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Pallacanestro: l’angolo del regolamento

by • 8 Aprile 2018 • L'angolo del regolamento, TimeOutComments (0)844

Salve a tutti e bentornati ad una nuova puntata de l’’Angolo del regolamento.

Ricomincio con una correzione relativa all’articolo della scorsa puntata. L’articolo 7-1 del R.T. uscito riveduto e corretto nell’ottobre del 2017 recita:

7.1 Almeno 40 minuti prima dell’orario d’inizio della gara, ciascun allenatore o un suo rappresentante deve fornire al segnapunti una lista con i nomi e i corrispondenti numeri dei componenti della squadra designati a prendere parte alla gara, il nome del capitano della squadra, quello dell’allenatore e del vice-allenatore. Tutti i componenti della squadra i cui nomi vengono registrati sul referto ufficiale sono autorizzati a giocare, anche se arrivano dopo l’inizio della gara.

Quindi non già 20 minuti prima come nel R.T. precedente, ma 40. Errore mio. Poi se in serie A tutti arrivano 1 ora e mezza prima nell’impianto e in prima divisione fanno fatica ad essere 20 minuti prima perché la palestra si libera 15 minuti prima dell’inizio della gara questo è un altro discorso.

Piccolo riassunto della stagione in corso prima dell’inizio dei play-off. Non parlerò del gioco espresso dalle squadre,nè della tecnica individuale dei giocatori. Non è un mio compito. Mi limiterò all’aspetto arbitrale, senza mai dimenticare che livello del gioco (dei giocatori) e livello arbitrale sono espressioni dello stesso movimento nel medesimo tempo. In generale quest’anno ho visto miglioramenti rispetto all’anno scorso.

COMPORTAMENTO: Maggiore disponibilità a recepire messaggi sempre nell’ambito rigoroso della buona educazione. Le spiegazioni flash sono entrate per fortuna nel DNA degli arbitri. Durante le palle morte gli arbitri si soffermano brevemente nel dare qualche imput e li si vede anche sorridere, segno questo di tranquillità e serenità in campo. Pagella discreta in generale.

CONTATTI: A volte i problemi sorgono quando gli arbitri hanno difficoltà a definire il metro della gara. I primi 5/6 minuti sono quelli determinanti nell’instradare la gara entro un certo metro, al quale i giocatori si devono adattare. La selezione dei fischi (danno tecnico/danno fisico) è il criterio saliente nell’arco dei 40 minuti.

A dispetto delle strategie degli allenatori nel puntare il top player avversario per caricarlo di falli, il metro deve essere uguale ovviamente per tutti i giocatori, fatta una scelta si va avanti per quella strada salvo adeguare le valutazioni se il match divenisse più ostico agonisticamente.

Si deve sempre migliorare, questo è l’obiettivo, ma tutto sommato pagella sufficiente.

VIOLAZIONI: Se non ci si inventa nulla, tutto è diventato più facile con la modifica sostanziale dell’articolo 25 (Passi), e la dinamica del gioco presuppone (in linea teorica) che non vi siano quasi più violazioni di passi. A livello giovanile e amatoriale il meccanismo deve ancora essere recepito pienamente, sia da parte degli arbitri che da parte dei giocatori, ma sicuramente il gioco è diventato più fluido e veloce. Sicuramente pagella più che sufficiente in generale.

MECCANICA: Tasto dolente in generale, perchè spostamenti sbagliati e/o inadeguati portano inevitabilmente l’arbitro a commettere errori di valutazione. Lo sa bene il sottoscritto che ultimamente fatica ad essere particolarmente reattivo nella posizione di GUIDA, dove  l’adeguamento e lo spostamento laterale deve essere estremamente rapido.

Ma almeno mi astengo dal fischiare quando mi trovo coperto, preferisco una non valutazione che una valutazione sicuramente sbagliata. Prima dell’inizio della gara suggerisco al mio collega di compiere alcuni passi in penetrazione da CODA verso la linea di fondo per compiere quelle valutazioni che non posso fare io. Coprirò nella maniera migliore possibile il lato debole, affidando il lato forte al collega.Tutti gli errori degli arbitri sono figli di posizioni sbagliate. Ricordiamolo sempre. Pagella leggermente insufficiente.

REGOLA SETTE: Ampie lacune soprattutto negli articoli 42 e 44. L’anno in cui gli arbitri sono stati sollevati da grandi responsabilità (modifica articolo 25) e si sarebbero dovuti concentrare sulla corretta applicazione del R.T., ecco che invece nei campionati minors, e non solo, gli arbitri commettono errori madornali nelle situazioni che si possono definire anomale, o meglio rare.

L’articolo 42 (situazioni speciali) e l’articolo 44 (errori correggibili) trattano di eventi che si verificano raramente ma questo non giustifica l’arbitro dal non esserne a conoscenza.

Quest’anno tanti errori tecnici ho visto sui campi, troppi per poter anche solo in minima parte giustificare la scarsa conoscenza tecnica degli arbitri. Poi a qualunque livello si propongono i quiz agli arbitri nelle varie riunioni tecniche e si vedono risultati assolutamente deficitari. Io ho proposto 12 quiz e il risultato globale è stato una media errori di 3,7/12. E a livello di arbitri regionali (serie C/serie D) non è che le cose vadano meglio. Almeno che si cominci a conoscere il numero delle regole e degli articoli (8/50). Pagella ampiamente insufficiente.

Io personalmente ritengo che arbitrare debba essere un divertimento e una passione, non una professione (nemmeno per gli arbitri di serieA), ma così come i giocatori si allenano durante la settimana anche gli arbitri si allenino, dirigendo sì le amichevoli ma anche leggendo e  rileggendo il R.T. anche solo 10 minuti ogni settimana. Per non farsi mai trovare impreparato in alcuna circostanza.

E mi auguro che nel prosieguo della stagione le cose, per quanto sostanzialmente positive, vadano ancora migliorando.

Ci rileggiamo la prossima settimana.

 

Marco Faenza

 

 

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