Cookie Policy
Marco Faenza l'angolo del regolamento

Pallacanestro: l’angolo del regolamento

by • 19 Gennaio 2018 • L'angolo del regolamento, TimeOutComments (0)483

Bentornati a questa nuova puntata di Pallacanestro: l’angolo del regolamento. Ho ricevuto richiesta di chiarimento inerente al primo esempio portato relativo all’ articolo 42 – Situazioni speciali-della scorsa settimana.

La mia priorità era far capire a tutti che mai(salvo casi estremamente particolari) gli arbitri dovranno far ricorso alla freccia di P.A. quando si verificano episodi durante situazioni di palla morta e cronometro fermo.

L’intento era chiaro ma il primo esempio dava adito a più interpretazioni. L’esempio 1 riportava: B7 tocca la palla che esce dal campo.Dopo il fischio dell’arbitro B5 e A6, si spingono, e/o si insultano, e/o si colpiscono reciprocamente. L’arbitro fischierà la giusta sanzione (fallo personale, antisportivo, tecnico o espulsione che sia) ad entrambi i giocatori. Le sanzioni si compenseranno e il gioco riprenderà con una rimessa per la squadra A, che ne aveva diritto prima che succedessero i fatti descritti.

Non entrerò nel merito della giustezza del fischio arbitrale relativamente alla sanzione applicata. Nel caso di fallo personale (come da articolo 34/1/1) si tratta di doppio fallo, così come descritto dall’articolo 35/1/1, purchè sia avvenuto approssimativamente nello stesso tempo.

Visto che nell’esempio riportato la squadra A aveva diritto al possesso della palla, si riprenderà  appunto con una rimessa per la squadra A, indipendentemente che una delle 2 squadre si trovasse  in situazione di bonus esaurito. Se si colpiscono reciprocamente durante una situazione di palla morta come quella descritta, la sanzione può essere solo 2 falli antisportivi o 2 falli squalificanti, nel qual caso verranno addebitati i falli a carico di entrambi i giocatori,e si riprenderà sempre con rimessa per la squadra A, in quanto i falli hanno medesima sanzione e quindi si elidono a vicenda.

Nel caso di insulti o altro che non comporti il contatto fisico, le sanzioni applicabili sono fallo tecnico o fallo squalificante, segnate a referto con T o D seguite dalla lettera C (Compensati), e come risultato avremo sempre la rimessa per la squadra A.

Questo è come da esempio riportato, ovviamente solo sanzioni identiche si possono compensare come descritto dall’articolo 42/2/3. Nel caso (ma non era ciò che ho descritto nell’esempio) in cui vi siano sanzioni differenti, occorre stabilire una cronologia precisa nel susseguirsi degli avvenimenti, ma ne parlerò in un altra occasione con ricchi esempi. E comunque, salvo che non ci si trovi durante un intervallo di gioco (1/2,2/3,3/4), durante una situazione di palla morta e cronometro fermo che segue un fischio arbitrale, la freccia di P.A. non verrà presa in considerazione. E spero di aver fugato i dubbi emersi relativi all’esempio riportato.

E ora parlerò di 2 episodi accaduti non troppo recentemente ma comunque interessanti.

Nella prima gara un arbitro sanziona un fallo tecnico al primo assistente durante il riscaldamento pre gara. Poco importa sapere il perché. Dopo aver registrato il fallo tecnico sul referto si procede con l’amministrazione. Quindi molto facilmente un giocatore della squadra avversaria designato dall’allenatore effettua un tiro libero seguito da ………..una rimessa sulla linea centrale estesa opposta al tavolo degli UDC!!!!!

L’articolo 9/1 precisa che la gara ha inizio quando la palla lascia le mani dell’arbitro per la palla a 2. L’interpretazione Fiba /9/2/b del 2014 tra le altre precisa che dopo l’effettuazione del tiro libero seguente ad un fallo tecnico sanzionato prima dell’inizio della gara la stessa avrà inizio con una palla a 2. Quindi corretta la concessione del tiro libero ma si dovrà comunque e sempre dare inizio alla gara con la palla a 2. Sempre! Tra l’altro se la rimessa laterale è conseguente al fallo tecnico e la freccia non indica nessuna

direzione prima dell’inizio della gara, come dovrebbe posizionare la freccia il segnapunti dopo la rimessa?

Il secondo episodio riguarda un’azione come se ne vedono tante in ogni match. Il giocatore A5 supera la metacampo e mancando meno di 24” al termine interrompe il palleggio e trattiene la palla in mano. Non si capisce il motivo ma il difensore B4 si trova sulla linea del tiro da 3 nella propria metacampo di difesa e quindi a circa 3 metri dal giocatore in possesso di palla. L’arbitro fischia sanzionando una violazione di 5”.

Art. 27 Giocatore marcato da vicino

27.1 Definizione :Un giocatore in possesso di una palla viva sul terreno di gioco è considerato marcato da vicino quando un avversario è in posizione legale di difesa attiva ad una distanza non superiore ad 1 m.

27.2 Regola: Un giocatore marcato da vicino deve passare, tirare o palleggiare la palla entro 5 secondi. 

Dato per corretto l’assunto iniziale, la decisione è errata. Nessun fischio doveva essere fatto.

Veniamo ora alla gara vista questo fine settimana.

SERIE D: Match facile complessivamente nella gestione anche se qualche spunto tecnico c’e’ stato. A7 recupera la palla in tuffo vicino alla linea di metacampo, per sottrarsi ai tentativi degli avversari rotola su se stesso e infine passa la palla ad un compagno. L’articolo 25/2/3 precisa che tale movimento è una chiara violazione, mentre non lo è se una volta caduto scivola. L’arbitro non interviene e sbaglia. I 2 arbitri poi si astengono dal valutare come antisportivi alcuni (almeno 3) chiari contatti in cui il difensore trattiene platealmente l’attaccante cinturandolo al collo e alle spalle.

Non vi possono essere dubbi sul fatto che non vi sia stato nessun tentativo legittimo di giocare la palla. A10 gioca nella posizione di post basso e il difensore cerca sempre il contatto anticipandolo col braccio sulle sue spalle e spingendolo al momento della ricezione. Se poi l’arbitro non fischia mai non dobbiamo meravigliarci se A10 prima o poi decide di tutelarsi da solo cominciando ad allargare i gomiti. Ogni giocatore si adeguerà immancabilmente alle  valutazioni arbitrali. Durante l’effettuazione dei tiri liberi i giocatori posizionati sulle tacche penetrano sempre in area prima del rilascio della palla. Situazione pressochè standard in ogni gara. Tiro libero realizzato. Fischio dell’arbitro che subito convalida il canestro. Tiro libero sbagliato e rimbalzo conquistato da un difensore. L’arbitro fischia e concede la rimessa alla difesa per invasione di un attaccante. E di questi fischi se ne sono sentiti più di 2 nell’arco della gara.

Astenersi da un fischio inutile è segnale di buona gestione, farlo significa non essere sicuri di se stessi.

In ultima analisi sono apparsi concentrati a svolgere il compitino facile facile, astenendosi da quelle che sono definite scelte qualitative di livello. Insomma non insufficienti ma occorre rivederli in una gara di maggior difficoltà.

VOTI: 1° arbitro 6-; 2° arbitro 6-

E anche questa settimana chiudo e vi do appuntamento a mercoledì prossimo.

 

Marco Faenza

 

 

©2016 Concretamente Sassuolo Twitter Facebook

Related Posts

Privacy Policy