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SASSUOLO IN FESTA AL MAPEI STADIUM: E’ SUO IL TROFEO TIM 2013

by • 24 Luglio 2013 • ConcretaCalcio, NeroVerdeComments (0)1773

 

 

 

Impressionante prova di personalità del Sassuolo contro due grandi d’Italia: perde ai rigori contro la Juventus e poi vince 2-1, in rimonta, contro il Milan, aggiudicandosi la tredicesima edizione del Trofeo Tim all’esordio. Bianconeri fortemente condizionati dalla preparazione, il Milan aspetta Balotelli (e forse Honda). Spiacevole episodio durante Sassuolo-Milan: Kevin Constant abbandona il terreno di gioco dopo aver ricevuto insulti dagli spalti

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Lo chiamano “calcio d’agosto” (anche se agosto ancora non è, ma manca poco) perché consente alle squadre di lavorare con calma su schemi, forma fisica e mentalità in relativa tranquillità, lasciando aperte alle società e soprattutto ai tifosi le porte dei sogni. Le amichevoli disputate in questo periodo, seppur amichevoli di lusso come accade da dieci anni a questa parte con il Trofeo Tim, servono più agli allenatori per valutare il lavoro svolto fino a quel punto in ritiro e per riflettere ulteriormente, se mai ce ne fosse bisogno, sui giocatori su cui puntare e su quelli invece da lasciar partire, piuttosto che per trarre conclusioni vere e proprie sull’effettivo livello qualitativo delle rose. Soprattutto se queste, come accaduto quest’anno a Juventus e Milan, si presentano all’appuntamento a ranghi ridottissimi, prive dei nazionali impegnati in giugno in Confederations Cup o nel Mondiale Sub 20 (vedi Pogba). Per questi motivi dare giudizi troppo tranchant sarebbe esercizio facile e al tempo stesso sbagliato, perché non potrebbero che essere superficiali e privi delle adeguate controprove. Tenendo a mente questi presupposti proviamo quindi brevemente ad analizzare le tre squadre impegnate ieri sera al Mapei Stadium. Partiamo dal Milan. Nella prima partita, giocata contro la Juve, Allegri si concede una deroga dal modulo “presidenziale”, quel 4-3-1-2 tanto caro a Berlusconi, schierando Boateng falso 9 con ai lati Robinho e Niang: soluzione che rivedremo spesso in campionato e che può senza dubbio esaltare le qualità da incursore del ganese, ma anche quelle di El Shaarawy (libero così di partire largo a sinistra) e Balotelli. Il rientro di De Jong al centro del campo assicura poi quella quantità che è mancata per larghi tratti della scorsa stagione, e quella semplice geometria da affiancare alle parabole da architetto di Montolivo. Sono loro i migliori nella prima sfida, con Boateng bravo anche a procurarsi il rigore poi parato da Storari a Robinho. Ecco, Robinho appunto: lo si attendeva con molte aspettative dopo il tira e molla di qualche settimana fa (finito?) con il Santos e infine il rinnovo col Milan, con le prime convincenti amichevoli estive e i propositi da uomo-scudetto. Ha invece steccato l’appuntamento, con l’aggravante del rigore fallito nei 45’ (si rifarà nella serie finale dopo lo 0-0): sinonimo di un Milan che ci si aspettava più pimpante in vista dei preliminari di Champions tra un mese, non fosse altro che i carichi di lavoro non possono di conseguenza essere gli stessi delle altre, ma più leggeri. La vittoria ai rigori (errori di Lichtsteiner e Padoin per la Juve, per il Milan cucchiaio alto di Nocerino) consegna ai rossoneri la prima grande sfida della stagione, ma lascia più di un dubbio, consolidato dal secondo pareggio contro il Sassuolo (in gol il giovane interessante Petagna): la sensazione è che non basterà un Honda tecnico sì, ma di poca fantasia, per fare progressi nel gioco e nei risultati, ma che sarà ancora Mario Balotelli il salvatore della patria e il vero trascinatore di questo Milan, in attesa del definitivo ritorno del Faraone. La Juve fa il suo esordio al Mapei Stadium con l’ormai consolidato 3-5-2, con qualche novità per l’assenza dei nazionali: Lichtsteiner nella linea a tre con Ogbonna centrale e Peluso sul centro-sinistra, Vidal ad agire da vice Pirlo e Asamoah interno sinistro. Davanti, ovviamente, la nuova coppia d’assi dei bianconeri, quei Tevez e Llorente tanto acclamanti sui monti di Chatillon. La banda Conte mostra nel complesso l’ottima impostazione di gioco vista negli ultimi due anni, con in più quella coppia di top player in attacco che può davvero far fare quel salto di qualità richiesto soprattutto in Europa. Le gambe sono ancora pesanti, pesantissime (e si vede soprattutto nella seconda sfida contro il Sassuolo), ma l’ossatura c’è e la fame non è passata, basti vedere la grinta dimostrata da Vucinic e Matri. Se qualcosa si può intuire, in ottica mercato, da questa trasferta reggiana dei bianconeri, è che Quagliarella (solo una ventina di minuti così così contro il Sassuolo) resta l’indiziato numero uno per sfoltire l’attacco dei Campioni d’Italia, e che la ricerca di un esterno di sinistra resta ora prioritaria, malgrado le due buone partite di De Ceglie. Non sfigurano i nuovi Ogbonna, anche se è evidente che deve ancora adattarsi a pieno in una difesa a tre, Tevez, abilissimo nel ruolo di regista offensivo a tutto campo, e Vidal, sempre più trascinatore. Concludiamo coi padroni di casa del Sassuolo, vincitori e vera nota dolce del triangolare. La neopromossa disputa un’ottima prima partita contro la Juventus, in campo tutti i titolari a parte Acerbi (cui va tutta la nostra solidarietà e gli auguri per una pronta guarigione), e conferma l’ottimo lavoro svolto la scorsa stagione da Di Francesco: un 4-3-3 molto propositivo, tutto triangolazioni veloci e tagli in profondità. Spiccano i nuovi acquisti Zaza (letteralmente indemoniato contro la proprietaria dell’altra metà del suo cartellino) e Kurtic, oltre ad Antei (grande personalità al cospetto di Matri, Vucinic e Quagliarella) e Masucci, addirittura in gol con una splendida doppietta nel match contro il Milan. La base su cui lavorare si è dimostrata solida, i giovani innesti molto interessanti e di talento, e se alla forza di Terranova si aggiungessero l’esperienza e il senso della posizione di Acerbi la solidità difensiva accrescerebbe le possibilità di salvezza. Impressiona una volta di più Berardi, a tratti incontenibile (Conte e Marotta ne avranno sicuramente aggiornato il fascicolo), mentre resta da rivedere Alexe, sicuramente veloce e dotato di buon dribbling, ma poco freddo e concentrato sotto porta. La permanenza in Serie A resta senz’altro tutta da conquistare, Juve e Milan (così come le altre) in campionato saranno sicuramente più combattive di ieri sera e si presenteranno con le rose al completo, ma se all’organico attuale si riuscisse ad aggiungere un centrocampista di sostanza e due esterni bassi di corsa allora la stagione potrebbe riservare piacevoli sorprese per gli emiliani, perché in fondo sognare non basta, è solo calcio d’agosto.

Juventus – Milan 0-0 (6-7 d.c.r.)

Juventus (3-5-2): Storari; Lichtsteiner, Ogbonna, Peluso; Isla, Padoin, Vidal, Asamoah, De Ceglie; Tevez, Llorente (Vucinic).

Milan (4-3-1-2): Abbiati; Antonini (Zaccardo), Bonera, Mexes, Constant; Traoré, De Jong, Nocerino; Boateng; Niang, Robinho.

Sequenza rigori: Robinho gol; Vidal gol; De Jong gol; Lichtsteiner parato; Mexes gol; Tevez gol; Niang gol; Asamoah gol; Nocerino fuori; Vucinic gol; Bonera gol; Peluso gol; Traoré gol; De Ceglie gol; Zaccardo gol; Padoin parato.

Top: Tevez, Boateng. Flop: Lichtsteiner, Robinho.

Juventus – Sassuolo 0-0 (4-3 d.c.r.)

Juventus (3-5-2): Storari (Rubinho); Lichtsteiner (Penna), Ogbonna, Peluso (Buchel); Isla (Vidal), Padoin (Motta), Rossi, Asamoah, De Ceglie (Garcia); Vucinic (Quagliarella), Matri.

Sassuolo (4-3-3): Pomini; Gazzola, Antei, Terranova, Longhi; Kurtic, Magnanelli, Missiroli; Berardi, Zaza, Alexe.

Sequenza rigori: Quagliarella parato; Zaza gol; Buchel gol; Kurtic gol; Garcia gol; Alexe parato; Matri fuori; Missiroli gol; Vidal gol; Terranova parato; Motta gol; Berardi parato.

Top: Rubinho, Zaza. Flop: Quagliarella, Alexe.

Sassuolo – Milan 2-1 (Petagna, Masucci, Masucci)

Sassuolo (4-3-3): Pomini; Marzorati, Bianco (Gliozzi), Rossini, Longhi (Laverone); Kurtic (Gomes), Magnanelli (Bianchi), Missiroli (Laribi); Falcinelli (Alhassan), Pavoletti, Masucci.

Milan (4-3-3): Gabriel; Zaccardo, Bonera, Mexes (Strasser), Constant (Piccinocchi); Poli, Cristante, Nocerino (Traoré); Emanuelson; Petagna (Oduamadi), Robinho (Niang, Boateng Kingsley).

Top: Masucci, Cristante. Flop: Pavoletti, Emanuelson.

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.Matteo Martinelli

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