovviamente non è piacevole), e neanche avere uno o due arbitri particolarmente sensibili alle proteste che fioccano tecnici a iosa. In entrambe le circostanze dimostri intelligenza chi ce l’ha, e bastano pochi minuti e/o pochi fischi per adeguarsi al metro usato durante la gara.

Ma è necessario sicuramente un METRO! Se io decido che un certo movimento è legale/illegale e persevero nella decisione fino all’ultimo secondo di gara, anche nel caso fosse sbagliata la mia decisione se i giocatori in campo riescono a capire e si adeguano il match lo porto a casa sempre, con inevitabili commenti finali dei coach che proveranno a convincermi del mio errore. Ricordate sempre che un’analisi del match parte da un sereno esame di coscienza e da un confronto con le parti in causa. Ma ribadisco che occorre sempre un metro arbitrale coerente nei 40 minuti.

Nella scorsa puntata mi ero soffermato lungamente sull’articolo 33/11, dove si parla di hand checking e tocchi più o meno legali del difensore sull’attaccante con la palla. Se noi arbitri non riusciamo a capire il danno tecnico derivante da una piccola spinta, un tocco con mani sul fianco che porta inevitabilmente il giocatore con palla in posizione dinamica fuori equilibrio, viene meno il nostro pur encomiabile lavoro sul campo. Si attacca con le mani perché occorre mettere il pallone nel canestro avversario, ma si difende con le gambe, sempre.

O meglio questi sono gli incipit, poi naturalmente c’è tutto il resto. E poi c’è un altro problema osservato in entrambe le gare alle quali ho assistito. Uno o entrambi degli arbitri non sono dei giganti, con altezze inferiori alle medie. Non è certo un handicap se si sa come muoversi e cosa/come vedere.

L’arbitro guida (cioè quello che si trova sulla linea di fondo normalmente alla sinistra del tabellone) ha il compito fondamentale di valutare tutto quel che accade al centro dell’area sotto il canestro, con particolare attenzione alle spinte, ai tagliafuori e in generale ai contatti  di corpo. Nel momento in cui i giocatori saltano e raggiungono la retina, il tabellone e a volte il ferro, molto più facilmente il collega posizionato esternamente all’area (Arbitro Coda) è competente ad effettuare la valutazione. L’arbitro guida dovrebbe innaturalmente piegare la testa all’indietro verso l’alto per vedere ciò che succede lassù e perderebbe di vista i contatti che l’arbitro coda (nella ressa di 4/6 giocatori in mezzo all’area) non può ovviamente vedere.

Questo naturalmente in linea generale. Se poi il contatto avviene sul lato opposto a quello in cui si trova l’arbitro guida, cioè a destra del tabellone, senza che l’arbitro guida abbia  adeguato la sua posizione con uno scivolamento sulla linea di fondo per avere la giusta ”luce”, cioè lo spazio tra i giocatori a contatto, si crea la tempesta perfetta.

Si parla di meccanica arbitrale e i concetti espressi finora non sono sempre comprensibili, ma spero di aver dato un’idea generale chiara alla maggioranza dei lettori.

E veniamo alle gare.

SERIE D: metro inesistente per tutta la gara, giocatori che non sono riusciti a capire cosa fosse permesso e cosa no. Giocatore A5 che supera metacampo in palleggio, perde il controllo della palla e per recuperare mette la mano sopra la circonferenza della palla ben sopra l’altezza della spalla. L’arbitro sanziona una violazione di doppio palleggio! L’articolo 24 non menziona nel modo più assoluto che tale movimento sia violazione. Il giocatore A6 compie un hooking sulla linea di fondo molto evidente non sanzionato e immediatamente viene colpito nel suo tentativo di tiro. Un fallo in attacco diventa un fallo in difesa con successivi tiri liberi.

Il giocatore B12 a rimbalzo difensivo spinge in maniera quasi violenta un avversario.

Fallo personale! Articolo 37/1/1:• Un contatto eccessivo, duro causato da un giocatore in un tentativo di giocare la palla. In questo caso B12 non gioca neanche la palla, quando gli arbitri capiranno che questo è un fallo antisportivo se non in certi casi da espulsione?

B9 penetra in area e subisce il contatto falloso sull’avambraccio in movimento continuo. L’arbitro guida fischia mentre B9 scarica effettuando un passaggio sul compagno libero  all’esterno dell’area. L’arbitro guida segnala il fallo e concede 2 tiri liberi a B9. Giustamente gli avversari con il coach in testa non sono affatto convinti e provano a convincere l’arbitro dell’errore senza peraltro riuscirci. B12 prova una penetrazione a sinistra subendo una  evidente spinta da un avversario che lo manda fuori equilibrio. Contatto non fischiato. A5 recupera palla e B12 cerca di rubare la palla da dietro senza causare un qualunque danno tecnico ma avendo un contatto sulla mano di A5. L’arbitro guida sanziona il fallo personale. A questo punto la mia è pura speculazione. B12 all’arbitro: ”Ma come, non fischi il fallo precedente e poi fischi questo?”.E l’arbitro sanziona il fallo tecnico.1 minuto e mezzo al termine, bonus esaurito, 3 tiri liberi e possesso, match finito.

VOTI:1° arbitro 4,5 – 2° arbitro 4,5.

UNDER 15 ECC: Bel match risolto al supplementare. 1° arbitro con qualche leggerissima sbavatura ma sostanzialmente perfetto. 2°arbitro caduto fin troppo spesso nell’errore di cui ho parlato nell’introduzione. Troppi fischi da Guida all’altezza del tabellone/canestro sul lato opposto. E alcuni sicuramente non corretti. Ma aldilà della correttezza o meno, è il fischio che è sbagliato. Un quattordicenne alto 2,05 che staziona perennemente in area in situazione di 1 vs. 1 prende o non prende vantaggio? Fischiate 2 volte violazione di 3 secondi, probabilmente un paio di violazioni in più non guastavano.

VOTI:1° arbitro 7,5 – 2° arbitro 6,5.

A proposito delle modifiche al R.T. apportate di recente, ogni regola ha un suo spirito, una sua ragion d’essere. Poi vi sono regole che sono l’essenza del gioco e regole che sono l’immagine del gioco. L’essenza è tale a qualunque livello, l’immagine non sempre. Ma ne parleremo in un’altra occasione.

Buona lettura e alla prossima settimana.

 

Marco Faenza

 

 

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