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Sasso Carta Forbice – José Robledo e Marcial Toledano (Bao Publishing)

by • 9 Novembre 2015 • ConcretaBook, evidenza, newsComments (1)1209

 

sasso carta forbice 1Tutto comincia con una piccola menzogna, quasi insignificante. Non importa che sia una mezza verità a fin di bene, una panzana raccontata in allegria o una bugia detta con malizia. Tutto inizia comunque con una menzogna. A quella prima falsità ne seguiranno poi altre, nate dall’abitudine o dalla necessità di proteggere la propria storia, e senza rendersene conto ci si troverà intrappolati in un vortice senza fine nel quale la verità sembra a portata di mano, ma in realtà è irraggiungibile.

È grossomodo quanto accade a Pierre, TJ e Anne, i tre protagonisti di Sasso Carta Forbice, del duo spagnolo José Robledo e Marcial Toledano, pubblicato in Italia un paio d’anni fa da Bao Publishing. Pierre e TJ sono amici dai tempi dell’università, entrambi studiavano matematica anche se tutti sapevano del superiore talento del primo. Poi le loro strade si sono allontanate e, pur restando incredibilmente legati, i due hanno iniziato a perdersi di vista. Forse per non tradire il peso delle reciproche aspettative, o forse per un perverso gioco d’orgoglio, ogni volta che i due si rivedono per aggiornarsi sulle loro vite la verità non esce mai dalle loro bocche.

Pierre dice di aver vinto una borsa di studio mentre in realtà è un pugile sulla soglia del sasso carta forbice 2professionismo mentre TJ millanta un lavoro in banca che non è che una copertura per la sua vera occupazione: il poker. E poi c’è Anne, la nuova ragazza di TJ, che dice d’essere una maestra per l’infanzia quando invece è una killer professionista.

Fin dalle prime pagine il lettore viene immerso in questo mondo fatto di menzogne nate dall’orgoglio o dalla vergogna di non essere all’altezza o, peggio, dalla paura che gli altri non possano accettarci per quello che siamo. E subito una domanda sorge spontanea: è vera un’amicizia fondata su tutto tranne che sulla verità? Come possono due persone dire di conoscersi, definirsi amiche o persino amanti, se una parte così grande della loro vita è celata alla reciproca vista?

Probabilmente a questa domanda ognuno può trovare la propria risposta. Per quanto mi riguarda i tre protagonisti di questo bel fumetto erano riusciti, fino a quando tutto non è crollato loro addosso, a trovare un loro equilibrio, a volersi davvero bene e, in un certo senso, a conoscersi. Ma il problema è proprio lì: fino a quando tutto non è crollato loro sasso carta forbice 3addosso.

Non è vero che le bugie hanno le gambe corte, quella è una storiella che si racconta ai bambini per spaventarli: chiunque abbia mai detto una falsità, per qualsivoglia motivo, sa quanto a lungo si può tenere in piedi una storia inventata. Non è che sempre si venga scoperti, non subito almeno. Ma è faticoso, gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo e basta un secondo perché il castello di storielle che raccontiamo a noi e agli altri vada in frantumi. E quando questo significa “non sono una maestra, ma un’assassina a pagamento, però ti amo davvero”, può essere che chi ti sta intorno non la prenda troppo bene (anche se pure lui, in fin dei conti, non è del tutto onesto).

Narrativamente parlando Sasso Carta Forbice funziona molto bene, partendo da una struttura di base ben oliata fino a un paio di soluzioni (anche visive) davvero azzeccate. Il fatto che i tre protagonisti svolgano in realtà lavori in qualche modo collegati alla malavita per quanto sia un espediente abbastanza blando (perché parliamoci chiaro: quante probabilità c’erano?) rende l’intreccio più fluido e credibile incrociando le loro avventure in maniera sensata.

Inoltre una regia attenta, che dosa per bene l’attenzione ad ognuno dei protagonisti stando ben attenta a non perdere mai il ritmo, sasso carta forbice 4amplifica la sensazione di star vedendo una storia unica e non tre vicende che si sfiorano ogni tanto “perché sì”. Il parallelismo con il gioco della morra cinese, infine, è un tocco di classe di character design telefonato ma efficace, per quanto non sempre preciso, e dona personalità a ognuno dei tre capitoli dandogli un suo tono e una sua voce narrante.

Verso la fine poi c’è pure uno slancio metanarrativo non necessario ma di certo molto piacevole, con Anne che afferma che per raccontare una buona bugia bisogna prima di tutto convincere sé stessi: sia mai che il tuo interlocutore ti legga nel pensiero [tramite apposite didascalie?]. E quindi anche il lettore viene ingannato, deliberatamente messo fuori strada da una menzogna così gratuita che, alla scoperta della verità, si resta basiti.

Sul piano visivo, invece, i disegni di Toledano spiccano per personalità e per una certa grinta espressiva. L’artista sfoggia un tratto molto preciso unito ad una caratterizzazione dei personaggi che a momenti ricorda il miglior Frank Quitely per poi virare verso un’estetica più cartoonesca, soprattutto nella rappresentazione di una Anne esilissima e dagli occhi sasso carta forbice 5enormi. Il tutto ricoperto da una colorazione digitale che ha dell’incredibile e dona un tono patinato dalle tinte tenui alla vicenda, di certo la cosa che per prima mi ha colpito di questo volume.

Non mancano poi giochetti grafici sfiziosi come i numeri e le statistiche che Pierre, da bravo matematico, associa ai suoi avversari; oppure le carte che coprono gli occhi dei giocatori di poker rivelando al lettore quanto ognuno sia abile a nascondere la propria mano.

Sasso Carta Forbice è un volume davvero piacevole, confezionato con gusto estetico e precisione narrativa. Racconta una storia che sarebbe potuta essere di una banalità sconcertante, in stile action movie di serie b, ma la racconta bene, in modo godibile ed efficace, e questo le dona qualcosa in più. Una lettura ottima se si vuole fare una pausa da drammoni che intendono rivelare il senso della vita senza però staccare il cervello né rinunciare ad un fumetto ben fatto.

 

 

Matteo Gaspari

 

 

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