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Verdena – Endkadenz vol. 2 (Universal, 2015)

by • 3 Settembre 2015 • ConcretaMusic, evidenza, newsComments (0)1113

verdenaendkadenz2I Verdena sembrano essere una delle poche band di Rock Alternativo Italiano che, nonostante i numerosi lavori passati, non ha ancora deluso i suoi ascoltatori. Il trio bergamasco formato dai fratelli Alberto (Chitarra/Voce) e Luca (Batteria) in compagnia dell’insostituibile Roberta (Basso), si lascia alle spalle una storia fatta di cambiamenti, trasformazioni, arricchimenti e sperimentazioni che hanno sempre incuriosito e stimolato la critica senza mai perdere l’impronta musicale che li caratterizza. Sono veramente pochi al mondo i gruppi che riescono a portare avanti una ricerca musicale in costante crescita ed evoluzione senza cadere nel banale o disperdere la loro stessa identità.
L’ultimo album dei Verdena dal titolo Endkadenz Vol. 2, uscito il 28 Agosto 2015, è inseparabile dal suo predecessore (Endkadenz vol. 1) uscito a Gennaio del medesimo anno. La band stessa afferma che la scelta della divisione in due volumi è dettata dalla casa discografica (Universal) e aggiunge che, artisticamente parlando, i due cd vanno considerati come un unico lavoro: i brani infatti sono stati scritti e registrati nello stesso periodo mentre la divisione in due volumi è avvenuta successivamente. Nonostante queste premesse, la recensione che segue prende in esame esclusivamente Endkadenz Vol. 2 che con i suoi 13 brani porta a compimento l’opera monumentale della band, un’opera ancora più ricca e completa del precedente doppio cd “Wow” uscito nel Gennaio 2011.
verdena-2015Endkadenz Vol. 2 è un disco con cui i Verdena hanno veramente osato tanto, forse fin troppo: sembrano aver preso la loro vena sperimentale e psichedelica già presente in  “Wow”, e latente in “Requiem” (2007), per esasperarla a dei livelli difficilmente accessibili ed apprezzabili. Certo sarebbe sbagliato aspettarsi l’immediatezza dei brani di Cesare Cremonini, ma anche dopo numerosi ascolti, il cd sembra non ingranare, si arresta in una sperimentazione che non giunge a compimento. Una prima grande perdita è la ricerca di una linea melodica vocale che, se nel primo volume era messa a dura prova, qui sembra perdersi in balia dei riff di chitarra, dell’imprevedibile struttura dei pezzi e dell’eccesso di sovraincisioni e finti cori.  Una nota di grande apprezzamento va senz’altro data alla meticolosa ricerca sonora che si esprime attraverso chitarre dalle distorsioni potenti ma particolari (Caleido), effetti di voce mai banali, un suono di basso meno graffiante rispetto agli albori ma che si sposa perfettamente con i superbi pattern della batteria e con l’atmosfera dei brani. In quanto a gusto non si discute: i Verdena ne hanno da vendere!

Se dai suoni passiamo però alle scelte compositive ecco che troviamo qualche altro aspetto da rimproverare: ogni canzone procede a un passo molto lento, ripetitivo. Brani come Colle Immane (primo singolo del cd), Nera Visione, Fuoco Amico e Fuoco Amico II (Pela i miei tratti) sono costruiti su un unico giro di accordi che si sviluppa in un esasperato crescendo fin troppo ossessivo, quasi stancante. Un poco pesanti risultano anche i numerosi effetti sonori, i finti cori e le sovraincisioni con cui i tre ragazzi hanno voluto giocare un po’ troppo: la ricerca sonora è stata molto elevata ma questo ha compromesso l’immediatezza e la “pacca” dei brani. I risultati migliori li hanno ottenuti in apertura e chiusura con Annibale  e Walz del Bount: la prima, anche se molto sperimentale e con un finale a sorpresa, conserva ancora uno stile pienamente Verdena; la seconda è un walzer che richiama la sublime Trovami un modo semplice per uscirne (Requiem 2007).
verdena-intervista-2015-660x454In conclusione, Enkadenz vol. 2 è un cd dall’ascolto complesso, che si distacca dai lavori precedenti della band: esso sembra aver superato quella sottile linea di confine già tracciata con “Wow” (2011). I brani sono poco intuitivi, alle volte ripetitivi e trasmettono poca carica ma hanno dei suoni perfettamente curati e una struttura ben articolata; questo vuol dire che sono meno adatti ad un contesto live dove il pubblico vuole essere schiaffeggiato dalla musica, ma perfettamente adeguati a chi ama farsi trasportare dalle atmosfere sognanti, riflessive e psichedeliche del proprio impianto stereo. La qualità del lavoro è ancora una volta molto elevata, e se i Verdena dovessero continuare su questa strada, nonostante le critiche dettate dal gusto personale di ognuno, continuerebbero ad essere riconosciuti ed apprezzati come i migliori esponenti del Rock Alternativo Italiano.

ENDKADENZ VOL. 2 – Per ascoltare l’album:

http://www.musictraks.com/recensione-verdena-endkadenz-vol-2.html

Tracklist:
1 – Cannibale
2 – Dymo
3 – Colle immane
4 – Un blu sincero
5 – Identikit
6 – Fuoco amico I
7 – Fuoco amico II (pela i miei tratti)
8 – Nera Visione
9 – Troppe scuse
10 – Natale con Ozzy
11 – Lady Hollywood
12 – Caleido
13 – Waltz del Bounty

 

Alessandro Davoli

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