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Pallacanestro: L'angolo del regolamento

Pallacanestro: L’angolo del regolamento

by • 10 Maggio 2017 • L'angolo del regolamento, news, TimeOutComments (0)1158

Salve a tutti, e bentornati ad una nuova puntata di Pallacanestro: L’Angolo del Regolamento.

Partiamo con una polemica su un social dove uno dei diretti interessati mi ha chiamato in causa per chiarimenti.

Il risultato finale mi interessa ben poco ovviamente, mi interessa molto più chiarire l’esatta dinamica, così come mi è stata descritta e la decisione degli arbitri.

Alla fine del 3° periodo suona la sirena che sancisce il termine del periodo stesso. Quindi si entra in un intervallo di gioco. Immediatamente dopo il suono della sirena un giocatore colpisce (non è dato sapere in che modo e dove) un avversario. Ma anche questo a conti fatti lascia il tempo che trova. La cosa veramente essenziale è che l’arbitro fischia sanzionando il giocatore colpevole di espulsione. Quindi abbiamo il caso di un giocatore non escluso (cioè autorizzato a giocare in quanto non gravato di 5 falli) che viene espulso durante un intervallo di gioco.

Aldilà della decisione arbitrale che mi è stata riferita, vediamo di fare luce su un caso che non accade tutte le gare. Comunque alla fine è tutto molto semplice. Come previsto dal regolamento durante un intervallo di gioco sono tutti giocatori salvo quelli esclusi come citato precedentemente, pertanto il periodo successivo riprenderà con 2 tiri liberi a favore del giocatore che ha subito il contatto da espulsione, o dell’eventuale sostituto nel caso in cui il giocatore non fosse in grado di continuare la gara; il possesso dalla linea centrale estesa a favore della stessa squadra, la freccia di P.A. congelata (cioè non verrà girata in nessun caso) e la squadra a cui appartiene il giocatore espulso inizierà il periodo con 1 fallo di squadra.

GARA 1: semifinale di prima divisione. Due squadre che meriterebbero entrambe la categoria superiore, bella partita, fisica ma anche degna di note tecniche.

Arbitraggio di categoria ben superiore (e qui si potrebbe parlare per ore del perché durante la regular season mandano solo gli arbitri di prima divisione e nei play-off compaiono i pezzi da novanta).

Comunque assolutamente nulla da eccepire salvo un’unica cosa che mi ha lasciato leggermente perplesso. A6 ruba palla e prende la corsia di sinistra, all’altezza della metacampo compie una finta e scarta un avversario il quale non trova nulla di meglio che trattenere A6 per un braccio.

A6 continua comunque la sua corsa per un paio di passi quando arriva il fischio arbitrale ad interrompere il contropiede e a sanzionare il difensore di Fallo Antisportivo. Il fischio fuori dal contesto è apparso corretto, ma in considerazione del fatto che A6 stava comunque continuando il suo contropiede in solitario si poteva tranquillamente applicare l’articolo 47/3, cioè il vantaggio derivante da una situazione chiara come quella descritta. Ricordo che ad inizio campionato, durante le riunioni svoltesi per tutti gli arbitri, è stato definito che il fallo antisportivo rientra nei casi dove è possibile se non auspicabile l’applicazione del vantaggio/svantaggio.

VOTI: 1° Arbitro 8, 2° arbitro 8.

GARA 2: Arrivato sul campo di gioco dove si è disputata la gara 3 (vedi dopo), si stava disputando una gara giovanile con un unico arbitro. Ho fatto in tempo a vedere personalmente un giocatore, chiamiamolo A8 che, appena superata la metacampo in palleggio, perde il controllo del palleggio stesso per un attimo, giusto il tempo che il pallone faccia 2 rimbalzi in solitario, poi riprende il controllo del palleggio senza interromperlo mai. A questo punto l’arbitro fischia e segnala una fantastica violazione di passi. R.T. Art. 24-1-2: Un palleggio termina quando il giocatore tocca la palla simultaneamente con entrambe le mani o trattiene la palla con una o entrambi le mani. Durante un palleggio la palla può essere lanciata in aria a condizione che essa tocchi il terreno o un altro giocatore prima che il giocatore che l’ha lanciata la tocchi di nuovo con le mani. Non c’è limite al numero di passi che un giocatore può compiere quando la palla non è a contatto della sua mano.

Non era violazione di passi!

GARA 3: Play-out serie D,gara tiratissima sempre in bilico. Arbitraggio concentrato e sul pezzo.

Il secondo arbitro fischia in 2 occasioni un fallo allo stesso difensore che dopo aver stoppato il tiratore causa un contatto col corpo abbastanza veniale. In entrambe le circostanze sarebbe stato meglio un No-Call. Il vero problema è sorto negli ultimi 2 minuti di gara, quando la concentrazione e la lucidità devono essere al massimo.  A 4 secondi dalla fine la squadra A sta perdendo di 3 punti ma ha il possesso di palla per una rimessa in attacco. Situazione quasi disperata ma “Spes ultima Dea” quindi giocatore A con palla in mano per la rimessa sta cercando qualcuno per il tiro del pareggio.

Il secondo arbitro fischia una violazione di 5 secondi sulla rimessa quando ne saranno passati al massimo 3 e ½. Un giocatore A protesta in maniera vivace e viene sanzionato di fallo tecnico.

Il giocatore B realizza e la partita finisce qui. A parte le altre valutazioni molto opinabili l’ultima infrazione, se non fischiata, poteva incidere sul risultato finale della gara.  

VOTI: 1° arbitro 6,5; 2° arbitro 5.

Ho altri 2 o 3 casi per le mani molto interessanti, ma ne parlerò la prossima settimana.

A presto.

 

Marco Faenza

 

 

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