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SMASHING PUMPKINS Mellon Collie and the Infinite Sadness (1995, Virgin)

by • 9 Luglio 2012 • Il disco dei ricordiComments (0)3234

 

 

 

Una nuova rubrica che guarda al passato, per capire da dove veniamo, attraverso alcuni dischi fondamentali, o dischi che in un qualche modo ispirano le nostre emozioni… Andare alla scoperta di personaggi e dischi, per fare riemergere ricordi ormai andati, epoche a cui siamo legati, anni della nostra giovinezza, periodi particolari di cui abbiamo sentito parlare. Per i piu’ giovani sarà un motivo in piu’ per vedere dove si è formata la moderna scena musicale. Non sarà un documentario o una storia cronologica, ma un viaggio attraverso la musica, in tempi neanche troppo lontani, che mese per mese affronteremo insieme: benvenuti a bordo!

 

 

 

Gli Smashing Pumpkins partono dalla scena rock alternativa di Chicago sul finire degli anni 80, e raggiungono la vetta della loro produzione artistica nel 1995, con la pubblicazione del doppio album “Mellon Collie and the Infinite Sadness“.

Una formazione a quattro,  guidata alla voce dall’estroso e creativo Billy Corgan, leader carismatico, James Iha alla chitarra, la bionda e fascinosa D’Arcy al basso e l’abile percussionista  Jimmy Chamberlin alla batteria, diventano ben presto oggetto di culto per i giovani orfani dei Nirvana, ma non solo…
La band americana con il proprio suono di deviazioni psichedeliche, inedito hard rock e grunge, si fa carico di una rabbia generazionale, arrivando allo status di gruppo di riferimento degli anni 90.

Questo è un disco decisamente ambizioso formato da 28 canzoni, divise in due parti: la prima, “Dawn to dusk” (dall’alba al tramonto), inizia proprio con le note di pianoforte della strumentale  title track, e vede via via scorrere alcuni dei capolavori assoluti degli Smashing Pumpkins .
Tonight, Tonight” è un po’ la favola raccontata dalla voce nasale di Corgan, ed anche nell’originale videoclip-animato, è piacevole osservare gli arpeggi di chitarra ed archi sopra alle nuvole, il rullo di tamburi fra le stelle comete: bellissimo esempio del rock visionario dei musicisti americani.

Ma il muro di suono si erge in “Jellybelly”, e soprattutto in “Zero”, sfuriate di chitarre distorte gridando: “I’m your lover, I’m your zero”, e a proposito di ritornelli killer,Bullet with a Butterfly wings” si apre con quello che ormai è considerato un vero e proprio inno “The world is a vampire…”  altro brano senza tempo, aggressivo, trascinante, fondamentale.

Ma sono veramente tanti gli episodi e i vari stili che si intrecciano nella prima serie di brani, come ad esempio “Love”  voce effettata, suono circolare e volutamente disturbato, “Muzzle” bel pezzo pop rock, fino alle note soft di “take me down” scritta e cantata da Iha.

Nella seconda parte, denominata “Twilight to Starlight” (dal crepuscolo alla notte stellata) il noise e le grida di Corgan ci aprono le porte di  “Bodies”, e anche qui la tristezza dei sogni infranti è declamata dal ritornello “love is suicide”.
Tra atmosfere psichedeliche  e filastrocche come ad esempio “We only come out at night”, si fa breccia un altro capolavoro del disco: “1979”. Il rumore in lontananza di un riverbero inconfondibile, un viaggio nel tempo, melodia wave pop struggente, una delle migliori cose in assoluto della band americana.

Piu’ che una ballata, una cavalcata rock gli oltre sette minuti di “Thru the eyes of ruby” , dimostra la padronanza di mezzi  a disposizione di Billy Corgan e soci, che proseguono con l’acustica “Stumbleine” e vanno avanti con l’inquieta calma che pervade il disco, fino alla malinconica “By star light” e alla conclusiva “Farewell And Goodnight “ dove trovano spazio tutti i componenti della band al canto e le note di pianoforte ci riportano là dove il fantastico viaggio era iniziato…

Un’opera complessa ,articolata ed enigmatica, un ascolto impegnativo ma affascinante: curata anche nell’eccentrico e surreale artwork ,illustrato da John Craig, ispirato da due dipinti.
Alla produzione Alan Moulder, l’album alterna momenti di dolcezza e abbandono, a impressionanti sfuriate rock,e gli Smashing Pumpkins sono virtuosi maestri nel gestire l’orchestrazione dei brani.

Successivamente alcune rivalità interne e problemi con la droga hanno fatto traballare le fondamenta della band, recentemente ricostituita dal solo Corgan come unico membro della formazione iniziale, ma le pagine sulla potenza mistica del rock erano già state scritte negli anni 90: l’urgenza di affidarsi ai sogni passava sicuramente dall’ascolto di dischi come “Mellon Collie and the Infinite Sadness”.

 

Vittorio Ferrari
 

 

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