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Playoff NBA in vista: le porte sono ancora aperte.

by • 5 Aprile 2016 • TimeOut NbaComments (0)732

 

 

Playoff NBACi si avvicina sempre di più ai Playoff NBA, ma anche al ritiro di Kobe Bryant. Ancora poche partite e il Black Mamba lascerà per sempre i parquet del campionato americano.

Ad Est le prime due restano stabili: i Cavs sono primi a 3.5 partite di distanza dai Raptors, che per la prima volta nella loro breve storia hanno raggiunto le 50 vittorie stagionali. La vera lotta è nelle posizioni dalla terza alla quarta, in cui c’è solo mezza partita di distacco. Adesso la classifica dice Atlanta, Boston, Miami, Charlotte: una serie negativa di sconfitte può essere fatale. Indiana e Detroit si ritrovano nelle ultime posizioni disponibili e si giocano se sfidare Cleveland o Toronto. Entrambe hanno un buon vantaggio su Chicago (2 partite), ma bisogna stare attenti a non perdere l’attenzione.

Ad Ovest, la vera sorpresa è la vittoria di Boston in casa dei Warriors, in cui non perdevano da gennaio 2015 (54 vinte consecutive). Ma nonostante ciò continuano la rincorsa al famoso record 72-10. San Antonio, Oklahoma e Clippers hanno la qualificazione assicurata e anche il fattore campo. Memphis si è complicata la vita perdendo 6 partite di fila e ora deve lottare per un posto nella postseason. La strada è molto complicata perché per due volte dovrà affrontare Golden State. Ora Portland è a mezza partita di distanza, ma molto vicino si trovano anche Dallas e Utah (2 partite). Houston è nona pronta ad approfittare di un passo falso delle squadre davanti.

Come di consueto siamo arrivati ad aprile e la lotta si è fatta interessante. Ora passiamo ai top&flop della settimana.

TOP

Cleveland Cavaliers
Partono male contro Houston e poi recuperano con Brooklyn, Atlanta e Charlotte. Tre vittorie dietro fila che consentono loro di mantenere inalterata la posizione di testa della Eastern. Nella gara persa contro i texani Lebron siede in panchina per precauzione, e sembra parecchio a suo agio. Il povero coach Lue viene scavalcato nella gerarchia, e meno male che i 31 di Irving non bastano per decretare la vittoria, altrimenti potevamo pure aspettarci il licenziamento. Dalla partita successiva il Re torna al ruolo che gli spetta, ovvero quello del dominatore in campo. 24 punti e 11 rimbalzi per portarla a casa contro i Nets, ma la partita della settimana è quella contro gli Hawks, terzi in classifica. E’ Lebron show: 16 rimbalzi, 9 assist e 29 punti, con i quali scavalca Oscar Robertson come 11esimo miglior marcatore all-time. La partita è comunque tirata grazie ad un ottimo Teague che penetra come un forsennato e si fa scappare l’occasione di vincerla sulla sirena. All’overtime il secondo buzzer-beater sbagliato (questa volta da Horford) sancisce la vittoria dei Cavaliers. Ordinaria amministrazione contro gli Hornets, che non riescono ad imporsi (altri 31 di James e 27 di JR Smith).

Boston Celtics
Sono la squadra rivelazione della stagione, passando in pochissimo tempo dalle stalle alle stelle. Una settimana non entusiasmante dal punto di vista puramente del numero di vittorie, ma ottengono un risultato che finora nessuno aveva ottenuto quest’anno: battere i Warriors alla Oracle Arena. Ci sono riusciti sicuramente grazie ad un’ottima prestazione di squadra, coordinata da coach Stevens, ma soprattutto grazie a Isaiah Thomas. Il playmaker chiude il primo tempo a 0 punti, poi decide di cambiarsi le scarpe. “I switched my shoes, them other shoes didn’t have any buckets in them” racconta ai microfoni di ESPN. Risultato: 22 punti nella seconda metà, praticamente immarcabile. Curry prova a fare il suo con 8-14 da tre, ma sbaglia un tiro allo scadere e non viene notato da Harrison Barnes che forza sulla sirena, invece che servirlo per una tripla che per lui sarebbe stata semplice. Per coronare la settimana battono pure i Lakers, nonostante un Kobe da 31 punti, che a 7 partite dal ritiro non sono per niente male. Si chiude l’epoca degli scontri epici degli anni 2000, Kobe era l’ultimo testimone dei fasti passati delle due squadre. Sono sicuro che la rivalità fra Lakers e Celtics tornerà alla ribalta con grandissimi nomi in futuro, fa parte della magia NBA.

San Antonio Spurs
Settimana pulita con tre vittorie per gli Speroni, secondi in classifica e forti della prima posizione in South-West Division. Prima W contro Memphis, partita mai facile ma addolcita dalla mancanza di Randolph a contenere Alridge. Il lungo ex Portland ne piazza 31 conditi da 13 rimbalzi. Mancano anche Parker, Duncan, Ginobili e Leonard, ma a questi Spurs non interessano troppo i nomi scritti sulla schiena. Si continua con la vittoria scontata contro i Pelicans e si finisce in bellezza contro i Raptors. Gli infortunati di due giorni prima tornano in campo e in particolare Leonard mette in campo un two man show insieme ad Alridge: 33 il primo e 31 il secondo. Nessuno degli altri va in doppia cifra. Per onore di cronaca bisogna dire anche che ai Raptors mancavano sia Lowry che DeRozan. 

Dallas Mavericks
Quattro vittorie settimanali ma contro squadre abbordabilissime: Denver, New York, Detroit, Minnesota. L’unica di queste ancora in corsa per i playoff è la capitale del Michigan. Un JJ Barea in gran spolvero ne mette 29, mentre 19 sono del solito, immancabile, instancabile Nowitzki. Tra gli avversari spicca Morris con 31 punti.

FLOP

Memphis Grizzlies
Quattro partite storte per la franchigia del Tennessee in settimana, striscia aperta di 6. Le danze si aprono con la sopracitata sconfitta contro gli Spurs, per proseguire con Denver, Toronto e Orlando. L’assenza di Gasol in appoggio a Randolph si fa sentire, ma una squadra come Denver, senza più nulla da dire in campionato e orfana di Gallinari non dovrebbe impensierire i Grizzlies. Randolph è il migliore dei suoi con 26 punti. Toronto è concentrata sui playoff e non sbaglia la partita, nulla da fare con la coppia Lowry-DeRozan. L’unica possibilità per salvare la settimana è lo scontro “facile” con Orlando, ma quando il fato è avverso nulla si può. Nikola Vucevic fa sostanzialmente quello che vuole sotto le plance, 25+10 per lui, conditi dai 22 di Oladipo e Fournier. Il top scorer per Memphis è Matt Barnes, con 25 punti.

Atlanta Hawks
Giocano due partite e le perdono entrambe. Gli avversari sono Toronto e Cleveland, ossia le uniche due squadre davanti a loro in Eastern. Non sarebbe una tragedia se non fosse che gli Hawks non hanno ancora la certezza matematica della vittoria di Division, avendo Heat e Charlotte a mezza gara di distacco. Questo vuol dire che non possono commettere passi falsi, altrimenti rischiano di compromettere la stagione e arrivare ai playoff senza fattore campo come vantaggio. Contro Toronto giocano un ruolo chiave i 18 turnover causati dai canadesi, Teague ne mette 18 e Hardaway Jr 15 con 4-7 da tre, ma non basta.

 

Nicolò Bonettini

Immagini: Facebook, Pagina Ufficiale

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