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Una classica mediocre, ma è Milano che se la Gudaitis

by • 11 marzo 2018 • Virtus BolognaComments (0)480

Serie A Poste Mobile – 21^ giornata

Virtus Segafredo Bologna – EA7 Milano 67-73

(11-22, 28-40, 47-54)

 

I tabellini

Bologna: Gentile A. 8, Jurkatamm ne, Umeh 7, Pajola, Baldi Rossi, Ndoja (K) 6, Lafayette 12, Aradori 13, Lawson 4, Slaughter 17. All. Ramagli, 1° Ass. Cavicchi, 2° Ass. Fedrigo

Milano: Goudelock 4, Micov 10, Tomba ne, Pascolo 2, Tarczewski 10, Kuzminskas 7, Cinciarini (K) 8, Cusin ne, Abass 2, Bertans 9, Jerrells 9, Gudaitis 12. All. Pianigiani, 1° Ass. Cancellieri, 2° Ass. Fioretti

Arbitri: Sahin T. O. (ME) – Rossi M. (AR) – Borgo C. (VI)

Segnapunti: Sandri F. (BO) 

Cronometrista: Balotta S. (PR)

24 Secondi: Zaniboni L. (BO)

Spettatori: 5000 ca.

11.03.2018, PalaDozza, Bologna (BO) – Se non sapessimo che questo match è un classico, di certo non arriverebbero stimoli dalla partita di stasera: Milano è la classica corazzata svogliata, infarcita di stranieri con gli italiani a sventolare asciugamani; la Virtus doveva essere la belva affamata dopo la beffa del Taliercio, e invece si butta in bocca del lupo dopo appena 10’, accumulando uno svantaggio che non riuscirà più a colmare.

E se poi è il PalaDozza a far capire che ci vogliono più Pajola e meno rockstar, il quadro è completo: occasione persa di Bologna, che non approfitta di un EA7 che si limita al compitino, dimostrandosi poco cattiva anche nei possessi cruciali, mantenendo la freddezza necessaria in lunetta e aggrappandosi alle spalle di Gudaitis e Tarczewski, con Micov ad entrare nel momento in cui servivano i suoi passi di danza. Ma da qui a dire che Milano ha dominato – pur rimanendo sempre avanti, pur mantenendo Bologna sempre a distanza di sicurezza – ce ne passa, così come sarà passato il pensiero in testa a tutto il pubblico bianconero: si poteva fare meglio, e se il red carpet milanese è lo specchio dei piani alti della classifica, resta il rammarico a Ramagli di non essere riuscito a pompare più fiato nei polmoni dei suoi, ma trovando risposte proprio da chi – per buona parte della stagione – il campo (oggi nuovo, bello, rosso e luccicante) lo aveva visto giusto in riscaldamento.

 

La cronaca

Gentile scippa Kuzminskas, ma Cinciarini fa 0-3 per Milano; Slaughter serve Lafayette per il 3-2, con Milano a sovrastare Bologna a rimbalzo. Inizio sulle uova della Virtus, che sbaglia tanto sotto canestro, ma difende bene Kuzminskas che sbraccia e commette fallo in attacco. Ancora un errore di Aradori, Milano esegue la sua transizione che porta Micov e Kuzminskas a punire una Virtus molle e sprecona, allungando sul 2-8. Fallo in attacco di Baldi Rossi, e i bianconeri non ingranano, ma ci pensa Kusminskas con il suo secondo fallo personale a riconsegnare la palla a Bologna. Lafayette serve Slaughter, che si mangia il ferro mantenendo la Virtus sul 6-10; Milano è trascinata da Kuzminskas, mentre Baldi Rossi spende un altro fallo: entra Ndoja. Tarczewski fa 6-11 dalla lunetta, e la Virtus continua ad essere irriconoscibile, fino alla tripla di capitan Ndoja che ricuce a -4; Micov segna dall’angolo (9-14), Tarczewski si fa spazio in area e appoggia il 9-16 milanese, su cui Ramagli sceglie il timeout per dare la sveglia ai suoi ragazzi. Bertans entra e segna il +10 biancorosso, con la Virtus appesa agli zompi (ormai prevedibili) di Slaughter ; ancora Bertans in lunetta per il 9-22, Gentile segna il primo canestro dal campo, ma il tabellone recita 11-22 alla prima pausa, con una Virtus brutta e arrendevole, e una Milano che spreca tanto e non prende il largo.

Non segna Gentile al rientro in campo, mentre Gudaitis si guadagna la lunetta in penetrazione: 1 su 2 e Milano saldamente sul +12; Gentile si mette in proprio ma non graffia, mentre Jerrells segna il primo canestro dal campo per il +17 meneghino, parziale su cui Ramagli si gioca l’ultimo timeout del primo tempo.

Ora la Virtus ha il cuore di Pajola e le mani di Lawson a rimbalzo, ma Gudaitis lavora bene in difesa, stoppando proprio il tiro del #25 bianconero; Aradori si guadagna la lunetta e muove il tabellone per la prima volta (sia nel quarto per  la Virtus, sia nella partita per il #21). Milano insiste con i pick and roll di Gudaitis, ma la Virtus chiude bene e riconquista il possesso, pur costruendo poco nei 24”; Gudaitis stoppa Ndoja, ma Milano non concretizza il contropiede, così come la Virtus con Aradori non trova il canestro. Gudaitis non è contenibile e il tabellone diventa impietoso per Bologna: 13-34 a metà quarto. Il pubblico del PalaDozza tributa Pajola all’uscita dal campo, segnale chiaro ai propri titolari di volere un atteggiamento più combattivo sul nuovo parquet rosso fiammante; Aradori provoca la persa di Cinciarini, Lafayette segna su assist di Lawson il 18-34. Altra recuperata di Slaughter, che pasticcia ma mantiene il possesso bianconero, portando Pianigiani al timeout su un piccolo break a favore dei bolognesi. Subito 3-0 di Slaughter (21-34), ma Pascolo raccoglie oro dall’immondizia e converte il rimbalzo per il nuovo +15 milanese, coadiuvato da un ottimo Gudaitis in area; si sveglia Aradori per il 23-36, ma Ramagli deve fare i conti con il secondo fallo di Slaughter, reinserendo Baldi Rossi con Lawson da 5. Proprio Lawson pesca Lafayette in angolo, e ora la Virtus è a -10, timeout Milano; controllo pigro di Lafayette che perde palla e lancia Milano sul +12 con la penetrazione di Bertans, mentre Aradori spende il suo primo fallo con Bologna in possesso di palla. Milano non segna, mentre Lawson si invola servito da Aradori e schiaccia il -10, ma l’ultima difesa  virtussina lascia a desiderare, con Jerrels ad appoggiare il 28-40 su cui si chiude il primo tempo.

Subito Goudelock ad attaccare Umeh per il 28-42 milanese, la Virtus risponde con Slaughter in post basso, ma la lunetta dice solo 1 su 2 per il lungo bolognese, che raggiunge Lafayette a quota 8. Umeh corre e appoggia il -11, e Goudelock esagera nell’1vs1 scagliando il ferro, così come Gentile sul ribaltamento di fronte. La Virtus è in difficoltà con Gentile da 4, perché Milano è brava a forzare i cambi di Bologna, sfruttando i centimetri di Tarczewski per tornare a +14. Il faro è Slaughter, e l’appoggio di Lafayette (35-45) rimette in partita tutto il PalaDozza, polemico per il metro arbitrale che vede favorire Milano (4 a 1 a sfavore di Bologna il computo dei falli); la Virtus è sfilacciata, Kuzminskas corre e appoggia il 35-47, ma ancora Slaughter tiene in piedi Bologna sul -10 a metà periodo. Ramagli sceglie Lawson per dare fiato al #44 e avere sempre Gentile come arma tattica, insieme a Umeh, Lafayette e Aradori come esterni. Pianigiani non cambia, e Goudelock non segna; la Virtus dà segni di vita, entra Jerrells per Cinciarini, ma proprio il #55 buca l’uscita su Aradori, che segna il -7 virtussino in un momento chiave della partita. Stavolta Jerrells non sbaglia (40-49) ma la mossa di Ramagli è vincente, con Lawson a mantenere il passivo sotto la doppia cifra, costringendo Pianigiani al suo primo timeout del secondo tempo. Torna Pajola per la Virtus ma i lunghi milanesi restano un rebus; per Bologna si accende Gentile (44-51) ma Gudaitis regge da solo il peso dell’attacco meneghino e fa di nuovo +10. Ancora Gudaitis ma stavolta ben contestato, e la Virtus ne approfitta con Aradori, che riaccende Bologna con il canestro + tiro libero del -7; la Virtus lotta a rimbalzo ma non concretizza i recuperi, e per un soffio non entra il tiro all’ultimo secondo di Lafayette, ma la Virtus ora c’è, e nonostante il -7 si preannunciano ultimi 10’ intensi.

Torna Bertans per Milano, mentre Ramagli cavalca l’ultimo quintetto; neanche 10” e Micov esce per Kuzminskas, con il letale pick and roll fra Bertans e Gudaitis a smorzare la Virtus e riportare gli ospiti sul +9. Slaughter lotta, Milano è anche fortunata ritrovandosi il pallone in mano quasi per caso, pur non concretizzando con il tiro al bersaglio di Jerrells; Ndoja risponde a Jerrells, e proprio il capitano virtussino recupera palla con una grande difesa sul #55 biancorosso, caricando il pubblico per gli ultimi 7’ di gara. La Virtus ora crea spazio, attaccando con metodo ed energia e sfruttando la mobilità di Slaughter (51-58); grande giocata in post basso di Micov, con Slaughter a sbagliare da libero a un passo dal canestro, mentre è ancora Micov ad aprire il parzialino di 0-5 che costringe Ramagli a fermare l’inerzia del match a favore degli ospiti. Cinciarini punisce la difesa lenta della Virtus, ma Gentile risponde presente con due giocate consecutive, che portano Bologna ancora alla soglia stregata dei 7 punti di svantaggio con ancora 2’24”; Gudaitis si mangia Aradori in post basso e va in lunetta: 2 su 2 e +9 Milano. Umeh attacca bene il centrone biancorosso, ma è Slaughter a fatturare punti per l’attacco bianconero, mantenendo i padroni di casa sul -7. La tripla di Umeh entra ed esce a meno di un minuto dal termine, con la Virtus a conquistare il rimbalzo e il possesso: Umeh fa -5 con 27” da giocare, ed è Cinciarini ad essere mira del fallo tattico bolognese: 1 su 2  e 64-70. Lafayette si conquista la lunetta (66-70), ma sui liberi di Bertans è Gudaitis a conquistare il pallone e schiacciare il +6; Aradori fa 1 su 2, Milano perde palla in attacco ma la Virtus non ha più energia e deve arrendersi all’Olimpia di coach Pianigiani.

Lorenzo Gualandi

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