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Marco Faenza l'angolo del regolamento

Pallacanestro: l’angolo del regolamento

by • 29 Marzo 2018 • L'angolo del regolamento, TimeOutComments (0)813

Salve a tutti e bentornati all’ormai consueto appuntamento con l’Angolo del Regolamento.

Ho trattato molti argomenti in questi anni, quasi sempre lo spunto sono state le gare osservate nei week end. Le due gare viste questa settimana, di cui una solo il secondo tempo, mi hanno fornito come unico spunto la collaborazione del team, tra arbitri e UDC.

In realtà è un aspetto molto importante, perchè da una efficace collaborazione nasce la sinergia che elimina in anticipo tante problematiche.

Pre gara: con largo anticipo (il regolamento dice almeno 20 minuti prima) le squadre sono tenute a fornire la lista dei tesserati che avranno diritto a sedere in panchina e a giocare.

Il segnapunti riporta fedelmente i tesserati sul referto di gara, evitando di scrivere nella apposita casella i numeri di maglia dei giocatori. Durante il riconoscimento il primo arbitro chiama i giocatori riconoscendoli con il documento, identificando il numero di maglia e il segnapunti potrà scriverlo sul referto.

Possono verificarsi due situazioni in tali circostanze:

1) uno dei giocatori ha il numero di maglia non corrispondente a quello scritto sulla lista;

2) uno dei giocatori non è presente durante il riconoscimento. Nel primo caso si corregge solo la lista e non già il referto, nel secondo il giocatore assente lo si deduce in qualunque momento perché manca il numero di maglia, che verrà scritto a referto solo al momento del riconoscimento, cioè dell’arrivo del giocatore sul campo di gioco.

Subito dopo la palla a due il segnapunti dovrà girare la F.P.A. nella direzione corretta, e l’arbitro dovrà sincerarsi che sia effettivamente così. Se qualcuno ha notato dopo la palla a due (e dopo ogni singola ripresa del gioco dopo gli intervalli) l’arbitro fare un gesto di OK in direzione del tavolo significa appunto che il segnapunti ha svolto bene il suo compito e che l’arbitro è d’accordo con la direzione indicata dalla freccia. Naturalmente l’UDC ha il compito importantissimo di segnalare all’arbitro quando una o entrambe le squadre richiedono una sostituzione e/o un timeout.

L’UDC sa o dovrebbe sapere perfettamente quando c’è l’opportunità per timeout/sostituzione.

R.T: Art.19.2.2 Un’opportunità di sostituzione inizia: • Per ambedue le squadre, quando la palla diventa morta, il cronometro di gara viene fermato e l’arbitro ha terminato la sua comunicazione con il tavolo degli ufficiali di campo. • Per ambedue le squadre, quando la palla diventa morta dopo l’ultimo o unico tiro libero realizzato. • Per la squadra che ha subito il canestro, quando il cronometro di gara indica 2:00 minuti o meno nel 4° periodo ed in ogni tempo supplementare.

19.2.3 Un’opportunità di sostituzione termina quando la palla è a disposizione di un giocatore per una rimessa da fuori campo oppure per il primo o unico tiro libero.

In realtà prima di mettere la palla a disposizione del giocatore l’arbitro fa ben vedere la palla  all’UDC, il quale dà il segnale di OK, e solo a questo punto l’arbitro procede.

Per quanto riguarda il timeout valgono le stesse identiche modalità descritte precedentemente, con una modifica determinante. R.T.:Art.18.2.3 L’opportunità per una sospensione inizia: • Per la squadra che subisce un canestro, quando viene realizzato un canestro su azione.

Come vedete è tutto apparentemente semplice una volta che si conoscono le regole, salvo poi applicare alla perfezione le regole descritte in ogni circostanza. Gli UDC più esperti sanno ad esempio che in occasione del 4° fallo di un giocatore probabilmente verrà chiesta una sostituzione in brevissimo tempo. Così come sanno che dopo un parziale pesante di 6/8 punti negativo è altresì probabile che il coach richieda un timeout.

Occorre quindi conoscere le regole, così come è necessario, a volte ,essere particolarmente reattivi, anticipando quando possibile le mosse degli allenatori, almeno avendo l’accortezza di tenere il fischietto in bocca.

Il 5° fallo di un giocatore deve essere prontamente segnalato all’arbitro. Così come naturalmente la somma di 2 falli tecnici, 2 falli antisportivi o 1 F.T e 1 Antisportivo, perchè l’arbitro ha l’obbligo di informare il giocatore che deve abbandonare il campo di gioco.

Mi capita di parlare di terreno di gioco, di campo di gioco e di impianto, vediamo le differenze.

Il terreno di gioco è il rettangolo dove realmente le squadre giocano, ivi comprese le linee perimetrali.

Il campo di gioco comprende il terreno di gioco e le zone ad esso esterne comprese le zone delle panchine e del tavolo degli UDC.

L’impianto di gioco è la palestra/palazzetto dove hanno accesso gli spettatori e dove sono ubicati gli spogliatoi. Speriamo di non vedere più quel che mi è capitato in una gara di promozione questo weekend.

GARA SERIE C SILVER: Match strano, altalenante nel risultato e in parte anche nell’arbitraggio. Qualche sbavatura ci sta,ma l’impressione ricevuta è quella di qualche distrazione di troppo. In una circostanza addirittura l’arbitro guida segnala la direzione per la squadra A, e solo dopo  un rapido consulto con l’arbitro coda la rimessa viene poi concessa alla squadra B. Ottimo lavoro di squadra, ma che l’arbitro più vicino (circa 3 metri) non abbia visto giusto è strano.

Poi la cosa più interessante notata per l’intero arco del match è che ormai l’arbitro guida non attraversa più sotto l’attrezzo nelle situazioni dovute. Se per caso la meccanica (spostamenti e competenze) ha subito delle modifiche essenziali allora mi è sfuggito qualcosa, ma almeno l’arbitro che mantiene la propria posizione senza attraversare si astenga dal fischiare in diagonale, perché inevitabilmente commetterà degli errori. Non ha visibilità ottimale, non ha luce tra i giocatori, spesso si trova ad essere coperto dai giocatori stessi. Qualunque fischio in tali circostanze diventa difficile.

VOTI: 1° arbitro 7; 2° arbitro 6,5.

E anche per questa settimana è tutto, ci rileggiamo la prossima.

 

Marco Faenza

 

 

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