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Marco Faenza l'angolo del regolamento

Pallacanestro: l’ Angolo del regolamento

by • 30 Novembre 2017 • L'angolo del regolamento, TimeOutComments (0)401

Salve a tutti e bentornati all’ Angolo del Regolamento. Più che di regolamento dovrei occuparmi di psicologia spicciola, dati i riferimenti che ho avuto in settimana riguardo ad alcune partite. Ma in considerazione del fatto che io le partite in questione non le ho viste, mi asterrò dal commentarle. Alcune considerazioni le posso comunque fare, se non sulle partite oggetto  del contendere, in generale. Già altre volte ho scritto sul protagonismo in cui, a volte, incappiamo noi arbitri e sul fatto che, a volte, capita che qualcuno di noi ignori il gioco.

Questo è il succo del discorso. Poi non si deve fare di ogni erba un fascio, perchè senza fare nomi conosco tanti buoni colleghi della regione che entrano in campo semplicemente per svolgere il proprio compito e cercano di farlo al meglio delle proprie possibilità al momento del match. La serata storta capita a tutti così come a giocatori e allenatori così anche a noi arbitri. Certo che quando le serate storte diventano tante  il sunto finale racconta un’altra storia.

Parliamo quindi di mancata conoscenza del gioco.  Nella scorsa puntata avevo rammentato a tutti che conoscere il regolamento è  fondamentale ma il regolamento stesso ci dà solide fondamenta su cui valutare il gioco espresso sul terreno di gioco dalle squadre. Toccare continuamente un giocatore in palleggio è di per sé un fallo (Art. 33/11). Trattenere un avversario con qualsiasi parte del corpo è un fallo perché impedisce la libertà di movimento (Art. 33/14). La spinta è sempre un fallo,sia che l’avversario sia in possesso del pallone sia che non ce l’abbia (Art.33/15).

L’articolo 33/7 definisce nel modo più preciso possibile come si porta un blocco, e quando questo si può definire legale o illegale. Sicuramente se il bloccante non è fermo egli deve essere ritenuto responsabile dell’eventuale contatto. Allargare i gomiti,spostare il bacino, cambiare l’angolo della gamba verso l’avversario sono da considerare falli quando vi è un danno tecnico ai danni dell’avversario (cioè quasi sempre). Ma soprattutto, e mi rammarico dal doverne parlare per l’ennesima volta, troppe volte vedo penalizzata la difesa quando il giocatore che ha assunto una posizione legale di difesa e compie scivolamenti laterali o all’indietro subisce il contatto sul tronco.

Il 4° comma dell’articolo 33/4 recita infatti: Se il contatto avviene sul tronco, si dovrà ritenere che il difensore abbia raggiunto per primo il punto del contatto.

In un recente passato ho auspicato il desiderio che sempre un maggior numero di arbitri provenga da un vissuto da giocatore nelle giovanili, meglio se di buon livello. E’ difatti in queste categorie che si imparano le tecniche individuali, quali la difesa e l’attacco 1 vs. 1,che sono alla base per riconoscere poi gli episodi che caratterizzano ogni partita. Senza questo background avremo sempre arbitri deboli, con evidenti difficoltà nel riconoscere il gioco in quanto tale.

E comunque in linea generale dopo 2 mesi dagli inizi dei campionati abbiamo un numero limitatissimo di errori tecnici e un numero sempre maggiore di arbitri con deficit nel riconoscere i contatti.

Ma veniamo alle gare.

PRIMA DIVISIONE: Diciamolo subito. Troppi errori. Scarsa conoscenza del gioco e delle tecniche individuali, soprattutto negli scivolamenti laterali. Un fallo fischiato ai danni di un giocatore in zona d’attacco a rimbalzo. La squadra aveva esaurito il bonus ma non sono stati concessi i tiri liberi. Errore molto grave. Il fallo in attacco è tale solo quando la squadra che lo commette ha il possesso di palla, in assenza di tale criterio qualunque fallo commesso da una delle squadre, se hanno esaurito il bonus, comporta l’effettuazione di tiri liberi. Articolo 41/2/2. Alcuni falli personali sono stati fischiati al giocatore sbagliato tra quelli in prossimità dell’azione incriminata.Tanti fischi in cross,cioè in diagonale rispetto alla zona dove si stava svolgendo l’azione, e tali fischi sono comunque un errore, anche quando casualmente l’arbitro azzecca la fischiata. Quando la palla tocca il sostegno del tabellone è compito dell’arbitro coda accertare la violazione, l’arbitro guida non deve proprio guardare quella specifica zona. Comunque il match l’hanno portato a casa senza eccessivi problemi, nonostante qualche protesta di troppo.

VOTI:1° arbitro 5,5 – 2° arbitro 5,5

PROMOZIONE: Match senza storie. Punteggio con un divario rilevante ma nonostante questo il 1° arbitro in particolare riesce a commettere parecchi errori. Palla a due e riprese del gioco dopo gli intervalli senza il fischio di allerta prima di riprendere il gioco. Tanti fischi in cross. Una RPZD (infrazione di campo) plateale dopo una rimessa a metacampo non rilevata. Quando la palla dopo un tiro libero non tocca il ferro (o lo tocca) è compito dell’arbitro coda effettuare la valutazione, non dell’arbitro guida. Così come nell’occasione descritta precedentemente riguardo alla palla che tocca il sostegno del tabellone, l’arbitro guida non ha il compito di guardare certe zone del campo. Troppo statico nelle due posizioni,senza adeguamenti che permettono di “cercare la luce” tra i giocatori. Dall’altra parte il 2° arbitro commette qualche sbavatura inevitabile ma compie il proprio dovere quasi sempre all’altezza della situazione. Paga lo scotto di arbitrare con un collega non in giornata di grazia.

VOTI: 1° arbitro 5 – 2° arbitro 6,5

E dopo questa settimana estremamente delicata saluto tutti e vi rimando alla prossima settimana.

 

Marco Faenza

 

 

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