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Marco Faenza l'angolo del regolamento

Pallacanestro: l’angolo del regolamento

by • 12 Aprile 2018 • L'angolo del regolamento, TimeOutComments (0)830

Salve a tutti e bentornati ad una nuova puntata de l’angolo del regolamento.

Nelle partite viste questo weekend sono stati fischiati alcuni falli antisportivi, e non tutti sono stati convincenti. Siamo passati dal fischiarne veramente pochi rispetto agli episodi incriminati a fischiarne probabilmente qualcuno di troppo, cioè della serie”Se ho il dubbio è antisportivo”.

Non funziona esattamente così e allora vediamo di sviscerarne un po’ i contenuti.

37.1.1 Un fallo antisportivo è un contatto falloso di un giocatore che, a giudizio dell’arbitro, è: • Non un legittimo tentativo di giocare direttamente la palla nello spirito e nell’intento delle regole.  • Un contatto eccessivo, duro causato da un giocatore in un tentativo di giocare la palla o un avversario. • Un contatto non necessario causato da un giocatore in difesa nel tentativo di fermare lo sviluppo della transizione della squadra in attacco. • Questo si applica fino al momento in cui il giocatore in attacco abbia iniziato il suo atto di tiro. • Un contatto del difensore da dietro o lateralmente su un avversario in un tentativo di bloccare il contropiede e non c’è alcun avversario tra l’attaccante e il canestro avversario.  • Questo si applica fino al momento in cui il giocatore in attacco abbia iniziato il suo atto di tiro • Un contatto del difensore su un avversario all’interno del campo di gioco durante gli ultimi 2 minuti nel 4° periodo ed in ogni supplementare, quando la palla è fuori campo per una rimessa in gioco e ancora nelle mani dell’arbitro oppure a disposizione del giocatore incaricato della rimessa.

Le disposizioni impartite agli arbitri nelle varie R.T. quest’anno sono state molto semplici:

NO BRAIN! L’arbitro vede e immediatamente se ricade nei 5 punti succitati fischia.

Ma l’articolo nella sua definizione inizia con l’incipit” A GIUDIZIO DELL’ARBITRO”. Quindi un minimo di valutazione soggettiva esiste sempre e comunque.

Di esempi ce ne sono a valanghe ma senza celebrarli tutti partiamo dai più semplici in assoluto. Al punto 5 (definito A5) ogniqualvolta un giocatore è in possesso del pallone per una rimessa (o in possesso dell’arbitro) un difensore non potrà causare nessun contatto su un avversario, fino a quando  la palla non avrà lasciato le mani del giocatore incaricato della rimessa. Diversamente l’arbitro dovrà sanzionare un fallo antisportivo. Molto semplice, l’arbitro vede e fischia. NO BRAIN.

Al punto A4 il contatto avviene da dietro o lateralmente su di un avversario nel tentativo di bloccare il contropiede e non vi è nessun altro difensore tra attaccante e canestro.In sostanza il fallo da ultimo uomo. In questo caso il NO BRAIN è comunque difficile da confutare, se non al limite per la posizione de facto del difensore. Si trova in posizione laterale o è anche solo mezzo passo avanti rispetto all’avversario? In ultima analisi il concetto espresso a chiare lettere a tutti gli arbitri in tutte le R.T. è stato: il difensore deve trovarsi in posizione legale. Questo taglia la testa al toro e abbiamo risolto anche questo punto. Il punto A1 è già più soggetto ad una minima (o massima) valutazione da parte dell’arbitro. Cosa significa “Legittimo tentativo di giocare la palla”? Cerco la palla e colpisco il polso. Legittimo? Cerco la palla e trattengo il braccio opposto a quello della palla. Legittimo? Cerco la palla e abbasso le spalle dell’avversario. Legittimo?Potrei continuare all’infinito ma qui mi fermo. Ho chiaramente le mie opinioni rispetto ai pochi esempi citati, ma vorrei invitare tutti i lettori a formarsi un’opinione in solitudine. E comunque ripeto che la valutazione soggettiva entra nel merito. Il punto A2 recita ”Un contatto eccessivo, duro nel tentativo di giocare la palla”. Anche in questo caso la soggettività dell’arbitro entra nel merito della valutazione.

Quel che può essere duro per me non lo è per chi lo commette, e anche in alcuni casi per chi lo subisce. In serie A avvengono contatti che appaiono perlopiù innocenti o quasi e gli stessi contatti in una Under 15 richiedono l’intervento del medico. Posizionare i piedi sotto l’avversario in ricaduta dopo un tiro in sospensione è per definizione un fallo antisportivo e a volte può essere sanzionato un fallo squalificante (Art. 33/6 del Reg.Tecnico). In ultima analisi appare sì soggettiva  in parte la valutazione dell’arbitro, ma nella maggior parte dei casi oserei dire che un contatto eccessivo, duro appare in tal modo per la maggior parte dei protagonisti, quindi passiamo oltre.

Il punto A3 è quello che maggiormente può mettere in difficoltà la soggettività degli arbitri.

Cosa significa esattamente ”Un contatto non necessario causato da un giocatore in difesa nel tentativo di fermare lo sviluppo della transizione della squadra in attacco”?

L’attenzione dell’arbitro deve cadere sull’atteggiamento difensivo del giocatore, cioè gli esatti movimenti che il difensore compie per poter legittimamente giocare la palla. La discriminante in fondo, pur con una terminologia differente, rimane il tentativo LEGITTIMO di giocare la palla e non di disinteresse nei confronti della stessa.L’atteggiamento difensivo è tutto nella valutazione, e l’arbitro deve sempre essere nella posizione ideale per compiere questa valutazione. In conclusione  capite anche voi che un semplice ma convinto scivolamento laterale col braccio corretto che va a cercare la palla è molto diverso dal restare immobili col tronco e spostare semplicemente il braccio per fermare l’avversario cinturandolo o colpendolo al torace.

MATCH PROMOZIONE: Arbitri non sempre convincenti. Molti errorini di valutazione a conferma di una scarsa attitudine al gioco, alcuni adeguamenti e spostamenti non effettuati nel modo corretto che portano ad inevitabili sbavature. Metro lineare e coerente, anche negli errori, e comunque è sempre un bene (almeno i giocatori si adegueranno). Tutto sommato match lineare in tutto, anche nelle scelte non idonee. Senza infamia e senza lode.

VOTI:1° arbitro 6 – 2° arbitro 6

MATCH SERIE D: Grande disparità nel metro (in parte) e nelle valutazioni tra 1 e 2° arbitro. Un antisportivo sbagliato dal 1°, richiami oltre misura del 2°, quando una buona sanzione sarebbe bastata a calmare gli animi. Nel secondo caso interviene il 1° arbitro nel suggerire al 2° di modificare la propria decisione (palesemente sbagliata), e tutto si appiana. Poca collaborazione attiva del 2° arbitro nel suggerire un azzeramento dei 24” all’addetto. Coerenza del 1° nel fischiare i falli in attacco per tutto il match.

VOTI:1° arbitro 7 – 2° arbitro 5,5

MATCH SERIE C SILVER: Buona partenza degli arbitri e partita apparentemente in discesa. Poi alcuni giocatori si lasciano prendere dal nervosismo e cominciano a fioccare i falli tecnici, che comunque sortiscono l’effetto sperato. Episodio sgradevole nell’intervallo lungo, dove comunque gli arbitri sono incolpevoli e l’errore più grave è stato commesso da un collaboratore degli arbitri. Lungo da spiegare ci tornerò sopra in un’altra occasione. Gli errori commessi dagli arbitri, ma ormai sono una costante come detto in altre occasioni, derivano da una meccanica non all’altezza, dove i mancati attraversamenti sotto l’attrezzo portano nella maggior parte dei casi  a valutazioni errate. Tant’è, si preparano gli arbitri all’arbitraggio in triplo ma si dimentica che fino alla serie B si arbitra in doppio. Le dinamiche sono molto differenti.

VOTI:1° ARBITRO 7 – 2° ARBITRO 6,5

E anche per questa settimana spero di essere stato utile. Alla prossima.

 

Marco Faenza

 

 

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