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Penny Dreadful S03E01 – The Day That Tennyson Died

by • 4 Maggio 2016 • ConcretaSeries, Penny DreadfulComments (0)944

Separazioni, ritorni e un conte

Penny Dreadful 3x01 aL’atteso ritorno di Penny Dreadful, la serie horror creata da John Logan e debuttata nel 2014, il 1° maggio ci ha fatto nuovamente tuffare nella Londra vittoriana e gotica di fine Ottocento. Alla fine della seconda stagione, dopo la sconfitta di Evelyn, avevamo lasciato gli eroi della notte dispersi, per la prima volta nella serie, chiedendoci se la loro divisione non li porterà ad essere vulnerabili prede dei loro oscuri nemici.

È il 6 ottobre 1892 e la città è in lutto per la morte del grande poeta inglese Alfred Tennyson. Vanessa è, naturalmente, il primo personaggio che ci viene mostrato: è afflitta nella depressione più totale, resa ancora più reale e vivida dall’ottima recitazione di Eva Green. Una conversazione con l’egittologo amico dei nostri eroi, Ferdinand Lyle (che peraltro, finalmente, ammette velatamente la propria omosessualità), la convince a vedere un’alienista: la dottoressa Seward. Sicuramente molti coglieranno la strizzatina d’occhio al personaggio creato da Bram Stoker; ce ne saranno altre. Vanessa accetta di sottoporsi ai metodi drastici della dottoressa Seward e, come prima cosa, si sforza di uscire dalla routine depressiva e conosce così Alexander Sweet, uno zoologo del Natural History Museum; il dialogo e il gioco di sguardi fra i due ci preannuncia una probabilissima nuova love story. Resta da capire se Sweet nasconde qualcosa dietro il suo aspetto apparentemente innocente.

Lasciamo Londra, già di per sé un evento in una storia che avuto finora nella città inglese quasi tutto il suo sviluppo, per recarci a Zanzibar, dove Malcom Murray, dopo aver sepolto l’amico Sembene (ricordate la guardia del corpo, morto durante lo scontro con le streghe di Evelyn?), ha perso ogni scopo nella vita e cerca di affogare la sua disperazione nell’alcool. Qui un nuovo personaggio lo salva da una banda di teppisti: si tratta di Kaetenay, un nativo americano che si offre di restituirgli una ragione di vivere chiedendogli di aiutarlo a salvare un amico comune: Ethan Chandler.

Il nostro Ethan – che avevamo scoperto chiamarsi in realtà Talbot – è su un treno in viaggio per le lande desolate del New Mexico, dove è stato estradato per rispondere dei crimini commessi in America. Lo accompagna, immancabile, l’ispettore Rusk di Scotland Yard, che aveva passato la precedente stagione a dargli la caccia. Il treno è però attaccato da un gruppo di banditi, che fanno strage a bordo e catturano Ethan, per riportarlo da suo padre, un’eventualità per la quale il giovane non sembra sprizzare gioia. Non è detto che riuscirà ad arrivare a destinazione perché Rusk è sopravvissuto e si è lanciato all’inseguimento. Questo, oltre alla comparsa di Kaetenay, ci fa sperare di poter esplorare il passato di Ethan e scoprire come sia divenuto il temibile licantropo che perde ogni raziocinio al sorgere della luna piena.

Torniamo quindi a Londra per incontrare la seconda strizzatina d’occhio ai fan dell’horror, che non poteva proprio mancare nel gran calderone dei classici del terrore e del soprannaturale: il dottor Jekyll. Vecchio amico di Frankenstein, gli fa visita mentre questi è nuovamente sprofondato nella droga in reazione alla ribellione della sua ultima creatura, Lily, che si è rivelata crudele e mostruosa, l’esatto contrario di ciò che l’ingenuo Victor voleva ottenere. Benché questo Jekyll dal vago aspetto indiano, in questo primo episodio, non ci lasci per nulla impressionati, è comunque allettante l’idea di un’alleanza fra questi due scienziati decisamente fuori dal comune, fra l’intenzione di Jekyll di affrontare il problema di Victor da un punto di vista neurologico (da che pulpito…) e l’ossessione di Frankenstein per la sua creazione.

Lily è però assente dall’episodio, così come Dorian Gray. Purtroppo c’è il rischio che il loro nuovo rapporto finirà per oscurare il fascino unico esercitato fin qui da Dorian a favore della nuova dama delle tenebre. Vedremo.

A proposito di creature, ritroviamo il “primogenito” Caliban vagante per lande ghiacciate in cerca di qualcosa che dia valore alla sua artificiale esistenza, mentre i ricordi della vita precedente del suo corpo si fanno sempre più nitidi. Il suo è un story-arc decisamente aperto, che potrebbe avere risvolti interessanti.

Ciò che ci fa promuovere in pieno quest’episodio è il finale. L’assistente della dottoressa Seward, che credevamo essere appena una comparsa, viene attirato con l’inganno in una villa diroccata, dove viene circondato da creature metà vampiro-metà ghoul. E qui arriva il colpo di scena finale: l’assistente, scopriamo, si chiama Renfield. E se c’è Renfield, non può certo mancare il suo… Maestro. Finalmente infatti compare l’essere malvagio la cui ombra è aleggiata sulla serie fin dall’inizio, del quale si è costantemente avvertita la minaccia, ma che non si è mai visto. In verità, nemmeno in questo caso la terrificante scena finale termina mostrandoci Dracula: come nell’immortale racconto di Bram Stoker, il Conte si limita a “impadronirsi” di Renfield e incaricarlo di spiare Vanessa, ma non ci viene mai mostrato in volto. Lo sguardo terrorizzato del suo nuovo servo non lascia presagire nulla di buono.

In conclusione, l’episodio riesce a non limitarsi al solo epilogo: introduce molti nuovi spunti e apre numerosi filoni diversi, alcuni dei quali (come Ethan e Murray) facilmente riconducibili, altri però il cui intreccio è molto meno scontato. Se il buon giorno si vede dal mattino, anche in questa stagione la qualità dei dialoghi e dell’ambientazione non deluderà.

 

Federico Picerni

 

 

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