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Sex Criminals – Matt Fraction, Chip Zdarsky (Bao Publishing 2015)

by • 20 Maggio 2015 • ConcretaBookComments (3)1583

 

 

sex criminals - cover italianaPrima di parlare di Sex Criminals, serie di Matt Fraction e Chip Zdarsky  pubblicata in patria da Image Comics, ritengo sia opportuna una breve parentesi storica.
La Image Comics nasce nei primi anni 90 come “alternativa editoriale”, per così dire, alle due major del fumetto statunitense. Le superstar Todd McFarlane, Rob “the dog” Liefeld e Jim Lee, stanche di un certo modo di gestire le proprietà intellettuali e di intendere la libertà d’espressione degli autori, abbandonano la Marvel il 17 dicembre del ’91 per fondare la loro etichetta. Di lì a poco sarebbe nata la Image nella sua prima forma e si sarebbero poste le basi per una rivoluzione silenziosa (ma nemmeno troppo) che ancora oggi si fa sentire. Nasce il concetto di “creator-owned”, cioè l’idea che i diritti di un’opera ed il controllo sulle storie rimangano all’autore piuttosto che alla casa editrice, con le ovvie conseguenze del caso. È un forte smacco all’usuale modo di concepire l’industria a fumetti, nella quale l’intero potere decisionale ed economico era rimasto fino ad allora saldamente nelle mani delle case editrici.
image - personaggi vecchia scuolaQuesta prima incarnazione della Image, riconoscibilissima nel suo stile ipertrofico, strabordante e deliberatamente esagerato, ha segnato profondamente gli anni 90, quantomeno la prima metà: la nascita di questo editore è certamente uno degli eventi cardine (se non l’evento cardine) del fumetto statunitense di quegli anni. Tuttavia la spinta della novità non è durata a lungo, e non è insolito ripensare a quegli anni di fumetti ipercinetici e steroidei con quella sorta di imbarazzata nostalgia che si prova a rimembrare gli errori di gioventù. E non è un caso se di quella Image oramai rimane ben poca traccia.
image - logoLa Image che interessa a noi, nel contesto di una recensione di Sex Criminals, nasce (o meglio, ri-nasce) nel 2008 con la nomina ad editore capo di Eric Stephenson. È qui che il concetto e la struttura economica del creator-owned diventano una presa di posizione politica e trasformano una casa editrice sull’orlo del baratro in una specie di porto franco nel quale riversare tutta quella creatività e quella voglia di sperimentare tenute altrove attentamente a freno. Questa Image è un’esplosione di fantasia, di possibilità e di libertà creativa contrapposte ad un sistema chiuso e controllato in cui gli autori devono sottostare a decisioni aliene e insindacabili lavorando a storie che, alla fine, non sono “le loro storie”. Insomma il motto pare essere “hai un’idea per un fumetto e vuoi lavorarci in autonomia, facendolo a modo tuo? La Image è il luogo che fa per te”.
Ora. Probabilmente la situazione non è così estrema come l’ho appena dipinta, ma concettualmente non ci siamo troppo lontani. E Sex Criminals si colloca perfettamente in questa corrente editoriale libera e apparentemente senza freni. Perché, siamo onesti, un fumetto in cui delle persone hanno la strana capacità di fermare il tempo quando raggiungono l’orgasmo e decidono quindi di sfruttare questo “potere” per rapinare banche non avrebbe potuto vedere la luce sotto nessun altro editore. E ritengo sia opportuno tenerlo a mente.
sex criminals 3Sex Criminals è quindi in buona sostanza un fumetto sul sesso, ma anche sulla solitudine e sull’affrontare la propria diversità assieme. Ed è anche, forse soprattutto, una bella avventura. Sulla trama non mi sbottonerei oltre, quanto già detto dovrebbe essere sufficiente a far intuire la piega che prenderà la storia. Nei primi cinque volumi originali, pubblicati in Italia da Bao Publishing in un unico brossurato da 136 pagine, conosceremo Suzie e Jon, leggeremo delle loro prime incerte esperienze sessuali, per loro così diverse da quelle del resto del mondo, e li vedremo muovere i loro primi passi da criminali. C’è un buon livello di introspezione senza che questo comprometta una lettura che è e vuole essere, essenzialmente, dinamica ed in un certo senso “d’azione”.
I testi di Matt Fraction, reduce dall’aver scritto il crossover Marvel probabilmente più brutto di sempre e dall’aver creato la testata supereroistica (sempre Marvel) più hipster della storia, colpiscono quasi sempre nel segno. La lettura è frizzante e leggera, la storia regge il ritmo e riesce a strappare più di qualche risata anche nelle scene più pesanti che vengono puntualmente sdrammatizzate ma non sminuite. Qua e là lo stile si fa tuttavia troppo ammiccante, va detto, con sfondamenti della quarta parete un po’ forzati ed un narratore alle volte troppo invadente che sembra più un escamotage per raccontare l’altrimenti irraccontabile che una precisa scelta narrativa.
sex criminals 4Discorso analogo per i disegni di Chip Zdarsky che fanno il loro lavoro pur non essendo eccezionali né propriamente “belli” nel senso classico del termine. La regia è ben studiata e non manca di soluzioni funzionali e d’impatto, ma un character design non brillante ed un sapore generale vagamente retrò unito ad una smodata (e talvolta fastidiosa) colorazione digitale super-effettata mantengono il livello visivo generale sulla normalità.
In conclusione, Sex Criminals non è di certo un capolavoro (nonostante abbia vinto un Eisner Award come miglior nuova serie). È però una lettura fresca e divertente. Una storia nuova che non avremmo potuto leggere se non grazie alla rinnovata forza creativa che Image Comics sta riversando sugli scaffali. Ed è bello leggere finalmente, nel contesto del fumetto seriale americano, qualcosa di davvero nuovo.
Se non siete spaventati (e non dovreste esserlo) dal libertinismo generale con cui è scritta, d’altro canto si parla di sesso, senza retorica né giri di parole, vi consiglio di leggerla. Vi divertirete. Esce approssimativamente ogni cinque mesi in volumetti il cui unico difetto è il formato ridotto rispetto all’originale, rendendo talvolta faticosa la lettura per motivi puramente di dimensioni (che, in questo caso, contano).

Matteo Gaspari

 

 

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