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Saw: Legacy (Michael e Peter Spierig, 2017)

by • 17 novembre 2017 • ConcretaMovieComments (0)44

Cinque persone si svegliano in un vecchio granaio, incatenati e con dei secchi di metallo sulla testa; dall’altro capo della catena ci sono diverse seghe circolari. In città, i detective Halloran (C. K. Rennie) e Hunt (Clé Bennett) inseguono un sospettato fino al tetto di un palazzo. Ormai senza via di scampo e appena prima di essere abbattuto, il criminale aziona un telecomando: nel granaio, le seghe circolari si azionano e le catene si tendono, avvicinando i prigionieri. Da un altoparlante, una voce comunica loro che “il gioco è iniziato”.

Il famigerato serial-killer John Kramer alias Jigsaw (Tobin Bell) è morto ormai da dieci anni, ma il cadavere che arriva sul tavolo autoptico del dottor Nelson (Matt Passmore) e della dottoressa Bonneville (H. E. Anderson) sembra essere opera di un emulatore o, peggio, dello stesso Kramer.

Inizia così una corsa contro il tempo per trovare il killer e tentare di salvare i cinque prigionieri dal loro tremendo destino [trailer].

Dopo aver diretto l’ottimo Predestination, i fratelli Spierig sono chiamati alla non facile impresa di realizzare l’ottavo (!) capitolo di una delle saghe horror più longeve e popolari, il cui primo capitolo – uscito nel 2004 per la regia di James Wan –  ha segnato un vero e proprio punto di svolta per il genere. Tuttavia, non tutti i sequel si sono rivelati all’altezza dell’originale, soprattutto per aver sacrificato il lato thriller a favore di quello splatter, con risultati spesso deludenti. Azzeccatissima dunque la scelta dei registi australiani di ritornare, con Legacy, alle origini di Saw: dal punto di vista della sceneggiatura, fornendo nuovi particolari sulla vicenda di John Kramer e sulle motivazioni del suo estremo e perverso senso di giustizia; ma soprattutto per quanto riguarda lo stile, con il thriller di nuovo a farla da padrone e il giusto equilibrio tra omaggi al film di Wan e idee originali.

Con Saw: Legacy i gemelli Spierig si confermano due tra i migliori registi di genere attualmente in attività, avendo dimostrato che è possibile realizzare sequel di qualità anche nel cinema horror, persino dopo 13 anni e 7 film.

 

Voto: 7,5

 

 

Mario Maldini

 

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