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The Black Market Tour, il concerto dei Rise Against all’Estragon

by • 7 Ottobre 2015 • ConcretaMusic, ConcretaMusic Live, evidenza, newsComments (0)859

Rise Against“Dai, stasera ci godiamo il concerto tranquillamente tanto chi vuoi che ci sia a vedere i Rise Against all’Estragon? Che, no, non sono i Rage Against (The Machine, ndr)!

Parto con calma e arrivo a Bologna che il concerto dei Raised Fist è quasi finito. Gruppo spalla per le tre date italiane dei Rise Against i cinque ragazzi svedesi, in attività dal 1993, sono in tour per presentare il loro settimo album From The North. Finito il concerto d’apertura l’Estragon è già una bolgia, imballato di gente come mi era capitato poche volte di vedere. Prendiamo una birretta e pure posizione. Da qua è impossibile fare delle foto (ne ho fatta una per “ricordo” storta e sfuocata) e avvicinarsi al palco sarà impresa ardua.
I Rise Against salgono sul palco puntualissimi alle dieci e mezza, insieme a loro anche Neil Hennessy, chitarrista dei The Lawrence Arms, che ha accompagnato e accompagnerà la band di Chicago per tutto il lunghissimo The Black Market Tour. Tim McIlrath, cantante e seconda chitarra dei Rise Against s’è rotto una mano qualche settimana fa cadendo in mountain bike e non potrà quindi sostenere l’intero concerto con la sua Gibson in braccio. Poco male perché salterà a destra e a sinistra per tutta la durata del concerto, sventolando bandiere tricolore ed eccitando un pubblico già caricato a mille dai Raised Fist. Rise Against in concerto all'EstragonLa voce di Tim è forse l’unica piccolissima pecca della serata: perfetta in studio di registrazione, un po’ meno live, consumata dagli anni e dalle migliaia di concerti che i Rise Against hanno accumulato in sedici anni di attività.
Nel complesso il concerto è una bomba e il pubblico è parte di esso come se non ci fosse una divisione tra chi è sopra e chi è sotto al palco. I Rise Against sono uno dei pilastri dell’hardcore melodico con un lungo repertorio di hit e quindi si canta per tutto il tempo. D’altra parte il tecnico delle luci fa il suo ottimo lavoro con i riflettori sempre puntati sulla gente, in modo che Tim e soci sentano e vedano il calore che viene dal parterre e le energie raddoppiano. Un’ora e mezza di pura energia che scivola via in un batter d’occhio. Tra i sedici pezzi suonati anche due classiconi acustici come Hero of War e Swing Life Away (unico brano suonato dalla mano dolorante di McIlrath).

Emilio Corradini

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