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Marco Faenza l'angolo del regolamento

Pallacanestro: l’angolo del regolamento

by • 17 Febbraio 2018 • L'angolo del regolamento, TimeOutComments (0)712

Salve a tutti e bentornati ad una nuova puntata de l’Angolo del Regolamento

Ultimamente ricevo molte segnalazioni,non necessariamente su gare dei nostri campionati, in relazione ai movimenti tecnici che si vedono sempre più spesso sui terreni di gioco. Dato che sono sui campi da moltissimo tempo cerco di fare capire ai più cosa e quanto è cambiato nel corso degli anni.

Per cominciare il basket è nato come sport senza contatto,e tale è rimasto fino ai primi anni ‘90,quando questa frase è stata eliminata legittimando di fatto i contatti.

Prima del 1984 non esisteva il tiro da 3,che ultimamente è stato arretrato di un altro mezzo metro (da 6,25 a 6,75) rimanendo purtuttavia a 50 cm dall’NBA (6,72 lungo le linee laterali). Ancora col tempo è stato modificato l’articolo 24 (Palleggio), aumentando la discrezionalità dell’arbitro relativamente a Palming, tocco, possesso individuale e l’articolo 25 (Passi) ove la tolleranza era già un fatto conclamato,per giungere infine alle ultime modifiche che hanno radicalmente modificato la regola per quanto riguarda la ricezione e arresto in movimento.

Si è passati dai 2 t.l. all’ 1+1, ai 2 su 3, al Rinuncio, per poi tornare ai 2 t.l. Quando si fischiava tutto ciò che si vedeva e poi il famigerato articolo 47/3, ovverossia il concetto di svantaggio/vantaggio, o per meglio definirlo la valutazione del Danno Tecnico e Danno Fisico (non ne avevo mai parlato prima ma ci tornerò sopra).

Il regolamento non è altro che una percezione temporale dell’evolversi o dell’involversi del gioco. Non deve piacere per forza a quelli che come me hanno vissuto UN ALTRO BASKET, ma piace per lo spettacolo, per l’agonismo esasperato, per la maggior prestanza atletica rispetto alla tecnica sopraffina. 

E le ultime modifiche,alla luce di tutto questo, non fanno altro che andare incontro a questa inevitabile trasformazione del gioco (sia negli aspetti positivi che in quelli negativi).

Maggior fluidità del gioco, maggior velocità sotto tutti i punti di vista corrispondono alla necessità di far intervenire in misura minore l’arbitro,cioè il fischio dell’arbitro.

L’inasprimento e la maggior distinzione e chiarezza nella definizione dell’antisportivo(che una volta si chiamava Intenzionale con altre caratteristiche) sono il carattere distintivo della volontà della Fiba di invogliare il difensore a difendere,cioè a non adottare la pigrizia che spesso contraddistingue il difensore svogliato, che non piega le gambe e non si adegua ai movimenti dell’attaccante.

Arriverà il momento, spero presto, in cui tutti i difensori non commetteranno più il fallo antisportivo perché nell’economia del match non è conveniente. Si sforzeranno, si aiuteranno di più, oppure lasceranno il tiro sperando nell’errore. D’altra parte a noi arbitri non viene richiesta l’approvazione della liceità del regolamento, ci viene chiesto solo di farlo applicare col massimo rispetto. Oltre gli inevitabili errori, che sono la regola in ogni partita e che si spera siano il minor numero possibile. E infine vorrei ricordare a tutti che il famoso articolo 47/3, oltre al concetto di svantaggio/vantaggio, cita in maniera esplicita anche il concetto di buon senso, che ogni arbitro è tenuto a usare nell’approccio ad ogni singola partita.

E veniamo ai match di questa settimana.

GARA SERIE D: Molto difficile. Squadra A sopra di 20 punti, 4° periodo tutto di cuore da parte della squadra B che recupera fino al meno 2 per perdere infine di 5. In salita per gli arbitri, con il 1° arbitro a tenere le redini e il secondo molto più timido nei propri interventi. Sproporzionati i fischi tra i colleghi, alcuni se non troppi i fischi fuori competenza, per non farsi sfuggire la gara dalle mani. Inizio del 4° periodo con metro adeguato rispetto alla stanchezza e alla “cazzimma” espressa dagli ospiti, ma non sempre sul pezzo in relazione a ciò che si è visto in campo.

Per concludere infine con un fallo fischiato sulla sirena (corretto) di fine gara. Piccolo accenno di rissa, poi fortunatamente rientrato ma non sfuggito agli occhi del 1° arbitro, il 2° arbitro che fa battere i 2 t.l. senza aver segnalato al tavolo il giocatore colpevole del fallo, UDC ignari di quel che è successo che riprendono il referto e  scrivono l’ 1 su 2 del tiratore e finalmente tutti a casa.

VOTI: 1° arbitro 6,5 – 2° arbitro 5,5

GARA SERIE C SILVER: Partenza fin troppo confusionaria della coppia arbitrale. 1° periodo all’insegna di un metro non troppo identificato e identificabile, falli un po’ a caso senza un filo logico, in alcuni casi fischiato il fallo personale senza aver poi valutato il movimento continuo, fin troppo evidente in un caso in cui il giocatore che ha subito il fallo ha poi reagito scagliando il pallone verso l’avversario venendo poi sanzionato con un fallo tecnico.

Il 4° periodo è stato un unico lungo “garbage time” con la squadra ospitante che ha veleggiato sui 25/30 punti di vantaggio.

Gli arbitri sono arrivati alla conclusione senza troppi patemi e senza troppi errori. L’unico vero appunto è relativo ad una situazione in cui un giocatore ha preso l’avversario per il tronco, l’ha sollevato spostandolo e facendolo cadere. Questo cari giocatori non è fallo antisportivo, si va direttamente a fare la doccia.

Articolo 38.1.1 Qualsiasi flagrante comportamento antisportivo tenuto da un giocatore o dal personale di squadra in panchina è un fallo da espulsione.

VOTI: 1° arbitro 6,5 – 2° arbitro 6,5

E anche per questa settimana ho terminato. Ci rileggiamo mercoledì prossimo.

 

Marco Faenza

 

 

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