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RITRATTISTICA E BESTIALITA’, IL CONFINE SOTTILE TRA TEORIA E PRATICA

by • 25 Settembre 2014 • CharleyComments (0)2453

 

1Lo scorso mercoledì 17 Settembre, leggendo un gustosissimo articolo di Alfonso Berardinelli apparso sulle colonne del quotidiano Il Foglio, ho avuto come un deja vu, pensando al recente Festival della Filosofia 2014, al mondo intellettuale che viene ospitato e, nello specifico, alla mostra di Tullio Pericoli che sta andando in scena a Paggeriarte.

Berardinelli prende in giro un brano apparso precedentemente sul doAl Pacino e Eminemmenicale del Sole 24 Ore firmato da Remo Bodei, in cui il filosofo (prezzemolino del Festival, quest’anno ospite in Piazza Grande a Modena) vorrebbe spiegarci “come esorcizzare le nostre incertezze”; tentativo bislacco pare, difatti il giornalista del Foglio umorizza descrivendo un certo modo di pensar (male) e di argomentare (peggio). Per chi vo3lesse leggere il divertente articolo, lo potrà fare qui. Scrive Berardinelli:

«Bodei comincia con un elenco delle ragioni per cui oggi il futuro è più incerto di prima, cose che tutti sappiamo: terrorismo, guerre, clima, crisi economica… Poi sfodera la parabola dell’uomo che decide di andare dal tabaccaio, ma quando esce gli cade una tegola in testa. La vita è pericolosa. Per dire questo basterebbero le poche parole che ho usato. Invece, filosoficamentbruce lee e nicholas cagee parlando, il filosofo ne impiega venti o cinquanta volte di più e conclude che il caso della tegola è effettivamente casuale. Noi cerchiamo di prevedere, ma “la nostra vita è inesorabilmente esposta alla fortuna” e c’è poco da esorcizzare».

Il concludere una a5rgomentazione, come quella di Bodei, tra banalità e confusione, non aiuta certamente la comprensione del problema (semmai ci fosse). Troppo spesso il lettore, quando la filosofia si incaglia, si auto accusa credendo di non aver pienamente compreso il testo, mentre in realtà è l’autore l’unico colpevole nel voler fare la quadratura del cerchio delle ovvietà, e non sempre ci sono i Berardinelli che vengono in soccorso mostrando la comicità involontaria di certe tesi.

Un caso recentissimo di sregolatezza linguistica e non sense semantico è stchristopher walken e tom cruiseata l’informativa dedicata alla mostra di Tullio Pericoli: la mostra dal titolo Volti in Volti inaugurata in Paggeriarte in Piazzale della Rosa proprio nella prima delle tre giornate del Festival (venerdì 12 Settembre) proseguirà fino al 26 ottobre. Leggiamo, nella presentazione a7lla mostra, cosa sia per Pericoli il ritratto:

« Del ritratto Tullio Pericoli dice che “è un racconto che racconta un altro racconto e racconta la storia che noi, giorno dopo giorno, scriviamo sulla nostra faccia”. Costruiti ad un tempo dalla mano e dal pensiero, i racconti che ci vengono restituiti nei 25 ritratti cercano di ritrovare in essi le impronte dDwayne Johnson e Jim Carreyella loro opera. Come in una pittura di paesaggio, lo sguardo di Pericoli va alla ricerca dei singoli tratti di superficie e al tempo stesso della forma individuale specialissima di ognuno, quella che emerge d’un colpo nell’intuizione dell’arte.»

Sgrano gli occhi, pre10ndo atto e visito la mostra. 25 ritratti di scrittori, intellettuali, filosofi, molti ad olio (su tela o cartone), qualche carboncino, un acquarello grazioso… buona tecnica, poca anima. A rileggere la presentazione viene un pò da sorridere, perché tutto questo “racconto che racconta un altro racconto” è difficile da scrutare oltre la buona tecnica di Pericoli, e faccio fatica a comprendere come lo sguardo di Pericoli sia andato alla ricerca “dei singoli tratti di superficie e al tempo stesso della forma ijustin bieber e justin timberlakendividuale di ognuno…”.

È probabile che io manchi di sensibilità, ma non mi è stato difficile ripensare a quella stentorea definizione di cosa sia, per Pericoli, il ritratto, quando sono incappato online in un’altra rassegna di ritratti, questa volta di attori, cantanti, person11aggi famosi, dono dei rispettivi fan. La potete trovare qui.

Sono ritratti tra il comico e il mostruoso, una serie di freaks non solo disegnati male (senza prospettiva, senza una idea coerente della luce in grado di dare la giusta profondità, senza capo né coda), ma anche pensati male (Justin Timberlake in crisi di gender è da lacrime agli occhi).

A pensarci bene, questi fan che adorano a tal punto i propri idoli da renderli il f12eticcio delle ore dedite alla ritrattistica hanno senz’altro anche loro un racconto da raccontare, probabilmente un horror. E se il ritratto è costruito anche per loro “ad un tempo dalla mano e dal pensiero” forse la prima ha il morbo di Parkinson e il secondo l’Alzheimer.

Si fa per scherzare, ovviamente. Al netto di tutte le parole sprecate da Pericoli in una sorta di autoincensamento teorico, la sola distanza che rimane tra un buon ritratto e un pessimo ritratto è la tecnica, e non certo il contenuto teorico pregresso, perdipiù espresso in filosofese. Più si affina la tecnica più questa diventa personale, e meno risulterà tecnica agli occhi di profani e non: questo basta.

 

Tullio Pericoli
Volti di Volti
Paggeriarte, Piazza della Rosa, Sassuolo

La mostra prosegue fino al 26 ottobre 2014 nei seguenti orari: sabato e domenica ore 10.00 – 13.00 e 16.00 – 20.00.

 

Pieralvise Garetti

 

 

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