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Bucchi Sassuolo

Sassuolo, col Verona serve continuità. Bucchi: “Imparare dagli errori”

by • 24 novembre 2017 • ConcretaCalcio, NeroVerde, U.S. SassuoloComments (0)59

NON C’E’ due senza tre? In casa Sassuolo sperano di no e, anzi, si augurano la terza sia la volta buona. Spieghiamo meglio: in questa stagione per i neroverdi la vittoria è sempre stata seguita da una sconfitta. E’ accaduto il 24 settembre: dopo il successo di Cagliari, ecco il k.o. interno col Bologna. Ed è riaccaduto trentuno giorni dopo, il 25 ottobre: dopo aver fatto bottino pieno a Ferrara, ecco un’altra battuta d’arresto casalinga, contro l’Udinese. Ci risiamo: domani, dopo la vittoria di Benevento, il Sassuolo ospita il Verona. Per gli amanti di numeri e statistiche, diciamo che la distanza temporale è la stessa: il match coi veneti dista esattamente trentuno giorni da quello con l’Udinese. Ed è lo stesso anche il campo, visto che si gioca tra le mura amiche del ‘Mapei Stadium’. I superstiziosi sono autorizzati a toccare ciò che vogliono, ma noi lasciamo perdere questi dati per concentrarci sulle parole di Cristian Bucchi, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara.

NON RICASCARCI – “Questa – spiega il tecnico neroverde – è una situazione molto simile a quella che abbiamo vissuto un mese fa dopo la vittoria con la Spal. Ci siamo già passati e quindi sappiamo tutto quello che non dobbiamo fare. La gara seguente, contro l’Udinese, abbiamo dato il peggio di noi. Invece domani non possiamo assolutamente sbagliare atteggiamento, approccio e prestazione. Sono sicuro che i ragazzi abbiano ben in mente tutte le emozioni negative che abbiamo vissuto sia nel match contro i friulani che in quello contro il Bologna, dopo il successo di Cagliari. Tutto questo non deve assolutamente ripetersi”.

GRUPPO SOLIDO – Marcello Gazzola qualche giorno fa, in conferenza, aveva sottolineato l’unione del gruppo, un concetto su cui spende due parole anche Bucchi: “Credo che la forza del gruppo si sia vista nell’abbraccio finale a Benevento. Quando parlo di ‘gruppo’ intendo proprio tutti: in quel mischione ho visto magazzinieri, massaggiatori e anche membri della società. E’ segno che questo gruppo ha veramente tanta voglia di esultare, ma anche di saper soffrire e di condividere insieme un percorso: penso che questo sia l’aspetto più bello. E’ questa la cosa che domenica mi ha reso più orgoglioso”. A proposito della scorsa gara, Bucchi spiega: “Di positivo ci ha lasciato i tre punti e il modo in cui è arrivata la vittoria: voluta e cercata fino all’ultimo secondo. Tra le cose buone anche i primi venti minuti della ripresa, forse i migliori della stagione. Però dovevamo approfittarne e chiuderla, invece abbiamo rimesso in gioco il Benevento: eravamo padroni del campo e non si dovevano commettere errori di superficialità. C’è da migliorare sia in zona gol che nella gestione della palla”.

OCCHIO AL VERONA – Domani, come detto, arriva il Verona. Fischio d’inizio alle 18. I gialloblù sono penultimi e reduci da cinque k.o. di fila. “Ma non penso – prosegue il tecnico – che sia una squadra in grande difficoltà. Forse dal punto dei vista dei risultati sì, ma non per le prestazioni. Lunedì sera ho visto un Verona vivo, che ha messo in difficoltà il Bologna. Affrontiamo un avversario che ha qualità e grande velocità, con tanti attaccanti forti. Noi dovremo essere bravi nella gestione della palla, cercando di limitare le loro fonti di gioco e trovando il momento giusto per prendere campo e imporre le nostre idee. Cose che finora abbiamo fatto a volte bene e altre volte meno bene: dobbiamo crescere”.

PROVARE A VINCERE – In certe partite è più importante vincere oppure non perdere? “Quella di domani – spiega Bucchi – è una gara delicatissima, uno spareggio-salvezza. Noi entreremo in campo per vincere. Significherebbe aggiungere altri tre punti alla nostra classifica, battere una diretta concorrente e ottenere la seconda vittoria consecutiva: è importante trovare continuità. Quindi questo è il nostro obiettivo. Poi è chiaro che in alcune partite si possono incontrare momenti di difficoltà e, quindi, il ‘non perdere’ potrebbe essere importante: ci sono pareggi che non sono da buttare. Ma quello di domani è un match da vincere. Tabù casalingo come zavorra mentale? No, uno stimolo!”.

 

Riccardo Corradini

 

Foto: concretamentesassuolo.it

 

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