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STILL ALICE – LISA GENOVA (2015, Pocket Books; Media Tie-In edition)

by • 13 febbraio 2018 • ConcretaBook, evidenzaComments (0)236

Sono solita vedere i film tratti dai libri dopo aver letto la fonte primaria, ma in questo caso ho scoperto l’esistenza del romanzo grazia al film, per altro molto ben interpretato da Julliane Moore. Come spesso accade, le parole scritte e lette sulla carta ottengo un effetto diverso dai fotogrammi visti al cinema e questo caso non è di certo un’eccezione.

Alice Howland è una brillante professoressa di psicologia cognitiva alla prestigiosa università di Harvard che sembre avere la vita perfetta, il marito perfetto, i figli perfetti, la carriera perfetta e la mente perfetta. Finchè non le viene diagnosticata una particolare forma di Alzheimer precoce. E tutto cambia. La mente sulla quale aveva costruito ogni mattone della sua vita le gioca brutti scherzi. In questo romanzo guardiamo la malattia in faccia, entriamo nella mente di Alice e seguiamo la sua degenerazione passo a passo. Siamo con Alice quando inizia a dover affrontare piccole dimenticanze, una parola, un appuntamento, la ricetta del pudding. Siamo con lei quando i sintomi peggiorano e Alice si dimentica come si fa a mangiare un gelato o dove si trova il bagno nella casa che l’ha ospitata per una vita. Nonostante l’asprezza dell’argomento, Still Alice non risulta mai melodrammatico, piuttosto crudamente realistico; è un romanzo che ci parla del deterioramento della mente di una donna e di come esso influenzi la percezione che le altre persone hanno di lei. Il romanzo è raccontato dalla prospettiva di Alice e ogni tanto ci chiediamo cosa invece stiano provando i suoi famigliari, in particolare il devoto marito, e i tre figli, che potebbero aver ereditato il gene malato. Ma a queste domande non troviamo risposta; il libro ci parla della sola Alice e dell’Alice che si sente sola con la sua malattia.

La storia di Alice potrebbe spaventare il lettore. Dopo tutto, ognuno di noi potrebbe essere Alice. Anche noi dimentichiamo spesso piccole cose, piccoli dettagli che ci sembrano insignificanti, nomi di persone, cosa abbiamo mangiato a pranzo o dove dobbiamo incontrare un amico per l’aperitivo. Cosa faremmo se un giorno la nostra memoria dovesse ingannarci? Come reagiremmo se dovessimo affrontare la possibilità di perderci, di vedere le facce dei nostri familiari dissolversi nel nulla, di aggrapparci ai quei pochi ricordi che ci rimangono, di affidarci al nostro cellulare per ricordarci di mangiare?

In fin dei conti, cosa saremmo noi senza la nostra mente?

 

Ellie Pizzimenti

 

 

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