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Marco Faenza l'angolo del regolamento

Pallacanestro: l’angolo del regolamento

by • 10 Marzo 2018 • L'angolo del regolamento, TimeOutComments (0)586

Salve a tutti e bentornati ad una nuova puntata de l’angolo del regolamento.

Ultimamente mi è capitato di confrontarmi con arbitri e allenatori sul tema assai delicato del rispetto delle competenze e di ciò che comporta un argomento così complesso.

Ovviamente tutti sono a conoscenza del fatto che l’arbitro più vicino all’azione  sarà competente nella valutazione rispetto all’arbitro che si trova dalla parte diagonale opposta. E fin qui tutto sembra facile. Quindi avremo un arbitro che guarderà il pallone, dove in linea di massima sono coinvolti 2 o 4 giocatori (uno contro uno e/o pick’n’roll) e l’altro arbitro che guarderà i restanti giocatori per valutare blocchi irregolari, spinte e qualsiasi altra cosa succeda lontano dalla palla. I due arbitri devono sempre vedersi e ciascuno dei due deve sapere esattamente dove si trova il collega. Questo significa che, a parte un eventuale colloquio pre gara sempre preferibile, ognuno degli arbitri deve anche sapere dove il collega sta guardando, per poter spostare la propria attenzione sul lato opposto. Il fulcro del gioco della pallacanestro è appunto il canestro, e la zona nevralgica dove avvengono i maggiori contatti è ovviamente l’area dei 3 secondi.

Ed è appunto la zona del campo dove è possibile che i 2 arbitri concentrino la propria attenzione e dove è quindi plausibile un doppio fischio (o una doppia valutazione).

Mi sto riferendo ai campionati con doppio arbitraggio, perchè nei campionati dove gli arbitri sono 3 le dinamiche cambiano sostanzialmente. L’arbitraggio in singolo (sigh!) nel gioco della pallacanestro non è contemplato. Ora riporto un paio di esempi per far capire ciò che spesso succede nei campionati minors.

1)  Il 2° arbitro si trova a 2 mt. dalla zona dove si trova il pallone, il 1° arbitro si trova a più di 10 metri. Il 2° arbitro non fischia e naturalmente anche il 1° arbitro, che oltre a essere più lontano è anche quello che sapeva dove si trovava il pallone o poco più. I giocatori/allenatori solleveranno la più facile delle obiezioni. ”Come hai fatto a non fischare? Hai visto benissimo anche tu (soprattutto se il 1° arbitro è quello più esperto e colui dal quale ci si aspetta che tenga la partita in pugno) quello che è successo. Se quell’altro non ha visto bisogna che ci pensi tu.”

2) Stessa situazione. In questo caso il 1° arbitro fischia. I giocatori/allenatori avversari protesteranno. “Ma come hai fatto a vedere tu che sei lontano quando il tuo collega era a 2 metri?” Alla resa dei conti non ci si prende mai. Anche quando la soluzione è a portata e l’episodio incriminato lapalissiano per tutti, non riusciremo mai a contentare tutti, semplicemente perché ognuno porterà acqua al proprio mulino.

Gli arbitri devono sì rispettare il collega e il team, perchè il lavoro di squadra è determinante, ma c’è una cosa che è al di là di ogni dubbio più importante.

IL RISPETTO PER IL GIOCO E PER IL RISULTATO CONSEGUENTE.

Con quale faccia mi guarderò allo specchio se scientemente non ho preso una decisione determinante (e della quale sono certo al 100%) solo perché in quella circostanza ero l’arbitro non competente (ma che d’altra parte ho visto benissimo) e la mia decisione ha determinato il risultato finale a favore/sfavore delle squadre?

In parole povere: l’arbitro più vicino non fischia, io ho visto benissimo (ne sono certo al 100%), ma mi astengo dal fischio. La squadra che avrebbe beneficiato del mio fischio aveva la  possibilità di vincere la partita e invece ha perso. Dormirò sonni tranquilli stanotte? E ancora: l’arbitro più vicino all’azione prende una decisione completamente sbagliata (anche in questo caso ne sono certo al 100%) e questa decisione cambia il risultato dell’incontro (o potrebbe cambiarlo). Devo o non devo insinuare un forte dubbio al collega?

A questo proposito ci viene in soccorso l’articolo 47: 47.7 Ogni arbitro ha il potere di prendere decisioni entro i limiti dei propri doveri, ma non ha l’autorità di annullare o mettere in discussione le decisioni prese dall’altro.

Ma nella premessa ho detto che insinuo un dubbio nella mente del collega, non che metto in discussione la sua decisione. Anche se una decisione è palesemente sbagliata (a meno che non si tratti di un errore tecnico) solo l’arbitro che ha preso la decisione ha il potere di tornare su di essa e di cambiarla. Esistono anche dei problemi di timing nelle valutazioni e nelle decisioni degli arbitri.

Se un arbitro decide che in seguito ad una palla uscita fuori campo la rimessa deve essere assegnata alla squadra A, l’altro arbitro potrebbe non essere d’accordo ma anche segnalando la rimessa a favore di B non risolverebbe la situazione, perchè il primo arbitro potrebbe persistere nella propria decisione. E si andrebbe a vedere la freccia di P.A.La soluzione ideale sarebbe che il secondo arbitro indicasse al primo la giusta direzione, o che in separata sede gli dicesse la propria valutazione, e che fosse poi il primo arbitro, cioè colui che ha fischiato, a cambiare la propria decisione.

Ma soprattutto, per rispettare il gioco e il risultato ,non bisogna essere timidi e occorre (a mio avviso) avere il coraggio di prendere la decisione giusta (per il gioco) al momento giusto.

Io mi asterrò dal prendere una decisione non di mia competenza nel primo periodo, ma se la stessa  situazione avvenisse nell’ultimo minuto di gara con il risultato ancora in bilico e fossi certo al 100% della mia valutazione, la decisione la prendo, anche a costo di prevaricare il collega.

GARA SERIE D GIRONE B: Poco da dire. Arbitri sicuri in ogni circostanza, in sincronia e ben affiatati. Poche parole dette al momento giusto, un tecnico molto probabilmente giusto per proteste ripetute, metro uniforme per l’intera gara. Unico appunto, troppe violazioni di passi e di doppio palleggio. Almeno 10 e poi ho perso il conto. Oltre alle ben note variazioni dell’articolo 25 (passi), non è stato eliminato l’articolo 47/3 (danno tecnico). Quindi oltre ai dubbi sulle effettive violazioni fischiate, ho anche seri dubbi sull’effettivo vantaggio che il giocatore reo avrebbe acquisito. Poi le segnalazioni di doppio palleggio non hanno convinto, soprattutto perché più che di doppio palleggio ho ravvisato semmai una violazione di palming assai accentuata, e anche in questo caso non tutte sono apparse convincenti.

Comunque il risultato a livello di impatto sul match è stato sicuramente positivo.

VOTI:1° arbitro 7 – 2° arbitro 7.

E anche per questa settimana è tutto.

Alla prossima.

 

Marco Faenza

 

 

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