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Tempo di bilanci: Mvp & Coach Of The Year

by • 7 Aprile 2011 • TimeOut NbaComments (0)1428

 

Oramai, appassionati di Nba, siamo agli sgoccioli della Regular Season e come succede in altri sport come il calcio con il quale alla fine di ogni anno solare viene eletto il migliore giocatore militante in Europa, premiato con il “Pallone d’oro”, così negli States viene eletto il miglior giocatore della stagione in corso che viene omaggiato del titolo di “Most Valuable Player”; stesso discorso vale per gli allenatori, i quali si contendono il premio di Coach of The Year.

ROAD TO THE MVP

Quest’anno sono tre candidati per ricevere questo titolo ma non tre a caso, infatti, seppur diversamente, tutti “predestinati” al successo dal loro arrivo nella “Lega” fino ad ora: Lebron James, Kevin Durant e Derrick Rose.

LEBRON JAMES 26.6 pts 7 ast 7.5 rpg (BILANCIO FRANCHIGIA 54-24)

LeBron “King” James è il campione uscente da questa carica, infatti, dopo aver vinto il titolo di MVP per 2 volte consecutive con la maglia dei Cavs, si trova ancora in lizza dopo una stagione fatta di “alti” e “bassi” con il suo nuovo team: i Miami Heat. Del resto, neanche per un “re risulta facile passare da un “regno” all’altro, ambientandosi in un nuovo sistema di gioco ed a nuova atmosfera . D’altronde nessuno si aspetta che James si ripeta come Mvp, sopratutto perchè sulle spiagge di South-Beach non è costretto ad essere la stella assoluta e a prendersi tutti i tiri come succedeva a Cleveland. In ogni caso anche dai suoi “polpastrelli” passano i risultati e l’andamento non eccelso dei “Calorosi” (anche se Miami in questo momento risulta essere seconda nel “Ranking” della Eastern Conference) non lo rendono “stra-favorito” per questo premio. Di certo il “buon” eBron baratterebbe l’MVP della Regular Season per l’MVP delle finals o semplicemente per “un anello al dito” a fine stagione.

KEVIN DURANT 27.7 pts 2.8 ast 6.8 rpg (BILANCIO FRANCHIGIA 52-26)

Draftato nel 2007 dagli allora Seattle SuperSonics (franchigia trasferita ora ad Oklahoma City con il nuovo nome di Thunder) come seconda scelta assoluta, dietro al “centrone” di Ohio State Greg Oden, subito si afferma come grande stella sui parquet in giro per gli USA. Anno dopo anno Durant, grazie sopratutto alla sua grande umiltà  ed alla sua voglia di migliorare in allenamento, aumenta le sue cifre e i suoi movimenti offensivi scalando la classifica del miglior marcatore, arrivando ad esserne il comandante indiscusso in questa stagione con 27,7 punti a partita. Durant ha giocato tutta la stagione scorsa da “predestinato” e dopo aver portato i Thunder ai PO e costretto a una sudatissima vittoria in gara 6 i Lakers, quest’anno ha deciso di “ingranare la marcia e di migliorare nuovamente il record del suo team, aiutato dall’esplosione dello “spettacolare play” Russell Westbrook. Attualmente i Thunder, tra le squadre più in forma della Lega, occupano la quarta piazza (e matematicamente non la lasceranno n.d.r.) e affronteranno nella serie più “avvincente” del primo turno i Nuggets del “nostro” Danilo Gallinari. Durant per le sue “prestazioni” da almeno 27 punti a partita e le sue giocate “decisive” è un serio candidato per il titolo di MVP.

DERRICK ROSE 25.1 pts 7.9 ast 4.2 rpg (BILANCIO FRANCHIGIA 57-20)

Quando si pensa ai Bulls, si pensa inevitabilmente a Micheal Jordan e ai tempi gloriosi e pieni di vittorie della franchigia. Ma se i tempi gloriosi stessero tornando con un nuovo protagonista? Dopo molti anni dall’addio dell’indimenticabile Jordan dai Bulls il team sembra aver ritrovato la stella in grado di rilanciarli per la lotta “all’anello”. Derrick Rose, prima scelta assoluta dei Chicago Bulls nel draft del 2008, alla terza stagione NBA ha riportato i Bulls alla testa della Eastern Conference, grazie anche al contributo dato dall’ala grande affiancata dalla dirigenza: Carlos Boozer. Rispetto alla stagione passata segna circa 5 punti in più, tira “meglio”da tre e riesce a servire quasi due assist in più. D-Rose si  sicuramente dimostrato in questa stagione un’ “all-round player capace di essere decisivo con una penetrazione con schiacciata finale o per una stoppata o una gran difesa nei momenti decisivi. Rose è dato dagli esperti come il super-favorito ad accaparrarsi il titolo proprio per il salto di qualit  sia personale che del suo team, infatti è cresciuto molto anche dal punto di vista mentale poichè si atteggia come leader e infonde sicurezza ai compagni con un semplice sguardo, non rinunciando nell’ultima azione ad avere come detto dal grande 2Pac “All Eyez on me” e vincere la partita con una sua giocata (cit. di Federico Buffa). In un’intervista rilasciata di recente da Micheal “Air Jordan ai Media il re di Chicago ha incoronato D-Rose come suo successore nel “Circus Nba”. Alle porte dei Playoff siamo certi che Chicago, se vuole tornare a essere al centro del mondo Nba, sa già  a chi affidarsi.

WHO WILL BE THE COACH OF THE YEAR ?

Così come per il titolo di Mvp, sono 3 i principali candidati per il premio di miglior allenatore della stagione:

Tom Thibodeau: l’attuale tecnico dei Chicago Bulls è senza dubbio il principale candidato al riconoscimento più ambito del settore. Ritenuto uno dei migliori allenatori della fase difensiva nella lega, ha iniziato la sua carriera in Nba come assistente (allenatore) dei Minnesota Timberwolves nel 1989 ed ha proseguito ricoprendo questo ruolo per diverse franchigie, fino ad arrivare alla vittoria dell’anello nel 2008 con i Boston Celtics, contribuendo enormemente al trionfo della squadra di Doc Rivers (coach), divenuta per l’appunto miglior squadra difensiva della lega. Nell’estate del 2010 è stato assunto come Head Coach dai Chicago Bulls (prendendo il posto di Del Negro, attuale tecnico dei Clippers), team che l’anno precedente era stato eliminato al 1o turno dei playoff dai Cleveland Cavaliers di Lebron James, dopo aver conquistato l’ottavo posto nella Eastern Conference.  Attualmente i Bulls occupano la prima piazza nella Eastern Conference e quasi sicuramente termineranno la stagione lassù, dove nessuno aveva pronosticato. Thibodeau è riuscito ad introdurre nella squadra dell’Illinois una solidità  difensiva eccelsa (Chicago è la squadra che subisce meno punti: 91.47 in media) ,unita ad un equilibrio offensivo fatto di altruismo e spirito di sacrificio , tali da lievitare sempre più la mentalità  della squadra vincente. Trattasi di un allenatore estremamente preparato e scrupoloso, con un’idea precisa su come far vincere la propria squadra e su come riportare Chicago sul tetto del Mondo.

Gregg Popovich : l’attuale coach dei San Antonio Spurs e vincitore del premio nel 2003, nonchè dell’anello (nel 2003, 2005 e 2007) ha riportato la squadra del Texas tra i piani alti della Regular Season, rilanciando drasticamente le speranze di portare in quel di San Antonio il quarto titolo della sua era. Gli Spurs detengono il miglior record della Nba e senza ombra di dubbio saranno la 1a testa di serie a Ovest nei playoffs (stroncando in questo modo il dominio degli ultimi 3 anni dei Los Angeles Lakers). Coach Popovich si è dimostrato nuovamente un tecnico di grande esperienza ed affidamento che è riuscito a tornare ad infondere nei suoi giocatori le motivazioni e l’aggressività dei tempi migliori. L’uscita di scena dai playoff dello scorso anno (per merito dei Phoenix Suns 0-4) non ha certo lasciato un buon ricordo nell’ambiente e decisamente pochi avrebbero scommesso su un tale ritorno dei veterani degli Spurs, coadiuvati anche dall’apporto di Gary Neal (miglior marcatore della Serie A lo scorso anno con la maglia della Benetton Treviso), approdato in Texas ad inizio stagione. Dopo aver allenato la squadra dell Ovest all’All star game è ora pronto per ricevere il premio di Coach Of The Year, ma la concorrenza è davvero agguerrita.

George Karl: C’è un coach che prima ancora di iniziare questa stagione ha già lottato e vinto. Nessun titolo, nessun trofeo, nessun riconoscimento personale, ma come si dice in questi casi eccedendo un poì in retorica, ha vinto la partita più importante, quella per la vita. Trattasi di George Karl, il coach dei Denver Nuggets, che l’anno scorso, dopo la pausa dell”All Star Game ha annunciato al mondo di dover lottare nuovamente contro un cancro. Coach Karl è diventato, inoltre, il settimo allenatore nella storia della lega a raggiungere la vittoria numero 1000 il 10 dicembre dello scorso anno. L’inizio di stagione si è rivelato abbastanza complicato, sia dal punto di vista dei risultati (record di poco sopra al 50%), sia da quello dell’ambiente, a causa delle sempre più insistenti voci di mercato che riguardavano la stella della squadra: Carmelo Anthony, il quale è poi approdato ai New York Knicks insieme a Chaunchey Billups subito dopo l’All Star Game. Dal compimento dello scambio, Karl ha avuto il merito di trasformare la squadra, puntando sul collettivo, tralasciando le individualità e trasmettendo grande fiducia e minuti ai diversi giovani in rosa (Gallinari e Lawson su tutti), tanto da renderla una vera mina vagante ad Ovest; attualmente il bilancio della squadra del Colorado dopo la trade è di 15 vittorie e 5 sconfitte ed ha contribuito ad assicurarle i playoff (quasi sicuramente con la 5a testa di serie). Di recente ha dichiarato che gli attuali Denver Nuggets sono la squadra più forte che abbia allenato; ora non gli resta che entrare nuovamente nella storia, ma questa volta con un anello tra le dita.

Alberto Barbari – Marco Frigieri

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