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StraGentile azzera la Betaland. Virtus: primi 2 punti di nuovo in A.

by • 8 ottobre 2017 • TimeOut, Virtus BolognaComments (0)971

Serie A PosteMobile – 2^ giornata

Virtus Segafredo Bologna – Betaland Capo d’Orlando 88-52

 

I tabellini

Bologna: Gentile A. 17, Umeh 12, Pajola 5, Ndoja 6, Rosselli (K) 6, Lafayette 3, Aradori 19, Gentile S. ne, Berti ne, Lawson 13, Slaughter 8. All. Ramagli, 1° Ass. Cavicchi, 2° Ass. Fedrigo

CDO: Alibegovic 9, Ihring 5, Atsur 12, Inglis 9, Kulboka 3, Laganà ne, Delas, Edwards 5, Zanatta ne, Wojciechowski 7, Carlo Stella ne, Ikovlev 2. All. Di Carlo, 1° Ass. Brienza, 2° Ass. Sussi

tile

Parziali: 27-15, 48-30, 66-34

Arbitri: Mazzoni M. (GR) – Sardella G. (RN) – Borgioni D. (RM)

Osservatore: Giansanti M. (RM)

Segnapunti: Gerosa S. (FC)

Cronometrista: Pantani R. (FC)

24 secondi: Toschi A. (RA)

Spettatori: 5000 ca.

Note:

 

08.10.2017, PalaDozza, Bologna (BO) – Mostra i muscoli la Virtus, e lo fa come meglio non poteva; con Gentile e Aradori a guidare la squadra, mantenendo la barra dritta anche col passare dei minuti. Va detto che Capo d’Orlando non è mai stata in partita, e a nulla sono valsi gli sforzi di un eroico Di Carlo (in piedi per 40′, senza mai lasciare soli i propri ragazzi), ma la parte bianconera di Bologna aveva bene in mente gli ultimi 12 minuti horror del PalaTrento, per cui si è preferito non rischiare, macinando gioco e azzerando ogni velleità dei siciliani. La Betaland è partita male, vero, ma c’è stato anche un momento in cui Atsur (tra i più positivi e concreti) ha risvegliato i fantasmi di Trento per i 5000 abbonati virtussini. E invece no, non c’è stata nessuna remuntada, anche perchè Capo d’Orlando tira piuttosto male (37% dal campo), ma la vera chiave della partita sta nel gap di energia fra le due formazioni: solo 5 (!) tiri liberi in 40′ per gli ospiti, mentre i bianconeri ne tirano quasi 5 volte di più, seppur male (65%). La Virtus domina a rimbalzo, e soprattutto lo fa con un inaspettato Pajola: 5 punti in 17 minuti, ma soprattutto con 3 rimbalzi in attacco di voglia ed energia, che lanciano la Virtus e tutto il suo pubblico in una serena domenica ottobrina, in vista della trasferta di sabato prossimo a casa VL Pesaro.

La cronaca

Subito Gentile per il gol dell’1-0, poi Wojciechowski spreca da vicinissimo; ancora Alessandro Gentile in lunetta (2/2 e 3-0 Virtus), con la partita che stenta a decollare e si fa subito molto frammentata dai fischi (4 in poco più di 60”). Atsur spreca, Aradori inchioda il pallone fra canestro e ferro, riconsegnando palla ad una Betaland molto imprecisa in area, ancora a secco dopo 120 secondi. Ndoja lotta a rimbalzo, mentre Gentile prende il volo per il 7-0 Virtus, con 7 punti di un agguerritissimo numero 0 e il conseguente timeout orlandino. A 7’11” arriva il primo punto ospite con Edwards, ma è pronta la risposta di Lawson per il 10-1 Virtus; Gentile conduce il contropiede ma è impreciso nell’apertura al compagno, mentre Di Carlo prova la carta 2-3 per cercare di inchiodare l’attacco virtussino: niente da fare, e il solito Gentile va in doppia cifra, seguito da Lawson per un perentorio 16-3 a  4’50”; Wojciechowski ne segna 2, ma Capo d’Orlando stenta contro l’aggressività bianconera su entrambi i lati del campo. Aradori fa 2/2 in lunetta (18-5), mentre Atsur prova a tenere gli ospiti in partita con i canestri del 18-9. Lawson fa 3/3 dalla distanza (9 punti per lui) e la Virtus scollina quota 21 con ancora 3’ da giocare, dando l’impressione di essere più completa nelle rotazioni e avere più energie da mettere in campo. Ramagli ruota dieci uomini in 8 minuti, dando spazio al giovane Pajola in regia, ma soprattutto alle calcagna di Atsur, il giocatore più concreto degli ospiti nel primo quarto. Inglis fa 25-15 con due tiri costruiti da fermo, e Capo d’Orlando prova a stare in scia agli avversari giocando con pazienza in attacco; Rosselli spreca dal fondo, ma Lawson stoppa Inglis in volo, e gli ospiti non segnano dalla distanza con Wojciechowski, mentre ad insaccare è un ottimo Umeh, che fa da buona spalla a Pajola e manda la Virtus al primo riposo corto sul +12.

Subito Lawson allo scadere, ma il tiro del #25 entra ed esce; Ramagli schiera un quintetto simbolico, con 5 giocatori artefici della promozione nella massima serie: oltre a Lawson, il mascherato Ndoja, Rosselli, Pajola e Umeh. Atsur segna da tre in transizione (27-18), canestro a cui risponde immediatamente Rosselli; entrambi gli allenatori lavorano con le panchine, ma è l’Orlandina a rifarsi sotto con il 29-21 di Wojciechowski. La Virtus domina sotto canestro con Lawson e Ndoja, ma sono gli esterni bianconeri a segnare con costanza; la Virtus, però, spreca troppe occasioni con Umeh e Lawson, e il punto numero 12 di Atsur, induce Ramagli al timeout, sul punteggio di 32-24 per i padroni di casa. Brutto segnale virtussino: infrazione di 24” al rientro da un timeout, a cui rimedia l’astuzia di capitan Rosselli, che intercetta e recupera un pallone molto importante per la fiducia dei bolognesi; torna dentro Gentile, e subito si riprende il comando delle operazioni: entrata a testuggine, fallo subìto e canestro segnato (ma non il libero), e nuovo +10 Virtus. Gentile innesca bene Lafayette, ma sono Ndoja e Aradori a siglare il parziale di 4-0 che lancia la Virtus sul nuovo +12, a 3’58” dall’intervallo. Aradori si incolla ad Alibegovic, ma è tutta la Virtus a difendere alla grande, con 5 punti degli azzurri di casa a Bologna che firmano il momentaneo 43-26. Gentile è straripante, e continua a guadagnare falli su falli: 1 su 2 e 44-26, con gli ospiti che sprecano un altro pallone in attacco; non lo spreca Lafayette, che alza per Slaughter il pallone del tondo +20 bianconero. Alibegovic non ci sta, e continua a rispondere con carattere ai canestri di Slaughter a due passi dal ferro; Gentile controlla anche i rimbalzi, e la perfetta circolazione di palla virtussina non trova il canestro di Aradori a premiarla, così come nemmeno L’Orlandina riesce a sbloccarsi da quota 30, rimanendo sul -18 al primo intervallo lungo.

Al ritorno in campo c’è, di nuovo, solo la Virtus: 50-30 con Lafayette, e Capo d’Orlando che fatica a rendersi pericolosa, oltre a subire i mismatch difensivi ben sfruttati da Aradori e Gentile, che costringono Di Carlo al timeout sul 54-30 a 7’57”. Si accende Lafayette, e la Virtus apre bene il campo con tutto il quintetto: ne beneficia Slaughter (2/2 e ottavo punto nella gara), per il +26 Virtus a 16’30” dal termine; ancora Slaughter, ma questa volta sfonda e perde palla, così come Delas, braccato a rimbalzo da tre maglie bianconere. Ndoja penetra e fa +28, ma è tutta la Virtus ad essere incontenibile dagli ospiti: Gentile in isolamente si guadagna l’ennesimo fallo, pur convertendo 0 tiri sui 2 concessi; Pajola e Ndoja lavorano bene a rimbalzo, con la Virtus che vola sul +31, prima del canestro di Ihring a spezzare la trance agonistica bolognese. Alibegovic segna il classico circus shot (61-34), ma Bologna sembra in controllo, con il giovane Pajola a fare +28 dalla lunetta; sempre Pajola a catturare il proprio terzo rimbalzo offensivo, che favorisce il tiro dalla distanza di Aradori (14) e spiana la strada al tap in di Rosselli per il 66-34 virtussino.

Subito Pajola per Rosselli al rientro in campo, e Virtus che vola a quota 68, costringendo gli ospiti all’infrazione di 24” sull’azione successiva; Ramagli sceglie proprio Rosselli per attaccare la zona 2-3 proposta da Di Carlo, che sortisce qualche effetto annullando la verve offensiva di Aradori e Umeh. Ramagli inserisce di nuovo Gentile, lasciando a Pajola la regia dei bianconeri: proprio il #6 ruba e si lancia a campo aperto, segnando il 70-38 a 7’ dalla fine del match. Lawson combina bene con Umeh, e a sua volta proprio il #25 viene pescato da Rosselli per il 74-40 a metà periodo, con a Virtus ampiamente in controllo e un’Orlandina spenta e stanca in questa terribile trasferta domenicale.

 

(foto: Concretamente Sassuolo)

 

 

Lorenzo Gualandi

 

 

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