Cookie Policy
marco faenza l'angolo del regolamento fimba

Pallacanestro: L’ Angolo del regolamento

by • 14 Dicembre 2017 • L'angolo del regolamento, TimeOutComments (0)308

Salve a tutti e bentornati alla nuova puntata dell’ Angolo del Regolamento. Parto con una analisi dettagliata dell’unica partita vista questa settimana.

A 3:15 del primo periodo un giocatore penetra a sinistra in area e va in elevazione all’altezza del tabellone. Quindi attaccante e difensore si trovano ad una altezza considerevole sul lato sinistro della zona di attacco. Il contatto avviene tra i giocatori e l’arbitro guida fischia il fallo.

In realtà l’arbitro coda (quello posizionato al centro del campo) si trova nella situazione ideale per valutare correttamente contatto e responsabilità. L’arbitro guida ha effettuato un fischio in cross e parzialmente coperto dal tabellone e/o dai sostegni. A 6:15 il 2° arbitro ha fischiato un fallo su una penetrazione da destra con un contatto evidente ai più. Le domande sono: la responsabilità deve essere addebitata sicuramente al difensore e il contatto ha modificato la dinamica di tiro causando un danno tecnico? Nel giro di pochissimi istanti l’arbitro deve porsi sempre queste domande e darsi una risposta velocissima. A 2:28 del terzo periodo un giocatore prende la linea di fondo e si arresta. Dopo un paio di finte compie un passo e tiro (legale) cercando il contatto col difensore che in quel momento si trovava in posizione legale tra attaccante e canestro. Arriva il fischio dell’arbitro ma anche in questo caso la responsabilità del contatto pare più dell’attaccante che del difensore. A 8:03 del terzo periodo un giocatore cade all’interno dell’area e qui rimane toccandosi una gamba. Sulla transizione degli avversari, in situazione di superiorità numerica, il 1° arbitro fischia per consentire al giocatore infortunato di riprendersi con le inevitabili proteste della squadra in attacco.

5.2. Se si verifica un infortunio quando la palla è viva, gli arbitri non devono fischiare fino a che la squadra con il controllo della palla non abbia tirato a canestro, abbia perso il controllo della palla, abbia trattenuto la palla senza giocarla, oppure la palla sia divenuta morta. Se si rende necessario proteggere un giocatore infortunato, gli arbitri possono fermare immediatamente il gioco.

Dal che si deduce che il 1° arbitro poteva astenersi dal fischiare (anzi avrebbe dovuto astenersi), ma in considerazione del fatto che il match era una serie D e la mattina successiva i giocatori devono andare al lavoro appare corretto l’intervento dell’arbitro, sempre in virtù del famoso buon senso che ogni arbitro dovrebbe possedere.

In definitiva questi sono gli unici episodi di un qualche rilievo accaduti nel match e i voti sono:

1° arbitro 7,5 – 2° arbitro 7,5

Facciamo un rapido ripasso sulle valutazioni che gli arbitri fanno relativamente a falli e violazioni. Di contatti ce ne sono a valanghe e l’arbitro deve nell’ordine:

1) è un fallo o è solo un contatto?

2) di chi è la responsabilità?

3)vi è stato un effettivo e reale danno tecnico?

4) vi è la concreta possibilità che quel particolare tipo di contatto/fallo crei nervosismo o faccia aumentare il  gioco sporco? (art. 33/11 R.T.).

Una volta esaminate le possibilità nel solito spazio di un istante, le alternative sono solo 3, come sempre. Fallo della difesa, fallo dell’attacco, nessun fischio. Tutti devono comprendere che il non fischio è frutto di una valutazione e ha la stessa validità del fischio.

Colgo l’occasione per ribadire alcuni concetti riguardo l’abbigliamento e speravo di non farlo. Recentemente in una gara di serie C Silver di un’altra regione una società è stata punita dal G.S. con una ammenda pari al 25% del massimale, pari a €112,5, perchè un proprio giocatore aveva i calzettoni di un colore diverso da quello degli altri giocatori.

Nella stessa gara uno o più spettatori hanno lanciato una monetina verso gli arbitri che fortunatamente non li ha colpiti. L’ammenda per questa violazione del pubblico è stata pari a 45 €.

I dispositivi medici, quando hanno le caratteristiche idonee, non hanno bisogno di prescrizione medica. Quindi non sono ammessi tutori in cuoio, metallo, plastica anche se coperti da imbottiture. Tra tutti gli oggetti che possono creare pericolo per sè stessi e per gli avversari, oltre ai classici anelli, braccialetti di qualunque natura, catenine e piercing anche le unghie particolarmente lunghe sono motivo di pericolo latente.

Il campo minato è rappresentato dalle maniche compressive per braccia e gambe, dove il R.T. specifica che devono essere del colore dominante della canotta/maglia oppure bianche o nere, ma tutti i giocatori le devono avere dello stesso colore. Le ginocchiere ad esempio possono essere di colore differente tra loro, mentre i paradenti devono essere necessariamente trasparenti.

I taping quando visibili devono essere dello stesso colore per tutti i giocatori, le  scarpe per fortuna

ogni giocatore può indossarle del colore che preferisce, purchè siano dello stesso colore per ciascun giocatore. I calzini dello stesso colore dominante per tutti i giocatori della squadra e si devono vedere, quindi no ai giocatori con i soli salvapiedi, in compenso la lunghezza può essere diversa da  un giocatore all’altro.

Lo spirito dei legislatori, in questo caso della commissione che periodicamente si occupa di revisionare il R.T. adattandolo alla realtà contemporanea, è quello di uniformare e omologare l’immagine dei giocatori e delle squadre.

Le regole ci sono e occorre accettarle, sicuro, ma 1) le regole sono aggiustate sulle Olimpiadi, sui Mondiali, sull’Eurolega e sulle altre competizioni internazionali, non sui campionati minors ai quali assistono 50 tifosi.

2)Art. 47/3(sempre quello):Coerenza nell’applicare il buon senso in ogni gara, tenendo in considerazione l’abilità dei giocatori coinvolti, il loro atteggiamento e comportamento durante la gara.

Termino qui questa puntata e vi dò appuntamento alla prossima settimana.

 

Marco Faenza

 

 

©2016 Concretamente Sassuolo Twitter Facebook

Related Posts

Privacy Policy