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Per sempre – Eddie Gomez (2012)

by • 21 Novembre 2014 • ConcretaMusic, Kind of JazzComments (0)1392

Eddie Gomez - Per sempre (2012)Eddie Gomez è un artista con una storia particolare. Grandissimo contrabbassista, ha suonato al fianco di tutto il gotah del jazz (da Bill Evans a Chick Corea, passando per Miles Davis e Dizzy Gillespie), ma la sua particolarità sta nel fatto che ha sfornato decine e decine di album come sideman, o comprimario che dir si voglia, a fronte di una produzione molto più limitata come leader; con questo ottimo album passa dal ruolo di chi ha passato 30 anni a migliorare il suono degli altri a quello di chi impone il suo.
Il gruppo che lo accompagna, ci fa piacere dirlo, è interamente (o quasi) italiano, e lo stesso album è stato registrato in Italia (a Bologna), e il titolo non fa che confermarlo. Al sax abbiamo Marco Pignataro, al flauto l’italo-americano Matt Marvuglio, al pianoforte Teo Ciavarella e alla batteria Massimo Manzi (con cui ho avuto la fortuna di suonare insieme qualche anno fa in una jam-session a Modena, roba da brividi).

Eddie GomezLe composizioni sono quasi interamente originali, composte dai vari componenti del gruppo, ad eccezione dello standard Stella by Starlight.
Lo stile dominante dell’album è fondamentalmente quello dello swing, ma in questo caso gli esecutori ci fanno notare come non serva un beat marcato ed una batteria sempre presente e quasi ossessiva per marcare il ritmo; anche l’espressività può tenere il tempo e anche le pause fanno parte dello scorrere ritmico. Tutto l’album è pervaso da una morbidezza di fondo, basata soprattutto sulla straordinaria gamma espressiva degli esecutori e sulla pulizia del suono, senza per questo rinunciare al senso del ritmo e a qualche occasionale virtuosismo, sempre funzionale al senso globale del brano.

Il brano di apertura, Arianna (che sentite in sottofondo) è la gemma più bella di questo album. Una morbida ballad che inizia con un tappeto del piano ed un breve tema del flauto; piano piano si inseriscono tutti gli strumenti con lo stesso tema molto semplice, ma che non ha bisogno di niente di più per risultare perfetto. L’effetto sonoro è meraviglioso, viene da chiudere gli occhi e da gustarsi in santa pace questa meraviglia, senza pensare ma solo godendosi il naturale flusso della musica. Dopo il tema arriva il solo di contrabbasso, ed è un solo davvero splendido, espressivo all’inverosimile, con la voce di Gomez che canticchia in sottofondo, in pieno stile Keith Jarrett.
Eddie GomezBologna D’inverno  è un titolo che rende onore alla città che ha visto nascere questo album. Tutto il pezzo è basato su un basso ostinato di Gomez, sul quale si innesta un tema all’unisono del flauto e del sax; alla batteria spetta l’arduo compito di variare e arricchire una struttura altrimenti povera, compito svolto in maniera eccellente, con grande espressività e varietà di dinamiche e colori.
Forever riprende invece il titolo (tradotto) dell’album. Stavolta siamo di fronte ad un pezzo più puramente swing, almeno nella parte centrale dei soli. Il tema è un classico tema old-style, molto alla Duke Ellington, niente di nuovo ma comunque orecchiabile.
Un disco suonato benissimo e godibile, la qualità del suono è ottima e ci troviamo di fronte a musicisti magistrali da questo punto di vista. Volendo trovare il pelo nell’uovo possiamo dire che la qualità della composizione dei pezzi non è allo stesso livello per tutto l’album, più di un pezzo è una spanna sotto ad altri dal punto di vista dell’ispirazione (ma non dell’esecuzione, sempre impeccabile). Rimane comunque il pezzo di apertura, Arianna, che rappresenta a mio parere una vera e propria perla.

TRACKLIST
1. Arianna
2. Bologna d’Inverno
3. Why Cry?
4. Forever
5. Pops & Alma
6. Stella by Starlight
7. Homesick
8. Epilogue

Alberto Spagni

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