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Top&Flop NBA – Settimana di equilibrio negli States

by • 26 Gennaio 2015 • TimeOut NbaComments (0)1062

 

nba_logoIl solito bagno di sangue ad Ovest, e il solito dominio di Atlanta a Est confermano gli andamenti delle scorse settimane. Potremo ancora vedere davvero tanti stravolgimenti nella metà bassa del tabellone playoff a Est, dove gli ultimi tre posti al momento sono contesi tra almeno 5 squadre. Stessa situazione per gli ultimi due posti a Ovest, con OKC e New Orleans che fanno sentire il fiato sul collo ai Suns di Dragic e compagni. Insomma ne vedremo delle belle.

La situazione infortuni purtroppo si fa sempre più nera. Kobe Bryant (problema alla spalla per lui) molto probabilmente chiude qui la sua finora controversa stagione, che ci ha mostrato i lati negativi del Mamba, ma anche sicuramente che lui a questo livello può, e vuole ancora competere. Stagione sicuramente conclusa anche per Brandon Jennings, per un infortunio al tendine d’Achille che lo terrà fermo parecchi mesi, Mirza Teletovic (embolia polmonare bilaterale), e Tony Wroten (lesione al crociato). Una brutta tegola quindi per le loro quattro squadre, ma forse soprattutto per i Pistons, con i quali Jennings stava disputando finora la miglior stagione in carriera, e che era il vero protagonista del cambiamento di volto della squadra dopo la partenza di Josh Smith. La loro rincorsa ai playoff a Est si fa ancora più dura adesso.

Passando alle belle notizie, si segnala nella notte l’incredibile tripla doppia della nuova scommessa di Pat Riley: Hassan Whiteside. La sua prestazione di ieri (14 punti, 13 rimbalzi e 12, DODICI, stoppate) è arrivata in soli 25 minuti (nessuno aveva mai realizzato una tripla doppia del genere in meno di 36). Un incubo per Pau Gasol e Taj Gibson (stoppato 5 volte da Whiteside), che ha dato il suo notevole contributo alla vittoria sui Bulls. E la sua dichiarazione nel post-partita lo ha già reso un personaggio di culto.

Infine, in attesa dell’All Star Game in programma a Brooklyn, New York dal 13 al 15 Febbraio, sono stati annunciati i quintetti e i rispettivi coach: per l’Ovest, Steve Kerr guiderà una lineup composta da Steph Curry, Kobe Bryant (vedremo da chi verrà sostituito, probabilmente il Barba), Blake Griffin, Marc Gasol e Anthony Davis. Ad Est invece, John Wall, Kyle Lowry, LeBron James, Pau Gasol, e Carmelo Anthony saranno allenati da Mike Budenholzer.

 

TOP

Atlanta Hawks (37-8)
Sempre loro in testa e sempre loro i primi nella sezione top. La striscia aperta di vittorie è salita a quota 16 e non accenna a volersi fermare. Chi pensava che fossero un fenomeno passeggero si è ormai ricreduto, questi giocano una pallacanestro di movimento e passaggi che non ha nulla da invidiare ai migliori Spurs. Settimana di non troppo sforzo, tre vittorie contro Pacers, OKC e Minnesota. Nella prima gara i game-high sono di Carrol e Teague con 17 punti, ma il playmaker aggiunge 11 assist in una prestazione tutt’altro che opaca. Contro Durant e Westbrook è Millsap a prendersi i riflettori con 22 punti e 10 rimbalzi, che sommati ai 12 di Horford hanno contribuito al computo finale di 47 a 36. Sempre i due fanno la partita contro i T’Wolves (20 e 19 punti rispettivamente)

Golden State Warriors (36-6)
Dopo l’unica sconfitta di settimana scorsa i Warriors non hanno più sbagliato, inanellando rapidamente 5 vittorie. Sono sempre saldamente in testa all’Ovest, con Memphis e Portland a guardare a debita distanza (5 partite e mezzo). Tre le partite questa settimana. Contro Houston tirano al 50% dal campo, 27 punti di Thompson e 22+10 assist di Curry. Il Barba ne mette 33 ma la prestazione corale dei suoi non è delle migliori e l’esito è impietoso. Derby contro Sacramento, nel cielo compare una scritta: KLAY THOMPSON. La guardia ha piazzato un career-high da 52 punti (16-25 dal campo, 11-15 da tre) e ha scolpito un nuovo record NBA per il maggior numero di punti in un quarto: 37. Giusto per fare un paragone, il signore che deteneva il precedente record di 31, di nome faceva Wilt e di cognome Chamberlain. Nell’immagine la sua shot chart, più verde delle colline jamaicane. Ne ha poi messi 31 anche nella vittoria contro Boston, coadiuvato dai 22+11 assist di Curry e dai 13+13 rimbalzi di Bogut.

Cleveland Cavaliers (25-20)
Torna LeBron e tornano a vincere i Cavaliers, in striscia aperta di 6 W. E’ suo il contributo più forte alla vittoria contro i Jazz, con 26 punti, 9 assist e 4 rubate (ma anche 7 palle perse), ma anche Irving e Love hanno fatto il loro (18 punti il primo, 19+13 rimbalzi il secondo). Prestazione fotocopia del Re contro Charlotte, con 25 punti, 4 rubate e 9 assist. A brillare con lui è JR Smith che scrive 21 con un simpatico 7-11 da tre. Bene anche Irving con il suo 3-4 dall’arco, in totale la squadra ha tirato al 53%. Nella prima partita dell’anno trasmessa in TV nazionale (americana s’intende) si sono scontrati contro OKC. Testa a testa LeBron-Durant per tre quarti abbondanti, alla fine è riuscita a spuntarla la franchigia dell’Ohio. 37 punti, 7 rimbalzi e 5 assist di Lebron contro i 32 punti, 9 assist e 6 rimbalzi di Durant. Love ha fatto il suo non solo con 13 rimbalzi, ma con 19 punti frutto di un 5-7 da tre ben costruito. Insomma, quando riescono a tirare dentro al sistema di punti anche Love spesso e volentieri si arriva alla vittoria.

New Orleans Pelicans (23-21)
Tre su tre settimanale anche per i Pelicans, che sconfiggono Lakers, Timberwolves e Dallas. Contro i losangelini Davis ne mette 29 con 8 rimbalzi. A Minneapolis Gordon segna 20 punti e sempre Davis fa 21 e 12 rimbalzi. Archiviate queste due pratiche, arriviamo alla partita più succosa della settimana, dove con una buona prova sono riusciti a prevalere sui texani per 109-106. Tre le doppie-doppie per i Pellicani, Davis da 28 + 10 rimbalzi, Asik da 10 + 11 rimbalzi e Evans da 24+ 12 assist. 51% al tiro per loro, che oltre che attaccare bene costringono gli avversari ad un penoso 35%. L’unico a salvarsi è Ellis che be mette 36.

 

FLOP

Denver Nuggets (18-26)
Sei sconfitte consecutive per la franchigia del Colorado, due delle quali in settimana. Contro San Antonio trovano un Kawhi Leonard da 17 punti e 15 rimbalzi e non bastano i 26 punti + 14 rimbalzi di Faried. In generale insufficienti nel tiro da tre, con 4-14: pochi canestri per pochi tentativi. Un po’ meglio contro Washington dove perdono all’overtime e per soli due punti. John Wall dice 19+16 assist, mentre il top scorer dei capitolini è un inusitato Humpries da 21 punti e 14 rimbalzi. Dal canto suo, Ty Lawson ne mette 31 conditi da 12 assist, ma lui e Chandler sono gli unici dei loro ad andare oltre la soglia dei 15 punti. Gallinari torna sul terreno di gioco per 15 minuti e mette 7 punti con solo un canestro dal campo (una tripla).

Washington Wizards (30-15)
Se vogliono puntare al primo posto non possono permettersi tante defaillance. Questa settimana il record è di 1-2, sconfitti da OKC e Portland, vittoriosi solo contro i Nuggets. Contro i Thunder manca il gioco da tre punti (7-30 parecchio strano per una squadra con in campo Beal e Wall) e arginare il Dynamic Duo è dura quando sono in serata da 66 punti combinati. Come se non bastasse, Adams la spiega in lungo e in largo sotto canestro, catturando 20 rimbalzi contro i 10 combinati della coppia titolare Nene-Gortat. Contro Portland di un Alridge in campo nonostante l’infortunio al pollice, l’unico a spingersi sopra ai 20 punti è Wall, che regge il confronto con Lillard ma non riesce a trascinare i suoi.

Dallas Mavericks (30-15)
Si fanno superare dai Clippers e scivolano in sesta posizione, seppur con sola mezza partita di differenza. Una vittoria e due sconfitte nella loro settimana. La vittoria arriva facile contro Minnesota che ormai si fa passeggiare addosso. Rotazione lunghissima per i texani: il top scorer è Parsons con 22 punti, oltre a Nowitzki (16) è l’unico ad andare in doppia cifra, e tutti i giocatori disponibili hanno segnato almeno due punti. Dall’altra parte il gioiellino Wiggins ne mette 18 ma non sono certo abbastanza e la sconfitta di 20 arriva impietosa. La prima delle due L è contro Chicago di Rose, che sta diventando sempre di più la Chicago di Butler. 20 a testa per le due guardie, ma quando i punti pesano spesso e volentieri coach Thibodeau chiama dei giochi per l’ex Marquette. Nowitzki inossidabile ne mette 24, e tiene a contatto i suoi specialmente negli ultimi 5 minuti, quando i Bulls non la vogliono chiudere e con alcuni falli mal spesi regalano la possibilità ai texani di recuperare. La partita si chiude all’ultimo possesso con il rimbalzo offensivo di Rose che nega agli avversari la possibilità di provarci. La terza sconfitta è la sopracitata contro New Orleans.

 

Copyright foto: USA TODAY SPORTS, Getty Images.

 

Nicolò Bonettini

 

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