Cookie Policy

Tutto sul “contratto di governo” fra Lega e 5 Stelle

by • 19 Maggio 2018 • ConcretaWorld, Editoriali, evidenza, newsComments (0)575

Venerdì è uscita la versione definitiva del “contratto di governo”, firmata dai due leader Matteo Salvini e Luigi Di Maio. L’intenzione è quella di sottoporre il contratto all’approvazione degli iscritti, online per i 5 Stelle (che hannogià approvato il giorno stesso) e nei banchetti delle piazze per la Lega.

Prima di tutto però varrebbe la pena capire cos’è questo contratto, questa novità nella politica italiana. L’idea è proprio quella di un accordo di governo scritto nero su bianco, a testimonianza della scarsa fiducia fra le due parti e dei forti obblighi di trasparenza che hanno nei confronti degli elettori. A ben vedere, però, lo scopo sembra essere più collegato al primo punto: le parti si vogliono tutelare il più possibile in modo da avere chiaro chi sarà il primo dei due a sgarrare. E di conseguenza a chi dare la colpa.

Nuovi strumenti di politica. Peraltro discutibili visto che a questo contratto non è ancora seguito il nome di un Presidente del Consiglio e a questo punto non si sa nemmeno a cosa possa servire, dal momento che chiunque sarà, avrà le mani abbastanza legate. Non potrà dare il famigerato “indirizzo politico” che gli consente la Costituzione, visto che quello c’è già scritto qui. Quantomeno molti punti sono volutamente generici in modo da lasciare elasticità di azione, dove possibile.

Ad ogni modo, ecco la bozza di contratto e, di conseguenza, ecco gli impegni che il futuro governo si impegna a prendere in questa legislatura. Ecco come sarà il futuro a breve termine della politica italiana, visto che il contratto non è una vera alleanza ma una specificata intesa valida solo per la legislatura attuale.

Prima di tutto ci sono le modalità si funzionamento e c’è la novità del Comitato di Conciliazione. Infatti per ogni cosa non prevista dal contratto, per ogni divergenza rilevante o se richiesto con urgenza, verrà convocato questo Comitato in cui i due partiti si confronteranno. Il tutto fuori dalle canoniche sedi parlamentari. Il comitato vaglia anche ogni opera pubblica nazionale non prevista dal contratto. Per altro il contratto limita la presentazione di leggi da parte dei parlamentari, che dovranno avere il nulla osta di entrambi i capigruppo. Nelle altre indicazioni iniziali si raccomanda un coordinamento in Europa, nonostante i due partiti siano in due schieramenti diversi, ma questo è coerente anche con l’indicazione successiva: il contratto non ha valore per le competizioni elettorali, quindi i due partiti rimangono ben distaccati già dalle prossime tornate estive.

Ultimi particolari non da poco: i colori del contratto sono giallo e blu, e non giallo e verde. Un segnale di grande rottura con il passato leghista. Inoltre, mentre Salvini si firma come Segretario federale, Di Maio si conferisce il titolo di Capo Politico.

Andiamo quindi a vedere in breve tutti i punti del contratto, messi in ordine alfabetico per non dare priorità.

Per il PDF completo basta cercare su Google o a questo link.

ACQUA PUBBLICA

Qui semplicemente viene indicata la priorità di rinnovare la rete elettrica, nel rispetto del referendum del 2011, argomento molto caro ai 5 Stelle.

AGRICOLTURA E PESCA

Questo argomento, invece, è molto caro al Carroccio visto che da qui ha mosso le sue prime critiche all’UE. Il concetto alla base è la “sovranità alimentare”, di cui probabilmente sentiremo parlare molto. La volontà è quella di condizionare fortemente la Politica Agricola Comune di Bruxelles per avere più fondi e avere la possibilità di trattati misti, cioè che ogni decisione presa dall’UE debba essere ratificata dai singoli stati. Viene anche proposto sostegno alla piccola pesca e all’agricoltura. E anche una riforma a due agenzie (AGEA e SIAN) di cui però non è specificato nulla.

AMBIENTE

Punto molto lungo, per particolare interesse dei 5 Stelle secondo il loro programma elettorale. Pensate che nel contratto di governo del terzo paese dell’Eurozona è presente la frase “Chi non rispetta l’ambiente non rispetta sé stesso”. Molto bene.

Non ci si addentra molto nelle specificità, ma semplicemente si stabilisce il criterio di sostenibilità di impiego delle risorse. Inoltre ci si impegna ad incentivare la green economy tramite start up e innovazioni. L’obiettivo è sostituire l’economia lineare con l’economia circolare, nella modalità attuata dalla provincia di Treviso (Lega Nord). Per aiutare i territori alla conversione dell’economia e accelerare la transizione all’economia decarbonizzata, sono previsti più fondi.

Oltre a queste misure, si prevede anche un piano di manutenzione idrogeologica, uno per la ripresa delle zone terremotate e lo stop al consumo di suolo. Un accenno particolare viene fatto all’ILVA, che vuole essere riconvertita.

BANCA INVESTIMENO E RISPARMIO

Qui c’è già un bella polemica. Questa “Banca” (virgolettato sul contratto perché è una parolaccia) era prevista nel programma pentastellato, ma le funzioni che le vengono attribuite sono veramente simili alla già esistente Cassa Depositi e Prestiti. In pratica niente di nuovo.

Nel punto viene anche esplicitata la necessaria tutela del risparmio dei consumatori e le responsabilità del management, ma è più un punto di indirizzo politico, senza grandi indicazioni. Si parla anche di Monte dei Paschi e di una sua “ridefinizione”, ma la cosa ha già mandato in subbuglio i mercati. Alcuni accenni alla blockchain e all’utilizzo di servizi e prodotti finanziari innovativi.

CONFLITTO DI INTERESSI

La legge sul conflitto di interessi è attesa da anni e le intenzioni da parte del duo Salvini-Di Maio sono addirittura superiori. Infatti si prospetta di estendere la definizione di conflitto di interessi oltre al mero interesse economico, cioè sarà conflitto di interessi un qualsiasi interesse che può influenzare l’esercizio. E il tutto sarà esteso anche alle cariche non governative, come ad esempio ai sindaci di grandi città e ai dirigenti pubblici.

CULTURA

Anche sulla cultura si glissa, perché non si fa altro che ribadirne l’importanza senza però addentrarsi nel particolare.

DEBITO PUBBLICO

E qui le maggiori polemiche, giustamente. Innanzitutto perché c’è un errore, visto che si vuole ridurre il debito pubblico con la crescita del PIL. Casomai si vuole ridurre il RAPPORTO debito/PIL tramite l’aumento di PIL. Di sicuro non si vuole fare austerity, ma comunque tagliare gli sprechi.

La maggior polemica riguardava l’ultimo punto, ora tolto, dove si voleva proporre all’UE di non contare i titoli di stato acquistati nel quantitative easing (250 miliardi € circa) nel calcolo del rapporto debito/PIL. Attenzione, non si chiedeva di CANCELLARE i debiti, ma comunque di non considerarli nel deficit/PIL per una ragione al momento sconosciuta. Data la grande discussione scaturita, è stato appunto eliminato.

DIFESA

Qui risulta più evidente il compromesso fra le due forze. Infatti se da un lato si giudica prioritaria la tutela delle forze dell’ordine e lo sviluppo della tecnologia difensiva (Lega), dall’altro si vuole ridiscutere l’impegno internazionale dei contingenti italiani e razionalizzare lo spreco in armamenti (5 Stelle). Il contrasto fra le due cose è abbastanza difficile da evitare.

ESTERI

E qui quello che tutti ci aspettavamo. Si mantiene rispetto verso la NATO, ma si riesce a nominare la Russia per tre volte in 15 righe, peraltro ripetendo tre volte lo stesso concetto: la Russia non è una minaccia, ma un partner. Anche per la NATO.

Aggiunta dell’ultimo minuto: maggiori controlli per il voto all’estero e più assistenza ai cittadini tramite ambasciate e consolati.

FISCO

Ma finalmente arriviamo alla flat tax.

La flat tax si farà! Ma un attimo diversa. Le aliquote saranno 2, una al 15% e una al 20%, inoltre sarà estesa non solo alle persone fisiche (IRPEF), ma anche alle partite IVA e alle imprese! È prevista una deduzione fissa e la no tax area, ma né la no tax area e né gli scaglioni delle due aliquote sono specificate.

Quello che ne risulta è una rivoluzione fiscale, il più grande taglio delle tasse visto finora. Oltre a questo viene notevolmente alleggerito il processo di accertamento fiscale, tutelando di più le persone e appesantendo di più il fisco. Viene proposta maggior rateizzazione e “pace fiscale”, che non è un condono ma una “riscossione amica”.

C’è anche l’abolizione dello spesometro e del redditometro. Tutti punti molto leghisti. La parte 5 Stelle arriva alla fine, con la promessa di “carcere vero” per i grandi evasori. Il virgoletto è presente nel testo e francamente non si capisce se sarà quindi previsto il carcere o no.

GIUSTIZIA

A sorpresa, questo è un punto vastissimo del contratto. Perché vi confluiscono indistintamente entrambi i programmi.

C’è la riforma del CSM, cioè il cambiamento del meccanismo di elezione. C’è il divieto al magistrato politico di tornare a fare il magistrato. C’è la riforma della legittima difesa domiciliare e nuove aggravanti ai reati sessuali, oltre all’inasprimento delle procedure per stalking. Grande attenzione alla certezza della pena specie per i furti. Implementazione della class-action. Inasprimento dei reati ambientali e contrasto alle mafie con mezzi che, a ben vedere, sembrano esserci già.

Si vogliono anche stipendi migliori per le guardie carcerarie e una riforma dell’edilizia penitenziaria. Quindi nessuna depenalizzazione, anzi. Un inasprimento generale delle pene e più carceri, oltre alla possibilità ai detenuti stranieri di scontare la pena nel proprio paese.

IMMIGRAZIONE

Altro tema caldo. Entrambi i partiti si sono molto avvicinati, di recente, e  concordano sul ritenere l’attuale questione migratoria come insostenibile. Oltre ad una velata minaccia a Schengen, si vogliono cambiare i Regolamenti di Dublino e velocizzare procedure di identificazione e rimpatrio.

Soprattutto si vuole rendere più trasparente il sistema delle cooperative e fermare il business degli scafisti. La trasparenza è la prima cosa che interessa. In cambio dell’impegno italiano, poi, verranno anche richiesti più fondi . Verranno anche creati in ogni regione dei centri di detenzione per gli immigrati in attesa di essere espulsi.

C’è anche un accenno alle religioni. Per le confessioni che non hanno fatto patti con lo Stato si richiede normativa ad hoc come un registro dei ministri di culto. Specificità sono previste per l’islam, con maggiore controllo dei finanziamenti ricevuti dalle associazioni islamiche e procedimenti di chiusura più immediati per moschee o associazioni islamiche che risultano irregolari.

LAVORO

Salario minimo in ogni settore. Per rendere possibile questo, riduzione del cuneo fiscale. Un grande peso sarà dato ai centri per l’impiego (2 miliardi di investimenti) per far ripartire le assunzioni e contrastare la precarietà. Si propone anche formazione di personale adeguato alla quarta rivoluzione industriale e miglior formazione negli istituti professionali.

Viene anche criticata la cancellazione dei voucher e si propone di introdurre un nuovo strumento simile.

LOTTA ALLA CORRUZIONE

Oltre al DASPO per i corrotti (già introdotto dal governo precedente), si propongono pene più severe e la possibilità dell’ “agente sotto copertura” e provocatore. Una specifica molto discussa attualmente, poiché si tratta di una figura che induce al reato e che quindi potrebbe travisare il significato stesso del reato.

Le intercettazioni saranno potenziate per la corruzione.

MINISTERO PER LE DISABILITA

Il nome dice tutto. Si prevede un ministero apposito e un coordinamento a livello regionale per sostenere l’abbattimento delle barriere architettoniche e il sostegno a chi si fa carico di persone con disabilità.

PENSIONI

Stop legge Fornero? Circa. Diciamo che quello che il governo metterebbe sul piatto sarebbero 5 miliardi per far uscire fin da subito chi raggiunge 100 anni fra età e anni di contributi (lavoratori 60enni con 40 anni di contributi). Alle donne sarà concesso uno sconto, con 57 anni e 35 di contributi.

Attenzione. Non si parla più di abolizione della legge Fornero, bensì di bilanciamento degli squilibri da essa provocati.

POLITICHE PER LA FAMIGLIA

Aiuti maggiori alle donne come una maggior maternità e un premio al rientro. Sgravi contribuitivi per chi ha bambini o anziani in casa. Rimborsi per asili nido (che non verranno aumentati come pianificato inizialmente) e altri costi per l’infanzia, come l’IVA zero sui pannolini e affini.

REDDITO DI CITTADINANZA

Ecco il gemello della flat tax.

Anche questo si farà! È previsto un sostegno di 780 € al mese per chi è a rischio povertà e si impegna a cercare lavoro tramite i centri per l’impiego. Si potranno rifiutare massimo 3 proposte lavorative in 2 anni. Diciamo quindi che si configura più come un sussidio di disoccupazione.

Allo stesso modo sarà prevista la pensione di cittadinanza, cioè un integrazione alle pensioni più basse, tale da portarle tutte a 780 € mensili.

RIFORME ISTITUZIONALI

E anche qui si apre un vaso di Pandora. Il piano è di modificare le istituzioni passando anche dalla Costituzione.

In primis si vuole ridurre il numero dei parlamentari: 400 deputati e 200 senatori. Inoltre si vuole introdurre il vincolo di mandato, che attualmente la costituzione vieta.

Poi si vuole eliminare il quorum dal referendum abrogativo e sancire la prevalenza della Costituzione sul diritto comunitario.

Oltre a questo, una serie di riforme che per la verità erano già previste nel referendum del 4 dicembre: abolizione del CNEL (ormai il lavoro più stressante di tutti), obbligo di pronuncia del parlamento sui disegni di legge popolari, referendum propositivo e modifica dei rapporti con le regioni. Qui però la direzione è quella di un maggior regionalismo.

SANITA

Su questo punto ci si dilunga molto, ma si propone poco. Le uniche direttive sono quelle di uscire dalla politica “ospedalo-centrica” con più strutture per le cure semplici e rafforzare il ruolo del medico. Oltre ad una maggior formazione e più assunzioni, addirittura mettendo in discussione il numero chiuso all’università.

Nonostante entrambi i partiti siano stati molto dubbiosi sui vaccini, nel contratto vi è scritto che sarà garantita la necessaria copertura vaccinale. Non si va oltre.

SCUOLA

Meno studenti nelle classi (ma questo sta già avvenendo demograficamente)  e maggior legame insegnante-territorio. Viene criticata in toto la Buona Scuola, ma non si promette né una sua abolizione, né una serie di modifiche specifiche.

Inoltre viene criticata aspramente l’alternanza scuola-lavoro, ma non è chiaro se verrà proseguita o fermata.

SICUREZZA E FORZE DELL’ORDINE

Più fondi e più strumenti alla Polizia, come il discusso taser o altre armi anti-terrorismo. Il tutto bilanciato da più videosorveglianza, come ad esempio la telecamera su divise e volanti. Un generale riassesto delle forze dell’ordine locali e un maggior impegno nella cyber sicurezza e con il cyber bullismo.

Addirittura si propone la misura molto borderline delle telecamere a scuola.

Il gioco d’azzardo è fortemente ostacolato ma non vietato. Diciamo che viene legittimato e controllato ulteriormente con misure sul controllo delle società e delle spese dei singoli giocatori.

Poi due punti cari alla Lega: la stretta sugli sgomberi di case occupate abusivamente (la difficoltà economica non viene giudicata sufficiente motivo di occupazione) e la chiusura immediata di tutti i campi Rom con reinserimento dei minori.

SPORT

Assente nei programmi di entrambi, lo sport arriva a sorpresa e forse frutto delle recenti problematiche nel mondo del calcio.

Infatti oltre che a sottolineare l’importanza dello sport a scuola, lo Stato si riappropria di competenze delegate al CONI. Il Comitato Olimpico aveva abbastanza potere sulle federazioni e autonomia, ora si vuole accentrare tutto.

Si vogliono incentivare le società e le associazioni sportive e far partire l’associazionismo sportivo scolastico, grande assente nel nostro sistema.

SUD

Questo punto, aggiunto all’ultimo, serve solo a dire che non è previsto nulla di specifico per il Sud, perché tutte le misure sono pensate in modo omogeneo per il paese, pur tenendo presente il gap nel paese. Quindi le differenze ci sono, ma non si prevede nulla per appianarle.

TAGLI AI COSTI DELLA POLITICA

Qui incredibilmente non ci si dilunga molto, ma perché si è già proposto di dimezzare i parlamentari. Oltre a questo, tagli ad auto blu e voli di stato e revisione del sistema pensionistico dei parlamentari. In più, taglio alle pensioni d’oro (oltre 5mila € al mese).

TRASPORTI

Punto su cui insistono i 5 Stelle, collegato all’ambiente. Si vogliono dare grandi incentivi all’ibrido e spostare i trasporti dalla gomma al ferro. Inoltre, si vuole ridare centralità ai porti e al commercio portuale.

Per far contenta anche la Lega, però, verranno rimosse le accise sulla benzina nonostante sia un po’un incentivo ai carburanti fossili.

Due menzioni d’onore: Alitalia che vuole esser fatta ripartire e la TAV la cui discussione è rinviata.

TURISMO

Come anticipato in campagna elettorale, il Ministero del Turismo, staccato dal MiBACT.

Oltre a questo, più formazione nelle scuole e nelle professionalità, e grande incentivo alle strutture turistiche con l’abolizione della tassa di soggiorno e il contrasto al turismo online tramite la Web Tax turistica.

UNIONE EUROPEA

Questo punto è stato cambiato completamente ieri. Ora si configura come un elenco di richieste soft all’Europa: un’unione economica più integrata, un maggior controllo sulla BCE, un’affermazione dell’identità europea invece che quella di supremazia di qualche stato in particolare (accenno alla Germania), un rafforzamento della cooperazione nella giustizia e un maggior potere al Parlamento Europeo.

Dopo queste richieste, che sembrano tanto un virgolettato con l’unico scopo di mostrarsi più istituzionali, arrivano le richieste vere e proprie. Ovvero cessare il dumping fra paesi, dare più importanza alle regioni all’interno dell’Unione, controllare gli sgarbi su made in Italy e non solo e rivedere praticamente tutti i trattati economici.

Per i trattati internazionali come CETA o Ttip, l’opposizione è chiara e determinata.

UNIVERSITA

La maggior parte degli sforzi si concentrano sulla ricerca, con i maggiori fondi assegnati proprio nell’ottica di far ripartire il settore. Verranno creati enti e riformati altri. Si contrasterà il baronato e si incentiverà la meritocrazia e l’università telematica. A coronamento, ci si impegna ad emanare un testo unico per l’università.

 

Ecco tutti i punti delle 56 pagine del contratto.

Ovviamente le maggiori critiche sono arrivate sul fronte delle coperture, cioè per il fatto che questo programma congiunto promette meraviglie e non indica come coprire il tutto. Secondo stime dell’osservatorio CPI (guidato da Cottarelli, ex commissario alla spending review) il contratto prevede spese per oltre 100 miliardi l’anno e coperture per nemmeno mezzo miliardo. Per approfondire ecco qui un articolo dell’Agenzia Giornalistica Italia in cui sono raccolte le stime.

Al di là dei conti economici, questo contratto lascia molti dubbi. Oltre ai tanti rispetto alle modalità con cui è stato pensato e fatto (un contratto, appunto) c’è anche da dire che questo non sembra una sintesi del programma di due partiti peraltro con programmi elettorali simili, ma un accorpamento! Nessuno dei due ha rinunciato a nulla, anzi sembra che verranno portati avanti tutti e due simultaneamente.

E’ vero, è certamente una vittoria della trasparenza, ma anche della propaganda. Come se non ce ne fosse stata abbastanza prima del 4 marzo. Dopo questa trovata, gradiremmo anche sapere un’ipotesi di premier e di squadra dei ministri. Gradiremmo avere un governo vero, tutto qui.

 

Andrea Stanzani

 

©2016 Concretamente Sassuolo Twitter Facebook

Related Posts

Privacy Policy