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Questione di Tempo – di Richard Curtis (2013)

by • 15 Novembre 2013 • ConcretaMovieComments (0)2177

 

 

 

Viaggiamo tutti insieme nel tempo, ogni giorno della nostra vita. Possiamo solo fare del nostro meglio, per gustare questo straordinario viaggio.

 

questione-di-tempo-posterTim Bevan ed Eric Fellner devono la fondazione della loro casa di produzione, la Working Title, e la loro permanenza nel panorama cinematografico inglese in qualità di produttori ad un film ed in particolare al suo sceneggiatore. Quella pellicola si chiama Quattro matrimoni ed un funerale (1994), scritta da Richard Curtis.

Grazie al sopraccitato film di Mike Newell, da una parte Curtis conobbe fama e prestigio (riconosciuto da una meritata candidatura all’Oscar), dall’altra Bevan e Fellner trovarono un vulcano pronto ad eruttare magma e lapilli ricolmi di storie ed idee destinate ad un accessibile successo commerciale.

Così cinque anni dopo, il multiforme Richard si mise in proprio, scrivendo un gioiello nel suo genere, Notting Hill. Divenne il film ad aver incassato maggiormente in Inghilterra quell’anno.

Da lì in poi, il vulcano non accenna ad andare in letargo: sceneggiatore del primo capitolo cinematografico di Bridget Jones nel 2001, nel 2004 nelle vesti di regista per la prima volta con Love Actually. Curtis s’adegua indelebilmente in questi anni alla sua specialità, a ciò in cui è maestro indiscusso, non solo in Gran Bretagna, ma in tutta Europa, se non nel mondo: la commedia sentimentale.

Dopo la parentesi dettata dalla sgangherata saga di speaker radiofonici in mare aperto, ovvero I Love Radio Rock (2009), ecco tornare a scorrere nelle vene di questo conclamato autore il viaggio sentimentale.

Non è un riferimento all’ironico romanzo di Sterne, ma Questione di Tempo.

La notte seguente un’insoddisfacente notte di Capodanno, il ventunenne Tim scopre dall’eccentrico padre che gli uomini della propria famiglia sono in grado di viaggiare a ritroso nel tempo. Cambiando ciò che succede e successo nella propria vita, il giovane rende migliore la propria vita fidanzandosi con Mary, la donna dei suoi sogni. Ma Tim scoprirà che modificare il proprio passato avrà effetti dirompenti sul proprio presente (trailer).

E’ solo questione di tempo, dicono i politici riferendosi ad imminenti misure di sicurezza atte a mantenere la stabilità politica di un Paese o di un governo. E’ solo questione di tempo, dice Curtis: per comprendere sé stessi, per comprendere appieno il senso della propria vita, dopo essersi innumerevolmente interrogati senza ottenere alcuna risposta.

Non è una comune commedia romantica condita da un relativo lieto fine. Si ride, ci si commuove, si riflette, come in una qualsiasi sciocca e stereotipata pellicola d’amore. Ma Curtis ha l’intuizione di porre l’accento sul concetto di tempo. About Time si presenta agli occhi ed orecchie dello spettatore medio così: non essendo altro che un candido monito che richiama alla memoria il tanto abusato Carpe Diem, tratto dalle Odi di Orazio. Tuttavia non privo di illogicità, incongruenze narrative, che rovinano la seconda metà della terza pellicola del regista britannico, caratterizzata da una prima parte tutta dialoghi sofisticati, arguti, divertenti, commento di una meravigliosa ambientazione scenica.

Finalmente Domenica! era il titolo dell’ultimo film del francese François Truffaut. Finalmente Rachel!

Rachel McAdams ha finalmente compreso la sua funzione sociale, trovando l’antidoto per curare la sua perenne inespressività recitativa: le commedie sentimentali. Così dopo averla vista protagonista in pellicole quali Le pagine della nostra vita, accanto al partner di lunga data Ryan Gosling, Un amore all’improvviso (curiosamente, la traduzione del titolo originale corrisponde a La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo) e La memoria del cuore, si può senz’altro dire che, in questo genere cinematografico, è un’attrice perfetta e giustapposta, come il piano orizzontale da cui si dipartono i bracci di una galassia a spirale.

Oltre a segnalare un sempre magnifico Bill Nighy, nel ruolo di colui a cui spetta il compito di tramandare ed insegnare il potere al giovane Tim, un’altra nota lieta è di diritto degna di considerazione: l’incessante presenza del figlio dell’attore irlandese Brendan Gleeson (noto soprattutto per aver prestato corpo e costumi al personaggio di J.K. Rowling, il professore Malocchio Moody), Domhnall, il quale ha condiviso la scena insieme al padre sia nel cortometraggio Premio Oscar Six Shooter sia negli ultimi due film dedicati alla saga del mago Harry Potter.

Se Richard Curtis, grazie a due sue sceneggiature, è già stato capace di trasformare in divo Grant, al futuro l’onere di plasmare o meno questo giovane dai capelli rosso scarlatto in un novello Hugh.

Diretto da un uomo profondamente ottimista e fantasticamente pervaso da brama di vivere, About Time è un film sincero come pochi, pur contando su parecchi difetti, sentimentale al punto giusto. E’ il traguardo del personale viaggio sentimentale intrapreso dall’inglese Curtis.

 

Luigi Ligato

 

 

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