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Playoff NBA: sweep per Cavs e Spurs, paura per il ginocchio di Steph Curry

by • 25 Aprile 2016 • TimeOut NbaComments (0)893

Prima settimana di Playoff NBA, primi turni senza troppe sorprese per ora, ma il mondo del basket rimane col fiato sospeso in attesa dell’esito della risonanza magnetica al ginocchio di Stephen Curry.

Al di fuori del mondo Playoff, è di stanotte la notizia che i Lakers hanno licenziato coach Byron Scott: chiunque si siederà su quella panchina l’anno prossimo avrà l’arduo compito di gestire uno dei gruppi di giovani più promettenti della Lega sulla panchina più calda del mondo della palla a spicchi.

Sempre a proposito di allenatori, i T-Wolves hanno raggiunto un accordo con Tom Thibodeau, che assumerà il doppio ruolo di head-coach e president of basketball operations, in maniera simile a quanto già accade con Pistons e Clippers: conoscendo l’inclinazione al grande lavoro in difesa di Thib, e le doti difensive dei giocatori che si trova per le mani, questa sembra davvero una scelta azzeccata di Minnesota per guidare un altro talentuoso gruppo come quello formato da Wiggins, Rubio e KAT.

Ma veniamo alla post-season!

OVEST

Golden State Warriors – Houston Rockets 1-3

playoff nbaSerie che sembrava destinata ad un 4-0 senza storie, ma i Rockets riescono nell’impresa di vincere una gara tra le mura amiche contro i campioni in carica, costringendoli come minimo ad una gara 5 che anche TNT riteneva “not necessary” nel presentare il proprio palinsesto.

Ma andiamo con ordine: gara 2 è la prima senza Curry, ma i Warriors non sembrano curarsene e sfoderano un grande prestazione vincendo 115-106. Thompson si fa carico dei punti da segnare (34), Green sfiora la tripla doppia e il resto della squadra fa il suo dovere. Mentre dall’altra parte del campo non scompaiono i cronici problemi difensivi ma si segnalano Howard e Harden finalmente ai loro livelli, in particolare il Barba con 28 punti, 11 assist e 15 giri in lunetta dopo aver chiuso gara 1 senza conquistarsi neanche un libero.

In gara 2 succede l’imponderabile: Thompson e Green steccano la partita, con lo Splash che registra uno 0/7 da 3 e il lungo da Michigan State che mette a referto solo 9 punti con ben 7 palle perse. Questo e la prova devastante di Harden da 35 punti con tanto di canestro decisivo confezionano il 97-96 finale e ribaltano un pronostico che sembrava scontatissimo e che invece ci regala una serie aperta. Infine arriviamo a gara 4 che segna il ritorno in campo di Steph curry, anche se l’inizio è quantomeno incerto per il futuro e passato MVP: parte con 0/3 dall’arco ma si sblocca grazie ad un canestro più fallo contro Beverley. Il primo tempo è estremamente avvincente, con continui sorpassi ed emozioni anche se più dettati dall’intensità che dalla precisione. Poi all’ultimo secondo prima dell’intervallo accade ciò che nessuno vorrebbe mai vedere: Curry sta difendendo contro l’ultimo tiro ma scivola sul sudore lasciato sul parquet da Motiejunas, le gambe si divaricano e il ginocchio destro subisce una torsione innaturale. Steph si rialza e proverà a testare le sue condizioni prima della ripresa del gioco ma non scenderà più in campo.

Oggi è attesa la risonanza magnetica per capire le reali condizioni del ginocchio ed i tempi di recupero, ma ogni appassionato di basket spera si tratti solo di una leggera distorsione ed un gran spavento. Dopo l’infortunio del suo leader tuttavia Golden State reagisce da grande squadra e piazza un terzo quarto mostruoso da 41 punti, non bastano i punti dalla panchina di Beasley ed un Howard dominante a rimbalzo per fermare l’ondata californiana: trascinati dalle triple di Thompson e da un ritrovato Draymond Green i Warriors chiudono il quarto in vantaggio di 21 punti, rendendo l’ultimo periodo ininfluente per il 121-94 finale. Adesso la serie ritorna sulla baia di San Francisco per gara 5 anche se le notizie più importanti si attendono da una clinica e non da un palazzetto.

San Antonio Spurs – Memphis Grizzlies  0-4

playoff nbaSan Antonio chiude subito la pratica Memphis, sbarazzandosi in sole 4 gare della squadra priva di Gasol e Conley.
È una partita senza storia la Gara 2 andata in scena all’AT&T Center di San Antonio, Texas.
Se i Grizzlies in Gara 1 erano riusciti a lottare, rimanendo in partita per tutto il primo tempo, qui le cose si mettono male fin da subito per gli uomini di coach Joerger. Memphis, dopo un primo quarto in cui si aggrappa con le unghie grazie a una buona partenza di Randolph, fatica tremendamente in fase offensiva per tutta la gara, in particolare nel tiro da 3 punti: 2 sole triple segnate (la prima, di Matt Barnes, arriva a pochi minuti dal termine del terzo quarto) con un pessimo 14,3%. Oltre a ciò, è impietoso il confronto con la panchina: 55-32 il bilancio in favore delle seconde linee dei padroni di casa. Da metà secondo quarto in poi la gara è saldamente in mano agli Spurs, il Net Rating è -29, e il punteggio finale 94-68.


In Gara 3, i Grizzlies, con l’aiuto del pubblico di casa, ritrovano il loro spirito  combattivo (grandi prestazioni di Barnes, Stephenson e Randolph), e nonostante un primo quarto sottotono (26-18), nelle due frazioni centrali della gara controllano tanti rimbalzi, soprattutto offensivi, che gli garantiscono punti da seconde opportunità (14 a 1 il computo in loro favore quando mancano 10 minuti scarsi), e ne viene finalmente fuori una partita equilibrata in cui le squadre si sorpassano più volte (il primo vantaggio di Memphis nella serie, se escludiamo 25 secondi nel primo quarto di Gara 1). Nel finale però Kawhi Leonard si prende sulle spalle la sua squadra e con 13 punti nell’ultimo quarto regala la vittoria ai suoi (alla fine per lui saranno 32 punti, 7 rimbalzi, 5 stoppate, 4 rubate, 0 palle perse: Terminator con le treccine e una canotta da basket).


Gara 4 è per certi versi una fotocopia della prima: Memphis rimane aggrappata alla partita nella prima metà, poi la superiorità tecnica degli Spurs (che possono anche contare su una rotazione a 10, 11 uomini) prevale, e i Grizzlies nel terzo quarto subiscono un parziale di 37-21 che chiude definitivamente i giochi.


Ora Memphis dovrà leccarsi le ferite e pensare a come ricostruire questa squadra, che sembra giunta ad un punto di non ritorno, mentre gli Spurs attendono al varco Durant, Westbrook e il resto dei Thunder, per quella che si preannuncia una lunga serie.

 

Oklahoma City Thunder – Dallas Mavericks 3-1

playoff nbaNonostante la brutta sconfitta nella gara di apertura, nella seconda partita i Mavericks pareggiano la serie nell’unico modo possibile: vincendo sul piano dell’intensità,e approfittando di una brutta serata dei Big Two dell’Oklahoma. Dallas gioca una partita di grande sacrificio in difesa (Wes Matthews su tutti), e la gara è fatta di parziali presi e subiti, fino ad arrivare ad un minuto dalla fine in perfetta parità, a quota 81. A questo punto: Westbrook perde un pallone in contropiede, nelle due azioni successive lui e Durant sbagliano un tiro a testa, Felton cattura un rimbalzo e va a segnare. Rimessa in attacco per OKC, e sullo schema disegnato Durant sbaglia altri due tiri consecutivi, dalla selva di braccia a  rimbalzo esce Matthews che si invola in contropiede e segna il +4, con 14.4 sul cronometro. Il 35 non ci sta e riporta a -1 i suoi con una tripla pesantissima, e a questo punto i Thunder si giocano la carta del fallo sistematico. Felton fa 0/2, a 7 secondi dal termine Durant si invola in contropiede, tiro sbagliato, tap-in sbagliato di Westbrook, e tap-in vincente di Steven Adams. La Chesapeake Energy Arena esplode, ma gli arbitri vanno a rivedere, e il tiro non è buono. Serie in parità.

Prestazione maiuscola del backcourt di Dallas, Felton e Williams (che però abbandona a metà terzo quarto per un infortunio) segnano 34 punti e 8 assist in due. Matthews gioca una partita sontuosa in difesa, marcando alternativamente Durant e Westbrook, e segna 6 punti, tutti nell’ultimo quarto. Devin Harris aggiunge 8 punti e 7 rimbalzi.


Gara 3 è però senza storia: i Mavs rientrano a Dallas, e pur ritrovando David Lee (anche se con pochi minuti nelle gambe) sono costretti a giocare senza Williams. La partita rimane sotto il controllo di OKC per tutti i 48 minuti: Durant nel primo tempo è devastante, mentre Westbrook mette insieme 5 punti e ben 9 assist in meno di metà gara. È una partita nella quale gli attacchi la fanno da padrone, la palla si muove bene, ma i texani sbagliano tanto e vanno sotto fino al -20. Soltanto a metà terzo quarto sembrano in grado di rientrare in partita, quando a seguito di un doppio tecnico (Adams a rimbalzo offensivo si aggancia a Felton, che reagisce) l’American Airlines Arena si scalda, ma Westbrook con 3 triple e un assist per  Kanter spegne i sogni di rimonta dei padroni di casa, che avevano accorciato fino al -9. 60 e 18 assist per la coppia di stelle dei Thunder, che si riprendono il fattore campo.


In Gara 4 continua il dominio dei Thunder, e gli ospiti sin da subito si portano sulla doppia cifra di vantaggio, nonostante una partita stupenda di Nowitzki, che a rotazione dà lezioni di pallacanestro a tutti i lunghi avversari (saranno 27 punti alla fine), ma non riesce mai a riavvicinare i suoi, che rimangono quasi sempre oltre la doppia cifra di svantaggio. Dall’altra parte la coppia Westbrook-Kanter spazza via i Mavs: il primo chiude con 15 assist, il secondo con ben 28 punti sbagliando un solo tiro, una prestazione offensiva devastante. Nell’ultimo minuto si segnala soltanto un brutto fallo di Durant su Anderson (inspiegabile soprattutto vista la situazione, +11 a 50 secondi dalla fine) che gli costa l’espulsione diretta. Ora si torna nell’Oklahoma e si presume che i Thunder la chiuderanno in fretta.

Los Angeles Clippers – Portland TrailBlazers 2-1

playoff nbaArriva l’equilibrio che ci si aspettava nella serie dopo un inizio in netto favore dei californiani. Anche gara 2 infatti era finita con una netta vittoria da parte dei Clippers (102-81) grazie ai 25 punti di Paul e ai 18 rimbalzi di DeAndre Jordan. Ciò poteva far temere che gli splendidi Blazers ammirati in regular season che avevano stupito tutti ben oltre le aspettative si fossero sciolti con l’aumento della temperatura degli incontri nei playoff.

Tuttavia quando la serie si è spostata nell’Oregon i ragazzi di coach Stotts hanno risposto presente: nonostante un avvio impreciso e soprattutto di marca Clippers (trascinati da Reddick e Paul ma anche dall’ottimo impatto della panchina) i Blazers riescono ad allungare e a portarsi anche in doppia cifra di vantaggio. Nonostante il tentativo di rimonta da parte di Los Angeles firmato da Paul (chiuderà con 26 punti, ancora una volta il migliore dei suoi) e dal sesto uomo dell’anno Jamal Crawford,  Portland porta a casa il match grazie ai 32 punti di Lillard, 27 di C.J. McCollum e ad uno strepitoso Plumlee da 21 rimbalzi e 9 assist. Per il lungo da Duke si tratta della prima grande prova in postseason e chissà che sia l’inizio della consacrazione per un giocatore che dopo aver fatto ottime cose al college non aveva ancora trovato una collocazione precisa tra i valori della NBA. Probabilmente la serie verrà vinta dai Clippers, ma già per gara 4 non sarà facile avere la meglio di questi Blazers, soprattutto in casa loro.

EST

Cleveland Cavaliers – Detroit Pistons 4-0

playoff nbaI Cavs completano lo sweep e si aggiudicano con grande anticipo il secondo turno dei Playoff NBA. In gara 2 Cleveland pareggia il record di triple dei Warriors 2015 in una partita (record migliorato il giorno dopo da Golden State nella gara 4 contro Houston) e si aggiudica gara 2. La prestazione di Detroit non è male, anche se non con la stessa intensità della prima, ma quando i Cavs beccano la giusta serata al tiro c’è poco da fare per molte difese avversarie.

In gara 3 si ripete un po’ la stessa storia: Detroit che gioca bene ma che deve rincorrere. Si arriva nei minuti finali a forzare tiri, sbagliare liberi e quindi gettare l’opportunità di vincere. La pessima precisione di Drummond non aiuta Van Gundy, costretto a tenerlo giù nell’ultimo quarto per evitare l’Hack-a-Drummond.

In gara 4 si arriva nei minuti finali a lottare per un tiro decisivo. Kyrie Irving segna triple decisive, ma Detroit ha la possibilità di vincere la partita. Reggie Jackson tenta il tiro della vittoria, ma la ottima difesa del numero  2 di Cleveland (vero protagonista di questa partita) lo costringe al solo ferro. La tattica di Detroit di “entrare nella testa” di James non è stata utile, perché il Re è abituato a questi giochi mentali.

I Pistons hanno comunque giocato un’ottima stagione, ritornando ai Playoff dopo 7 anni, e le premesse per fare bene l’anno prossimo ci sono tutte. Cleveland deve sicuramente ringraziare i  big three (questi i loro numeri: Irving 27.5, Love 18.8+12, James 22.8+9+6.8). I Cavs sembrano anche aver trovato la giusta quadratura di squadra, trovando il secondo quintetto perfetto per il loro gioco: Dellavedova, Shumpert, James, Jefferson, Frye. Adesso Cleveland ha il tempo di riposare e aspettare la prossima avvversaria (Boston o Atlanta). L’obiettivo della squadra lo conosciamo tutti e questa serie ha fatto capire che Cleveland è la squadra da battere ad Est.

Toronto Raptors – Indiana Pacers 2-2
playoff nbaGara 2 vede i Raptors intenzionati a lasciarsi alle spalle la falsa partenza e non vanificare il fattore casa. Detto fatto: Valanciunas ruba la scena a tutti, fra pick & roll e rimbalzi è una spina nel fianco per la difesa dei Pacers, chiude con 23 punti e 15 rimbalzi. A detta sia di Paul George che di coach Vogel, la partita era stata impostata per limitare il backcourt canadese. DeRozan e Lowry chiudono rispettivamente con 5-18 e 4-13 al tiro, continuando faticosamente a trascinarsi come in Gara 1. In realtà, la prestazione di Lowry non è da buttare, 18 punti e 9 assist con cui innesca il centro lituano, ma nel complesso quella dei due rimane una gara sottotono. Mahinmi, centro dei Pacers, ha problemi alla schiena e gioca solo 21 minuti, facilitando non di poco il gioco dei Raptors nel pitturato. George predica nel deserto i suoi 28 punti.

Anche Gara 3 è di Toronto, che si prende la prima partita alla Banker’s Life Fieldhouse. Lo fa con la sua coppia di guardie, finalmente riconoscibile, che inizia a tirare decorosamente e a segnare. Entrambi finiscono con 21 punti, Lowry mette anche 4 triple. Valanciunas si trova meno palle per le mani e segna solo 9 punti, ma cattura 14 rimbalzi. La strategia offensiva di Toronto è la stessa della gara precedente, semplicemente la difesa casalinga è stata più permissiva sul perimetro, consentendo ai tiratori di esprimersi senza necessariamente dover cercare il canestro da sotto (buono anche Carroll con 17 punti, 3-9 da tre). Ancora una volta, solo George contribuisce concretamente al tabellino di Indiana con 25 punti, ma la gara dei padroni di casa è proprio da buttare, non riescono mai ad avvicinarsi a meno di 10 punti.

Gara 4 ristabilisce il pareggio nella serie, Indiana riesce a cambiare completamente faccia. Difende aggressiva fin dall’inizio, forza turnover e tira con buone percentuali (47% di squadra, emblematico il 9-11 di Hill, dove i due tiri che mancano sono due triple). Per la prima volta nella serie George non è da solo e soprattutto non è top scorer dei suoi. Segna 19 punti ma sia Hill che Mahinmi lo superano a 22 (career high per il centro). La difesa è tutto: il backcourt di Toronto torna a sanguinare e questa volta anche Valanciunas è tagliato fuori. DeRozan chiude con addirittura 6 palle perse. Ora si torna in Canada, la chiave per i Raptors è ritrovare le due guardie, mentre i Pacers devono buttarla su difesa e contropiede. Rimane una serie tirata che probabilmente andrà a Gara 7.

Charlotte Hornets – Miami Heat 1-2

playoff nbaMiami è connessa, vuole spingere finchè è in casa e riesce a intascare anche la seconda vittoria. La partita parte molto equilibrata e prosegue punto a punto fino alla fine del secondo quarto, quando un paio di triple ben assestate spostano l’ago in favore dei padroni di casa. Da lì in poi nulla da fare, le percentuali di Miami sono troppo alte (58% da 2, 56% da tre, 8-8 dal campo di Whiteside) e Charlotte sbaglia qualche tiro, non riuscendo a mantenere il contatto. A 10 minuti dalla fine Batum si distorce una caviglia ed è costretto ad uscire, con lui si spengono le speranze di Charlotte di portare a casa questa partita. Wade chiude a 28 punti, Whiteside a 17 e 13 rimbalzi. Per gli ospiti i migliori sono Walker (29 punti ma solo 1-6 da tre) e Al Jefferson (25 punti).

In North Carolina il vento cambia. Miami ha giocato le prime due partite in stato di grazia, sicuramente un proprio merito, ma era facile prevedere che non avrebbe potuto tenere questo ritmo per chiudere la serie con uno sweep. Deng parte con il passo di Gara 1 e ne mette 4-4 da tre nel primo quarto, ma Charlotte resta attaccata. Sono orfani di Batum, Williams fa l’ala piccola e Kaminsky è in quintetto. E’ proprio il rookie la chiave di volta di questa partita, mette 9 dei suoi 15 punti nel terzo quarto, contribuendo a tirare una riga che Miami non riuscirà più a sorpassare (18-0 il parziale). Gli Hornets giocano una buona partita coralmente, sono ben 6 gli uomini di Clifford ad andare in doppia cifra (top scorer Lin a 18). Da notare una statistica interessante: solamente 4 palle perse dai padroni di casa, contro le 15 avversarie. Miami non riesce a far venire fuori i suoi, e soprattutto non riesce a dare contributo dalla panchina. Wade chiude a 17, onorevole prestazione per lui, ma non basta. Per gli Hornets questa è la prima vittoria ai playoff dopo 14 anni. Comunque vada a finire la serie, è sicuramente un segnale positivo per questa franchigia che per anni ha raschiato il fondo della classifica. Ora vedremo se il fattore casa è così determinante per Charlotte da riuscire a portare a casa Gara 4.

Atlanta Hawks – Boston Celtics 2-2

playoff nbaIl fattore campo e i pronostici di una bella serie sono stati tutti rispettati. Atlanta domina difensivamente gara 1 (15 stoppate che segnano il record di franchigia). Boston sembra ancora fuori da una logica di playoff e la partita si trasforma in un festival di tiri sbagliati (32% al tiro e conclude il primo quarto con soli 7 punti, il peggior record di franchigia). Si torna a Boston e le cose cambiano. Il grande Isiah Thomas, perché è così che va chiamato, risolleva i suoi compagni e segna 42 punti in gara 3. La prestazione di Thomas dà la giusta carica al Boston Garden. Nella gara precedente i Celtics avevano segnato solo 5 triple, stavolta 5 sono arrivate solo nel primo periodo. Boston ha perso un pezzo importante come Bradley, ma sapeva che non si doveva perdere.

Gara 4 è spettacolare e tra sorpassi e controsorpassi alla fine se l’aggiudica Boston, che pareggia così la serie. Nonostante la prestazione monstre di Millsap da 45 punti 13 rimbalzi e 4 stoppate, i Celtics vincono la partita grazie alla panchina e a due giocatori inaspettati: Jerebko e Smart. Il primo sfrutta l’occasione di partire in quintetto titolare segnando 16 punti conditi da 10 rimbalzi. Smart infila 11 punti sui 20 totali nel solo quarto quarto, ma soprattutto limita Millsap a soli 4 punti. Si arriva all’overtime in cui ha la meglio Boston (è stata sotto anche di 16 punti) e la serie si pareggia. Da sottolineare anche i 28 punti del solito grande Thomas.

Adesso questo scontro è entrato nel vivo ed è davvero difficile fare un pronostico. Boston è on fire e l’attacco sembra girare bene. Atlanta deve solo iniziare a gestire meglio i vantaggi perché più volte si è fatta recuperare.

Niccolò Battolla
Alessandro Sciaboni
Nanni Bellei
Nicolò Bonettini

Photo credits: Facebook(pagine ufficiali delle squadre)

 

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